Il giudizio è cosa molto diversa dall’opinione: esso contiene sempre una forma di condanna, di rifiuto e di messa al bando.

Chi lo emette si presenta come “quello che sa, che ci vede chiaro”, il che implica un senso di superiorità.

L’opinione, invece, è espressione legittima della posizione e del sentire di chi la formula, e non sottintende né superiorità né sanzioni; fa quindi parte della via della Saggezza.

È la ricerca di una saggezza di questo tipo che dovremmo sviluppare, perché ci dà accesso alla comprensione del motore della vita e trascende ciò che viene definito “buono” o “cattivo”.

In generale, l’educazione che abbiamo ricevuto ci spinge a percepire la vita dualisticamente, dividendo le cose in buone e cattive, per noi e per gli altri.

Buona parte del nostro comportamento è dettato da questo schema piuttosto semplicistico, ma il sentiero della riflessione, della comprensione e infine della saggezza e dell’amore, ci invita a guardare le cose interiori ed esteriori in modo diverso.

Ben presto scopriremo che l’antagonismo apparente fra “bene” e “male”, “luce” e “ombra”, è una questione di livello di coscienza.

Tutto il cammino che porta dall’ego al Sé, altro non è che un progressivo Risveglio.

Sapersi impegnare affermando la propria posizione è una fase essenziale lungo il cammino dell’anima, vuol dire andare oltre lo stadio dell’esitazione spesso portatore di sofferenza e sterilità.

Se vogliamo che il cuore si esprima attraverso le posizioni che assumiamo, occorre fare attenzione a che esse siano opinioni e che quindi non cadano sugli altri come mannaie.

La spada della “giustizia” è umana in tutto e per tutto, con tutti i limiti che questo comporta.

L’ago della bilancia del saggio invece osserva le cose dall’alto, in cerca di equilibrio e delle cause nascoste dietro alle cause.

Il Cristo consigliava l’introspezione ai suoi discepoli a questo proposito.

E noi? Qual è la nostra posizione?

“Sforzatevi di non giudicare mai colui che si trova davanti a voi, non tanto perché la morale vi dice che non bisogna giudicare, ma perché il principio del giudizio procede solo dall’ignoranza e dalla sufficienza.

Abbiate pure le vostre opinioni, giacché essere tiepidi è una forma di indifferenza che soffoca l’essere, ma non fate di voi una spada di supponenza, che condanna e uccide. In ogni giudizio c’è sempre un seme d’orgoglio e di fanatismo”.

Jeshua (Gesù)

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “I primi insegnamenti del Cristo” di Daniel Meurois.
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