✨ Quando veniamo intrappolati dalla nostra mente in un dialogo interno che ci causa rabbia, risentimento, senso di impotenza, paura… dobbiamo utilizzare tutta la forza di volontà di cui siamo capaci per uscire dalla trappola.

Ricordando che noi siamo solo i “testimoni” di quei pensieri, i quali si producono nella nostra mente senza autorizzazione.

Non dobbiamo cadere nell’errore di giustificare i dialoghi interni dicendo: “Mi è utile ripensare a quel fatto, anche se ripensarci mi causa dolore.”

Questi pensieri NON sono coscienti nel senso più autentico del termine, cioè voluti dall’Anima; essi non sono nemmeno veri e propri processi di pensiero, ma solo impulsi elettrici che rimbalzano da un punto all’altro del cervello seguendo le “linee di minor resistenza”, e ricadendo in tal modo sempre sugli stessi temi.

È bene si sappia che tutte le sofferenze riportate alla luce dai pensieri ossessivi, sono causate esclusivamente da attività elettriche che avvengono nella macchina biologica (corpo fisico, mentale ed emotivo) di cui siamo ospiti. Sono tormenti INUTILI ai fini della nostra evoluzione interiore.

Il problema sta nel fatto che noi siamo perdutamente identificati con queste inutili attività meccaniche.

Se non trascorriamo ore ad arrovellarci su un episodio che ci ha causato sofferenza… ci sembra quasi di rinunciare a qualcosa di nostro, a un nostro diritto.

Dbbiamo invece avere ben chiaro che tutto ciò fa parte dell’attività naturale della mente, la quale si “diverte” a tornare sempre sullo stesso tema… perché, appunto, segue le linee di minor resistenza.

Possiamo distaccarci da questi fenomeni elettrici in maniera risoluta, impegnando la mente in altre occupazioni: creare qualcosa, passeggiare, suonare uno strumento, leggere, fare sport, ascoltare musica, vedere un film… dedicarci totalmente al “servizio” all’Umanità.

Il fattore chiave che può aiutarci ad uscire dalla selva dei pensieri è la CONCENTRAZIONE.

Essa è la capacità di focalizzare la coscienza su un dato soggetto e di mantenervela a volontà.

La mente, se abbandonata a se stessa, priva di una guida cosciente, torna meccanicamente sulle consuete associazioni di pensiero che causano emozioni negative, oppure fantasticherie irrealizzabili.

Ma noi – l’Anima – possiamo decidere di tenere la mente concentrata su un particolare argomento o su una specifica attività che siano in grado di polarizzare tutto il nostro interesse.

Se ci abituiamo a concentrare la mente con ferma Volontà sopra un soggetto da noi prescelto e che ci interessa particolarmente, come conseguenza otterremo l’espulsione dei pensieri ossessionanti dal nostro campo mentale.

I più grandi scienziati e artisti della storia sono vissuti adottando questo atteggiamento interiore: avevano ben chiaro lo scopo della loro vita e lo tenevano sempre presente ovunque andassero, qualunque lavoro svolgessero. Questa inscuotibile polarizzazione ha permesso loro di compiere grandi imprese e di superare ogni ostacolo.

Il concetto di obiettivo, merita un approfondimento. Un essere umano è veramente tale in virtù del suo obiettivo.

È l’obiettivo ad avere l’uomo, e non l’uomo ad avere un obiettivo.

Noi siamo unicamente gli strumenti fisici utilizzati dall’Universo per raggiungere i suoi obiettivi.

Ognuno di noi esiste per portare a compimento qualcosa, non per uno strano scherzo del destino.

Una buona pratica, per non rischiare di percepire la nostra esistenza come una “vita a caso”, è quella di decidere a quale obiettivo dedicarci in questo momento e tenerlo sempre bene a mente.

Non dobbiamo mai temere che possa non essere quello giusto, anche perché nessuno verrà mai a darci una pacca sulla spalla dicendo: “Bravo/a ragazzo/a adesso sì che stai mettendo in pratica l’obiettivo per cui sei venuto/a sulla Terra!”

Non c’è un modo per essere sicuri: si tratta di provare.

Possiamo fissare un obiettivo per l’anno, oppure per i prossimi sei mesi… e poi lavoriamo per ottenerlo.

In tal modo iniziamo a polarizzare le nostre energie, concentrarle e quindi a potenziarele.

Con il passare del tempo può darsi che l’obiettivo cambi, ma i nostri continui sforzi di focalizzarci su un unico scopo fanno sì che ogni nuovo obiettivo sia sempre più in sintonia con l’Obiettivo per cui la nostra Anima è scesa sul pianeta.

Inoltre in questo modo alleniamo la capacità di concentrare tutto il nostro essere in un solo punto e ciò ci consente, al contempo, l’espulsione automatica dei pensieri oziosi dalla nostra mente.

Chi ha uno scopo nella vita traccia la strada, poi vengono coloro che lo aiutano, infine quelli che lo seguono e basta.

Ogni volta che ci sentiremo preda di emozioni negative e immaginazione negativa, portiamo alla mente il nostro obiettivo e lavoriamo per quello. Deve essere il Faro che dà un senso alle nostre azioni e separa quelle utili da quelle inutili.

Lo spazio mentale di chi è focalizzato assume una configurazione indivisa, impermeabile all’inquinamento di pensieri indesiderati, e all’interno della quale non avvengono fughe di energia.

Colui che aspira al Regno dei Cieli deve possedere questa qualità.

Possiamo anche scegliere di concentrarci su ogni singola attività della nostra esistenza, istante dopo istante.

Mentre laviamo i piatti, guidiamo l’auto, facciamo la doccia o ci dedichiamo al giardinaggio, invece di lasciar vagare la nostra mente dietro a pensieri oziosi, la teniamo concentrata sulle azioni che stiamo compiendo.

Questa è la forma più potente di meditazione, poiché non ha limiti di spazio né di tempo. Possiamo letteralmente “vivere in meditazione”.

Poi attraverso la VISUALIZZAZIONE possono essere rappresentati mentalmente, con precisione, gli obiettivi per poter far sì che si realizzino nella materia. Ciò accade più o meno velocemente a seconda dell’abilità di restare costantemente focalizzati sopra un dato fine.

Vedi articolo: La Visualizzazione e l’immaginazione negativa

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro, che consiglio “Officina Alkemica” di Salvatore Brizzi.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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