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✨ Se uno va dal medico e gli dice che sente una voce nella testa, questi presumibilmente gli consiglierà uno psichiatra.

Il fatto è che, in modo molto simile, praticamente tutti noi sentiamo una voce, o più di una, nella testa, continuamente: si tratta del processo del pensiero, e tu hai il potere di interromperlo, anche se non lo sai.

Si tratta di monologhi o dialoghi continui, non necessariamente pertinenti la situazione che stai vivendo. Per esempio il dialogo potrebbe rivangare il passato, oppure provare a prevedere possibili situazioni future.

In questo caso, spesso la voce immagina che le cose vadano male, che si verificano risvolti negativi; allora i pensieri diventano preoccupazioni.

A volte questa colonna sonora è accompagnata da immagini o da film mentali.

Anche se la voce è pertinente alla situazione che stai vivendo, l’interpretazione si basa sul passato. Questo perché la voce appartiene alla tua mente condizionata, che è il prodotto di tutta la tua storia trascorsa e del modo di pensare culturale e collettivo che ha ereditato.

Così hai una visione completamente distorta.

Spesso questa voce è il nostro peggior nemico. Molte persone convivono con un tormentatore nella loro testa che le attacca e le punisce continuamente, privandole dell’energia vitale, causando loro infelicità e tristezza, nonché malattie.

La buona notizia è che puoi liberarti della mente. Questa è la vera e sola liberazione.
Puoi fare il primo passo in questa direzione proprio ora, iniziando ad ascoltare quella voce e a prestare attenzione, tutte le volte che puoi, a eventuali schemi di pensiero ricorrenti.

E’ questo che si intende quando si dice “osservare la parte di te che pensa“, il che è un altro modo per dire: ascoltare la voce nella tua testa, sii presente come testimone.

Ascoltala con imparzialità, non giudicarla. Non condannarla per ciò che senti, perché farlo significherebbe far rientrare quella voce dalla porta di servizio.

Come fare

Se ti impegni a osservare il tuo dialogo interiore, realizzerai presto che c’è la voce e c’è l'”Io sono” in ascolto, in osservazione. La percezione della tua stessa presenza, non è un pensiero. Sorge al di là della mente.

Perciò, quando ascolti un pensiero, non solo sei consapevole di quel pensiero ma anche di te stesso in quanto testimone e osservatore. Subentra una nuova dimensione di consapevolezza.

Mentre ascolti il pensiero, avverti una presenza consapevole (il tuo sé profondo) come se fosse al di sotto o dietro il pensiero.

Allora il pensiero perde il suo potere su di te e presto si acquieta, perché non stai più trasmettendo energia alla mente attraverso la tua identificazione con essa.

Questo è l’inizio e la fine del pensiero involontario e compulsivo.

Quando un pensiero si placa, sperimenti un intervallo “senza mente”.

All’inizio gli intervalli sono brevi, magari di qualche secondo, ma gradualmente si allungano.

Quando si verificano, provi una certa quiete e pace dentro di te. Questo è l’inizio del tuo stato naturale di unione con l’Essere, generalmente oscurato dalla mente.

Con la pratica, questa sensazione di pace e quiete si intensifica. Infatti, non c’è fine alla sua profondità. Avvertirai anche una sottile emanazione di gioia sorgere dal profondo: la gioia dell’Essere.

La consapevolezza si amplifica. In questo stato di connessione interiore, sei molto più allerta, molto più sveglio di quando ti identifichi con la mente.

Sei pienamente presente. Questo stato fa innalzare anche la frequenza di vibrazione del campo energetico che dà vita al corpo fisico.

Scendendo sempre più in profondità in questo regno “senza mente”, realizzi lo stato di pura consapevolezza. In esso, avverti la tua presenza con una tale intensità e con una tale gioia che, in confronto, tutti i pensieri, le emozioni, il corpo fisico e il mondo esterno diventano insignificanti.

Il silenzio della mente ti porta al di là di quello che ritenevi essere il tuo io. Quella presenza sei tu, eppure allo stesso tempo è qualcosa di inconcepibilmente più grande di te.

Smettere di identificarsi con la mente

Oltre a osservare la parte di te che pensa, puoi creare un intervallo nel flusso mentale anche semplicemente convogliando la tua attenzione sull’Adesso, diventando intensamente consapevole dell’istante presente.

Farlo da una certa soddisfazione. È un modo, questo, per distogliere la tua consapevolezza dall’attività mentale e creare un intervallo “senza mente” nel quale sei fortemente presente e consapevole di non pensare. Questa è l’essenza della meditazione.

Nella vita quotidiana, puoi esercitarti prendendo un’attività abituale che solitamente rappresenta solo un mezzo, dedicandole la piena attenzione, affinché diventi essa stessa un fine. Per esempio, tutte le volte che sali e scendi le scale di casa o in ufficio, fai molta attenzione a ogni gradino, a ogni movimento, persino al tuo respiro. Sii totalmente presente.

Oppure quando ti lavi le mani, fai caso a tutte le sensazioni associate a questa attività: il suono e la sensazione dell’acqua, il movimento delle mani, il profumo del sapone e così via.

Diventa consapevole del senso della tua presenza, silenzioso ma potente.
C’è un solo criterio con cui misurare la tua riuscita in questa pratica: il livello di pace che senti dentro di te.

Pertanto, il passo più importante nel viaggio verso l’illuminazione è questo: imparare a non identificarsi con la propria mente.

Tutte le volte che crei un intervallo nel flusso mentale la Luce della tua consapevolezza si rafforza.

Un giorno potresti sorprenderti a sorridere alla voce nella tua testa, esattamente come faresti davanti ai capricci di un bambino. Ciò significa che non prenderai più tanto sul serio il contenuto della tua mente, dal momento che la tua percezione del sé non dipende da essa.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle.
Puoi trovarlo online qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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