🪔 La teoria è molto semplice: tutte le volte che soffriamo o siamo in una situazione di disagio, dobbiamo sforzarci di far emergere una parte di noi che resta PRESENTE e non viene coinvolta dall’emozione negativa.
Il fatto di continuare a provare emozioni negative e di dover attraversare periodi di sofferenza può indurci a pensare che il lavoro di crescita spirituale non stia dando i giusti frutti.
Vorrei allora ricordare che, al fine di ottenere uno stato di benessere, il nostro scopo immediato non può essere la trasformazione della personalità, bensì la disidentificazione dalle sue manifestazioni grossolane.
La “macchina biologica” (corpo fisico, emotivo e mentale) proseguirà a lungo nel provare rabbia, gelosia e paura, ma ciò non è mai indice del nostro fallimento!
La trasmutazione delle nostre sofferenze in Gioia può richiedere mesi o anni, ma la creazione di un “Testimone” può avvenire in tempi brevi.
Il testimone è prezioso, perché ci consente di guardare alla nostra personalità dal di fuori. La osserviamo mentre soffre, ma non siamo più noi a sperimentare quella sofferenza.
La creazione di un osservatore distaccato è una parte essenziale.
Essa ci permette di astrarci dai nostri disagi esistenziali, in attesa che su un livello più sottile si compiano le trasmutazioni radicali.
Ottenuto questo distacco dalle sofferenze, il più è fatto… anche se per la trasmutazione vera e propria si dovrà attendere forse ancora a lungo.
Il distacco ci dona fin da subito la serenità esistenziale, e questo è il nostro primo traguardo.
All’inizio non è importante che la nostra gelosia si trasmuti in Gioia – lavoro che potrebbe richiedere anni – è invece molto più urgente che riusciamo a osservare, senza rimanerne coinvolti, la personalità che prova gelosia.
Creare questa distanza fra noi e la macchina biologica ci permette di uscire dalla sofferenza, nonostante essa continui a manifestarsi come prima.
Questo processo richiede Ardore e Fede.
Dobbiamo avere piena fiducia che noi siamo qualcosa di diverso, e di più, di un apparato psicofisico che produce pensieri, emozioni ed escrementi fisici. A un certo punto sarà evidente, e la fiducia non occorrerà più.
Dobbiamo imparare a lavorare sui disagi e sulle sofferenze con la mentalità dell’alchimista. Dobbiamo, cioè, considerare queste manifestazioni come fenomeni fisici neutri su cui compiere degli esperimenti.
Il nostro disagio esistenziale è nulla più di una radiazione elettromagnetica che il cervello interpreta secondo schemi morali acquisiti.
È imperativo che prendiamo fin da subito le distanze dalle espressioni della macchina biologica, evitando di identificarci con i suoi problemi da animale spaventato.
Essi non sono nostri.
Pensare di stare risolvendo le NOSTRE difficoltà è l’errore più grande che possiamo fare.
Possiamo osservare le difficoltà evolutive della macchina biologica che abbiamo a disposizione come scienziati che seguono un esperimento. Magari, aggiungendo una buona dose di sana compassione per queste sue difficoltà.
✨ Un buon metodo consiste nel tenere un diario quotidiano dei comportamenti della macchina biologica.
Annotiamo quali emozioni prova e in quali circostanze. Per quale motivo si è arrabbiata sul lavoro? In quale occasione si è sentita in imbarazzo? Quale frase detta dal partner o da un genitore, l’ha fatta stare male oggi, o l’ha fatta andare in bestia? Di cosa ha avuto più paura durante questa giornata?
Compilare un diario, anche solo per un periodo di 7 giorni, che registri i risultati della nostra analisi della personalità, ci aiuterà molto a percepirci come scienziati che studiano fenomeni separati da loro e nei quali non possono sentirsi coinvolti.
