✨ Essere dotati di un ego non significa necessariamente avere sbalzi d’umore, o essere soggetti alle pulsioni,

significa manifestare i caratteri fondamentali della libera coscienza, avere la possibilità di affermarsi: insomma, essere capaci di distinguersi e enuclearsi da un’anima di gruppo.

Se non se ne diventa schiavi, se non se ne subiscono le pulsioni né le manifestazioni limitate, l’ego è lo strumento mediante il quale lo Spirito che ci anima comunica con la Materia.

È ciò che “colora”, è ciò che dà un “profumo” speciale alla coscienza, è ciò che le procura una personalità distinta, che fa sì che quella coscienza sia quello che è, e non un’altra.

L’ego è il mezzo del quale la Potenza eterna si serve per intrufolarsi nei mondi, per consentire alla vita autocosciente di confrontarsi con la densità e, in contatto con essa, diventare più forte.

Gesù, riferendosi all’ego, parlava di una dimensione ridotta e incarnata dell’anima attraverso la quale viene espresso un modo d’essere, una volontà autonoma, un temperamento

vuol dire concedersi di avere un’esitazione, accettare di potersi sbagliare, lasciar parlare una sensibilità e persino esprimere delle emozioni.

Troppo spesso si ritiene che le emozioni ci tirino sempre “verso il basso”, mentre alcune di esse ci sospingono “verso l’alto”.

Il che non implica che ci si lasci dominare dalla propria sensibilità o da ondate emotive, ma è donarsi la possibilità di conoscere da dentro ciò che fa dello stato umano ciò che è.

Pensare di dover annientare l’ego è un pensiero pericoloso perché allontana dall’integrazione e dall’unificazione.

Riuscire ad amare se stessi con tenerezza e umiltà non è un segno di egocentrismo o di egoismo, bensì di riconoscimento vero della cellula-seme che il principio Divino ha posto nel centro del nostro petto dalla notte dei tempi.

Ognuno di noi, ogni espressione della Vita, è unica; essa parla di Dio come di un’unità, che è però misteriosamente ricca di molteplicità.

Simili tra noi e contemporaneamente tutti diversi, siamo compartecipi dell’immensità del Creato. Ognuno respira la Vita a modo suo, al proprio ritmo, in base al proprio “colore fondamentale”, dotato delle sue particolarità e di una sua luminosità dai riflessi irripetibili.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “I primi insegnamenti del Cristo” di Daniel Meurois.
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