Il confine tra immaginazione attiva – “angelica” – e fantasia passiva -“diabolica” – è spesso molto sottile.
✨ Parliamo oggi della Visualizzazione, in quanto tale preziosa espressione della mente umana viene talvolta confusa con i “sogni ad occhi aperti” e si pensa che eliminare queste inutili manifestazioni significhi togliere all’uomo anche la sua facoltà di riflettere, sognare e creare.
Niente paura, tali magnifiche facoltà umane permangono e rientrano, appunto, nell’ambito della visualizzazione.
Questa rappresenta l’indispensabile capacità di immaginare e costruire per mezzo del pensiero in maniera VOLUTA e COSCIENTE.
Per esempio, riflettere riguardo a cosa si dirà prima di un incontro importante, risulta molto utile, se lo si fa in maniera controllata, cioè senza ripetere le stesse scene ossessivamente per decine di volte e, soprattutto, senza scivolare nella tensione e nell’ansia.
La visualizzazione risulta un elemento importante nell’ espressione della creatività. Gli artisti creano proprio attraverso l’immaginazione controllata i mondi che poi rappresentano nelle loro opere.
Ma ciò è ben diverso dal sognare occhi aperti di vincere alla lotteria o dall’ immaginare cosa faremmo se il nostro partner ci tradisse!
Durante la giornata, ogni volta che ce ne ricordiamo, dobbiamo chiederci cosa stiamo pensando e perché: “Questo pensiero mi fa stare bene o male? L’ho voluto io o è venuto da solo?”
Possiamo divertirci ad osservare i nostri pensieri e catalogarli all’interno di una di queste due categorie: immaginazione negativa o visualizzazione creativa.
Per imparare a distinguere fra le due è sufficiente porsi una domanda: “Avevo il controllo di ciò che stavo pensando, oppure no?”
Tutte le volte che non siamo stati noi a voler iniziare coscientemente un certo processo di immaginazione, ciò significa che esso è venuto da sé e ci sta usando, rubandoci preziosa energia. ❕ È pertanto meglio interromperlo, iniziando un’attività capace di tenere occupata la mente, impedendole di sprecare forze nel sogno a occhi aperti.
È necessario arrestare il pensiero o sentimento al suo apparire, va come colto al volo, prima che prenda spazio nella mente e si diffonda.
Il lavoro alchemico da compiere sull’immaginazione negativa forma un tutt’uno con quello sulle emozioni negative, in quanto i due aspetti si muovono in simbiosi, sono due facce della stessa medaglia: l’una alimenta l’altra.
Ricordiamo:
Al fine di identificarci con l’Anima dobbiamo sviluppare le Emozioni Superiori. Possiamo farlo in due modi:
a) Trasmutando le emozioni negative della personalità in emozioni superiori;
b) Incrementando tutte quelle emozioni elevate che la nostra Anima è già in grado di provare adesso.
Dal momento che le emozioni negative sono sempre intimamente connesse all’ immaginazione negativa, dobbiamo compiere un attento lavoro di osservazione e distacco.
L’IMMAGINAZIONE NEGATIVA
L’immaginazione negativa comprende tutte le fantasticherie e gli snervanti dialoghi interni che avvengono durante il giorno nella nostra mente, e non sono da noi né voluti né controllati.
La pericolosità di questo continuo lavorio interno (dialogo interiore) risiede in due caratteristiche:
- Da esso trae origine la maggior parte delle emozioni negative che proviamo durante la giornata
- Esso è in grado di alimentare un’emozione negativa anche a distanza di ore, giorni o mesi dall’evento che l’ha causata
Facciamo qualche esempio che illustri il primo dei due aspetti:
- Alla vigilia di un esame o di un colloquio cominciamo a costruire nella nostra mente situazioni immaginarie, che incrementano la tensione e la paura.
- Prima dell’incontro con una persona con la quale dobbiamo avere un chiarimento riguardo ad un torto subito costruiamo dialoghi immaginari in cui si arriva anche agli insulti.
- Mentre il nostro partner è in vacanza con amici, immaginiamo senza freno situazioni di tradimento, oppure disgrazie, come incidenti o malattie.
Anche l’ipocondria è un ottimo esempio di immaginazione negativa. In effetti ogni pensiero e comportamento ossessivo originano dall’immaginazione negativa: la paura che possa succedere qualcosa di brutto o che qualcuno possa fare ai nostri cari qualcosa di negativo si autoalimenta attraverso mille scenari di fantasia.
E ciò avviene anche a livello emotivo! in quanto tutte queste inutili rappresentazioni mentali fanno fremere la nostra personalità come se stessimo effettivamente vivendo le situazioni immaginate.
Quante volte abbiamo pensato: “Basta! Questi pensieri mi ossessionano. Vorrei liberare la mia mente e non pensare più a quel fatto, ma la mente torna sempre sulle stesse immagini in modo assillante”.
In effetti l’immaginazione negativa può diventare una vera tortura, alla quale ci è difficile sottrarci a causa della nostra completa identificazione con la mente.
Inoltre le emozioni negative scaturite da pensieri negativi e situazioni ripetute mentalmente, producono sull’ambiente e in noi, gli stessi scarti vibrazionali come se fossero realmente accadute.
Fanno parte dell’ immaginazione negativa anche quei dialoghi interni che non producono sofferenza, bensì piacere o gratificazione personale.
Anche tutti i sogni ad occhi aperti riguardanti ad esempio il nostro partner, di cui siamo innamorati, rientrano nell’ immaginazione negativa; per cui un giorno, quando finirà, invece che da piacevoli sogni, saremo ossessionati da scene di gelosia, violenza, vendetta e disperazione.
Perché seppur essendo emozioni di euforia e gratificazione appartengono sempre al mondo della macchina biologica e, in quanto tali, sono anch’esse frutto di una visione alterata della realtà.
Inoltre prima o poi, per la legge di compensazione, richiameranno inevitabilmente una dose corrispondente di emozioni negative.
✨ Consiglio per iniziare: Accorgersi e bloccare sul nascere i pensieri evidentemente negativi
Quando cominciamo ad osservare e contrastare l’immaginazione negativa infatti, all’inizio conviene concentrare la nostra attenzione su quei pensieri direttamente collegati a emozioni “pesanti” e quindi più RICONOSCIBILI (lamentela, rabbia, giudizio, ansia…) perché più dannosi dal punto di vista dello spreco di energia e più facilmente distinguibili nella miriade di oziosi pensieri quotidiani.
Poi, man mano che il nostro stato di Presenza diventerà più solido e la nostra energia aumenterà, riusciremo a intercettare anche i pensieri più nascosti e apparentemente “innocui”.
Vedi approfondimenti: Sviluppare il Testimone interiore
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Officina Alkemica” di Salvatore Brizzi.
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