Il problema è che noi ci sentiamo in debito con la nostra macchina biologica. Crediamo di doverle qualcosa. Siamo convinti che se non soffriamo insieme a lei e non ci abbandoniamo all’immaginazione negativa, stiamo trascurando un aspetto importante della nostra vita. Non riusciamo a “lasciarla andare”.
In ciò risiede il problema dell’attaccamento, a cui Buddha aveva dedicato la sua incarnazione.
Quando sopraggiunge la sofferenza non siamo in grado di separare noi stessi da questa, crediamo che la terribile stretta allo stomaco e la voglia di vomitare che sopraggiungono con la sofferenza, ci appartengano.
Non è così, e tutti coloro che si sono illuminati lo confermano.
Ricordiamoci che il Testimone rappresenta uno stadio di coscienza intermedio fra l’identificazione con la personalità e l’identificazione con l’Anima.
In altre parole, ci troviamo già in una certa misura fuori dalla mente e dai dolori emotivi, ma non siamo ancora completamente entrati nel Cuore.
Grazie al progressivo immergersi della coscienza nel Cuore, aumenta la nostra capacità di provare compassione per i problemi della macchina biologica.
Quando siamo nella sofferenza, il fattore tempo gioca sempre a nostro favore. Il dolore, che all’inizio è anche fisico, si affievolisce proprio grazie al passare del tempo. E un giorno tale dolore sarà comunque scomparso – questa è una certezza – anche se noi, nel momento in cui vi siamo immersi, lo percepiamo come se dovesse durare in eterno.
Si tratta quindi di restare più presenti e distaccati che possiamo soprattutto all’inizio, perché questo ci consente di ridurre di molto la durata della sofferenza.
Il metodo esposto in questo articolo, è in assoluto il più veloce che esista al fine di condurci alla serenità, all’illuminazione, all’immortalità. Ma è anche più “scomodo”, perché i tempi di attuazione dipendono interamente da noi, dalla nostra capacità di accettare la verità e dal desiderio incontenibile di realizzarla.
(Affidarsi a un Maestro che ci conduce attraverso un lungo cammino, delegare a lui la responsabilità per la nostra felicità, è decisamente più comodo e rassicurante. In tal modo, se non riusciremo nel nostro scopo, saremo ben felici di avere qualcuno a cui dare la colpa o da cui andare a lamentarci!)
Per chi vuole Risvegliarsi invece il metodo è questo: “La mia macchina biologica vede un problema, quindi sta male, ma non è affar mio. Questo per me è solo un laboratorio nel quale lavorare: un’ Officina Alkemica…”
Ecco… non è più difficile di così.
Gli sforzi quotidiani tengono acceso il “Fuoco Alchemico” il quale porta avanti la sua opera indipendentemente da quanto noi riusciamo ad eccellere nel ricordarci di rimanere presenti.
È importante non arrendersi mai, non farsi prendere dallo sconforto e non avere dubbi circa l’importanza dell’Opera Eroica che si sta compiendo.
✨
“Sii costante nella pratica dell’osservazione: per giorni, mesi o anni. Osservando rimani “osservatore” distaccato. Devi essere come il Sole che rotea su se stesso, non devi farti trascinare dalle potenze titaniche che esistono nella tua psiche. Sii coscienza neutra, ma positiva”.
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro di Salvatore Brizzi “Officina Alkemica“.
Puoi trovarlo online su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)
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Che meravigliaaaaaaa!
Grazie Este! È stupendooooo grazie!
Ne faccio Tesoro Grande e costante!
Un Abbraccio di Luce Immensa
Ciao Este!!! Sai che con il Testimone ho avuto la riprova che la mente è piccolissima… le emozioni pure…
È un Portento!
Con il Testimone picchi di energia e di gioia!!! Si Volaaaaaaa
Grazie infinitamente!!!
La tua considerazione mi fa capire che hai proprio centrato il punto, complimenti Valentina!✨🙏✨ con il testimone cambia tutto 💛🌈✨
Grazie! Ti sarò sempre grata per L’Eternità 💛💫
Grazie 🙏💙💎🤍💛🪶💜💞