🤍 Quando emerge un’emozione dolorosa, interrompi tutto ciò che stai facendo e prenditene cura. Presta attenzione a ciò che sta accadendo.

La pratica è semplice: sdraiati, metti una mano sulla pancia e inizia a respirare.
Oppure puoi sederti su un cuscino o su una sedia.
Smetti di pensare e porta la tua mente al livello dell’ombelico.

Quando guardi un albero durante una tempesta, se concentri la tua attenzione sulla cima dell’albero, vedrai le foglie e i rami soffiare selvaggiamente nel vento e l’albero sembrerà molto vulnerabile, come se potesse essere rotto in ogni momento.

Ma quando dirigi la tua attenzione verso il tronco dell’albero, non c’è quasi movimento.

Vedi la stabilità dell’albero e vedi che l’albero è profondamente radicato nel terreno e può resistere alla tempesta.

Quando proviamo una forte emozione, la mente è agitata come la cima di un albero.
Dobbiamo portare la nostra mente al tronco, all’addome e concentrare tutta la nostra attenzione sul respiro nell’addome, inspirando lo riempiamo, espirando lo svuotiamo… così di seguito, fino a ritrovare l’equilibrio.

Da un insegnamento del Maestro Thich Nhat Hanh

È importante calarsi nella consapevolezza del momento presente e non permettere che l’attenzione ai processi mentali tolga spazio alla dimensione del sentire.

È importante ascoltare con attenzione quando e come emergono sensazioni corporee ed emozioni in noi, che non devono essere scacciate o evitate, ma contemplate ed accolte.

Il nostro corpo è portatore di una grande saggezza e alle volte può risultare più ragionevole della nostra stessa mente.

Imparare ad ascoltarlo con attenzione può diventare una grande risorsa per gestire al meglio la nostra vita.

La tristezza, ad esempio, arriva per per dirci che abbiamo perso (fisicamente o simbolicamente) qualcosa di importante e ci invita così a prenderci un po’ di tempo utile ad elaborare quella determinata perdita.

La paura, arriva per comunicarci che abbiamo la percezione che sia presente un pericolo (fisico o simbolico) e dunque ci chiama a porre maggiore attenzione a quel determinato tema o evento, che va affrontato con calma e concentrazione.

La rabbia, ci dice che qualcosa ostacola il raggiungimento di un nostro obiettivo e così ci aiuta a focalizzare meglio la meta e a individuare il possibile ostacolo, processo che potrebbe risultare utile a trovare la strategia migliore per rimuovere o aggirare proprio quell’ostacolo.

Il disgusto, segnala che qualcosa ci contamina, che non ci piace e che quindi, ad esempio, potremmo scegliere di allontanarci.

Anche l’invidia, emozione spesso definita come “negativa”, in realtà arriva per farci vedere che cosa desideriamo davvero; invidiamo qualcuno o qualcosa perché anche noi vorremmo quella determinata caratteristica o condizione, così l’invidia può diventare uno specchio che ci rivela interessanti aspetti su chi siamo e su cosa desideriamo.

Sentire l’emozione nel proprio corpo senza giudizi permette di raggiungere una maggiore accettazione di sé attraverso la consapevolezza della propria esperienza interiore.

Caliamoci dunque nel nostro mondo interiore con curiosità e coraggio. Può non essere facile compiere questo cammino, che sicuramente necessita di una costante pratica, ma sicuramente è un percorso che ci arricchirà moltissimo e ci renderà sempre più consapevoli.

Testo di Ludovica Bedogni

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