✨ Sotto l’apparenza superficiale, non solo ogni cosa è collegata con ogni altra, ma è collegata anche con quella Fonte di tutta la vita da cui proviene.
Quando guardate una cosa o la prendete e la lasciate essere senza imporle un nome o un’etichetta mentale, nasce in voi un senso di riverenza, di meraviglia.
La sua Essenza vi viene comunicata in silenzio e rispecchia la vostra stessa Essenza.
Se non coprite il mondo con parole ed etichette, quel senso di miracoloso che l’umanità perse tanto tempo fa, quando invece di usare il pensiero cominciò ad esserne posseduta, ritorna nella vostra vita.
Alla Vita viene restituita profondità.
Le cose riacquistano la loro novità, la loro freschezza.
Il più grande miracolo è sperimentare il vostro sé essenziale, che precede ogni parola, pensiero, etichetta mentale e immagine.
Perché questo accada, c’è bisogno di liberare il proprio senso dell’Io, dell’Essere, da tutte le cose con le quali è rimasto invischiato, cioè identificato.
Più siete veloci ad attaccare etichette verbali o mentali alle cose, alle persone o alle situazioni, più la vostra realtà diventa superficiale e piatta, e ancora di più voi diventate indifferenti alla realtà, al miracolo della Vita che di continuo si dispiega in voi e intorno a voi.
In questo modo si può forse progredire in intelligenza, ma la saggezza andrà perduta, così come andranno perdute la gioia, l’amore, la creatività e la vitalità.
Naturalmente dobbiamo usare parole e pensieri. Hanno una bellezza propria, ma abbiamo bisogno di rimanerne imprigionati?
Il sé illusorio
✨ Quello a cui vi riferite quando dite “io” non è quello che voi siete. Con un mostruoso atto riduttivo, l’infinita profondità di quello che siete viene confusa con un suono prodotto dalle corde vocali, o con il pensiero “dell’io” nella vostra mente e con tutto quello con cui “l’io” si è identificato.
Una volta risvegliati, invece, userete ancora la parola “io”, ma verrà da uno spazio interiore più profondo.
La maggior parte delle persone sono totalmente identificate con un incessante flusso mentale di pensieri incontrollati, in gran parte ripetitivi e senza senso.
Non esiste un “io” separato dai propri processi mentali e dalle emozioni che lo accompagnano.
Questo è il senso di essere spiritualmente inconsapevoli.
Quando si spiega a queste persone che nella loro testa c’è una voce che non smette mai di parlare, vi risponderanno: “Che voce?”, oppure negheranno astiosamente, e a parlare è proprio quella voce, è colui che pensa, è la mente non osservata.
Si potrebbe quasi considerarla come un’entità che si è impossessata di loro.
Alcune persone non dimenticano mai la prima volta che si sono disidentificate dai propri pensieri, sperimentando così uno spostamento di identità, dall’essere il contenuto della loro mente all’essere la consapevolezza che c’è dietro.
Per altre si verifica in un modo tanto sottile che se ne accorgono appena, o avvertono soltanto un afflusso di gioia o di pace interiore, senza saperne il motivo.
L’identificazione
✨ Una delle strutture mentali più essenziali attraverso cui l’ego si manifesta è l’identificazione.
La parola “identificazione” deriva dalla parola latina idem, che vuol dire “stesso” e facere che vuol dire “fare”. Dunque identificarsi con qualcosa significa “farla uguale, fare la stessa”.
La “stessa” di cosa? “La stessa di me”, come me.
Le attribuisco un senso del sé, e per questo essa diventa parte della mia “identità”.
Uno dei livelli di identificazione principali è l’identificazione con le cose: il mio giocattolo da bambino diventa più tardi la mia macchina, la mia casa, i miei vestiti e così via. Cerco, senza riuscirci, di trovare me stesso nelle cose ma finisco per perdermi in esse.
Quello è il destino dell’ego.
L’identificazione dell’ego con le cose crea l’attaccamento alle cose, l’ossessione con le cose, da cui nasce la nostra società dei consumi e la struttura economica nella quale l’unica misura del progresso è sempre il “di più”.
Questa corsa incontrollata per avere di più, per una crescita senza fine, è una disfunzione e una malattia. È la stessa disfunzione che manifesta la cellula cancerosa, il cui solo fine è moltiplicarsi, inconsapevole di provocare la propria morte, distruggendo l’organismo di cui è parte.
Gran parte della vita di molte persone si consuma in un’eccessiva preoccupazione per le cose.
Come pratica spirituale vi suggerisco di investigare la vostra relazione con il mondo delle cose mediante l’auto-osservazione, in particolare di quelle cose che sono definite dalla parola “mio”.
Dovete essere molto attenti e onesti nell’esaminare, per esempio, se il valore che attribuite a voi stessi è legato a ciò che possedete.
Il non possedere alcune cose vi fa sentire inferiore ad altri che hanno di più?
Vi capita di accennare, come per caso o per darvi importanza, a cose che possedete per aumentare la vostra immagine agli occhi di qualcuno e, grazie a questo, a voi stessi?
Trovate risentimento o astio e in qualche modo vi sentite impoveriti nella percezione del vostro sé quando vedete qualcuno che ha più di voi o quando perdete una cosa a cui date valore?
Certo puoi dare valore alle cose e prendertene cura, ma ogni volta che c’è un attaccamento nei loro confronti, allora sai che è l’ego.
Quando osservate l’ego dentro di voi, state cominciando ad andare al di là di esso.
Non prendetelo troppo seriamente. Quando scoprite in voi un comportamento egoico, sorridete. A volte potrete perfino farvi delle belle risate.
Come può l’umanità essersi ingannata per tanto tempo su questo?
Soprattutto ricordate che l’ego non è personale. Non è chi siete voi. Se considerate l’ego come un vostro problema personale, questo è ancora più ego.
Come liberarsi dall’attaccamento alle cose
L’attaccamento alle cose cade da solo nel momento in cui non cercate più di trovare voi stessi in esse.
Nel frattempo, siate solamente consapevoli del vostro attaccamento alle cose.
A volte potrete anche non sapere di essere attaccati a una cosa, vale a dire identificati con questa, fino al momento in cui la perdete, o temete di perderla.
Se allora vi turbate, diventate ansiosi e via dicendo, vuol dire che siete attaccati.
Se siete consapevoli di essere identificati con una cosa, l’identificazione non è più totale. “Io sono la consapevolezza che è consapevole che vi è attaccamento“.
Questo è l’inizio della trasformazione della coscienza.
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Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal meraviglioso libro, che consiglio di leggere, “Un Nuovo Mondo” di Eckhart Tolle.
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Gratitudine cara Amica di Luce un abbraccio grande fraterno universale 🤍💙🤍💎
Grazie carissima Este💛✨️ messaggio illuminante e utilissimo grazie grazie grazie! Grazie a tutti i meravigliosi doni che offri con Amore ✨️🙏🏻✨️