✨ “Fare una cosa alla volta” è l’essenza dello Zen, secondo la definizione che ne ha dato un maestro. Fare una cosa alla volta significa essere totalmente PRESENTE in ciò che fai, investendo tutta la tua attenzione. È un agire arreso, un agire potenziato.

Ogni volta che riesci a farlo, dai un’occhiata dentro di te per vedere se inconsciamente stai creando un conflitto tra l’interno e l’esterno, tra le circostanze di quel momento (dove ti trovi, con chi sei o cosa stai facendo) e i tuoi pensieri ed emozioni.

Riesci a sentire quanto è doloroso opporsi interiormente a ciò che è?
Quando riconosci questa realtà ti rendi conto anche di essere ormai libero di abbandonare questo inutile conflitto, questo stato di guerra interiore.

Se dovessi esprimere a parole la tua realtà interiore momento per momento, quante volte al giorno dovresti dire: “Non voglio essere dove sono?”

Che cosa provi quando non vuoi essere dove sei (un ingorgo nel traffico, il tuo posto di lavoro, la sala d’attesa dell’aeroporto, in compagnia delle persone con cui sei)?

Naturalmente è vero che sarebbe bene andarsene da certi luoghi, e a volte può essere la cosa più indicata da fare. In molti casi, però, andarsene non è un’opzione. E in questi casi il “non voglio essere qui” non è solo inutile ma anche disfunzionale.
Rende infelice te e gli altri.

Qualcuno ha detto: ovunque tu vada, eccoti lì.
In altri termini: sei qui.
Sempre.
E’ così difficile accettarlo?

Hai davvero bisogno di avere un rapporto con la Vita basato esclusivamente sulle reazioni di simpatia/avversione, in cui sei quasi costantemente in conflitto con le situazioni e le persone?

O è solo un’abitudine mentale che si può interrompere? Senza fare nulla… permettendo semplicemente a questo momento di essere così com’è.

Il NO abituale e reattivo rafforza l’ego.
Il SI lo indebolisce.

La tua identità di forma, l’ego, non è in grado di sopravvivere alla resa.

“Ho molto da fare.”
Certo, ma qual è la qualità del tuo fare?
Andare al lavoro, parlare con i clienti, lavorare al computer, sbrigare commissioni, occuparti delle innumerevoli cose che compongono la tua vita quotidiana.
Quanto sei presente in ciò che fai?
Il tuo fare è arreso o non arreso?

E’ questo ciò che determina il tuo successo nella vita, non lo sforzo che compi.
Lo sforzo implica stress e tensione, il bisogno di raggiungere un certo punto nel futuro o di conseguire un determinato risultato.
Riesci a notare se c’è anche solo una piccola parte di te che non vuole fare quello che stai facendo?

Questa è una negazione della Vita, che rende impossibile ottenere un risultato veramente positivo.
Se riesci a notare quella piccola parte di te, riesci anche a lasciarla andare e a essere totalmente presente in ciò che fai?

L’accettazione di “ciò che è” ti porta a un livello più profondo, dove il tuo stato interiore e il tuo senso del sé non dipendono più dai giudizi mentali di buono o cattivo.

Quando dici di sì al modo d’essere della Vita, quando accetti questo momento così come è, dentro di te riesci a provare un senso di spaziosità che è profondamente pacifico.

In superficie forse continui a essere più felice quando c’è il sole e meno felice quando piove; sei felice se vinci un milione di euro e infelice se perdi tutti i tuoi beni. La felicità e l’infelicità, però, non arrivano più in profondità.
Sono increspature sulla superficie del tuo essere.
La pace profonda dentro di te rimane indisturbata, indipendentemente dalla condizione esterna.

Il sì a “ciò che è” rivela una dimensione di profondità interiore che non dipende né dalle condizioni esterne, né da quelle interne dei pensieri e delle emozioni che fluttuano di continuo.

La resa diventa molto più facile quando ti rendi conto della qualità effimera di tutte le esperienze e capisci che il mondo non può darti nulla che abbia un valore permanente. Allora continui a conoscere persone, a vivere esperienze, a svolgere attività, ma senza i desideri e le paure del sé egoico.

In altri termini, non pretendi più che una situazione, una persona, un luogo o un evento ti soddisfi o ti renda felice. Lasci che sia, con la sua natura transitoria e imperfetta.
E il miracolo è che ogni situazione, persona, luogo o evento, quando non lo carichi di pretese impossibili, diventa non solo gratificante, ma anche più armonioso, più pacifico.

Quando accetti completamente questo momento, quando non entri più in conflitto con “ciò che è”, il pensiero compulsivo si attenua, e subentra una quiete vigile.
Sei pienamente conscio, ma la tua mente non etichetta il momento in alcun modo.

Questo stato di non resistenza interiore ti apre alla coscienza incondizionata che è infinitamente più grande della mente umana, a quel punto questa vasta intelligenza può esprimersi attraverso di te e assisterti, da dentro e da fuori.

Ecco perché quando lasci andare la resistenza interiore, spesso scopri che le circostanze migliorano.

Non ti sto infatti dicendo di goderti questo momento o di essere felice qualunque cosa accada. No. Solo, lascia che il “modo d’essere” di questo momento sia così com’è. Basta questo.

La resa arriva quando smetti di domandare: perché sta capitando questo proprio a me? Anche nella situazione che sembra più inaccettabile e dolorosa si cela un bene più profondo, e in ogni disastro è racchiuso il seme della Grazia.

Nel corso della storia, ci sono stati uomini e donne che davanti a gravi perdite, malattie, prigionia o morte imminente, hanno accettato ciò che sembrava inaccettabile, trovando così “la pace che supera ogni comprensione”.

L’accettazione dell’inaccettabile è la principale fonte di Grazia in questo mondo.

Conosci qualcuno la cui funzione principale nella vita sembra quella di rendere infelici se stesso e gli altri e diffondere infelicità?
Perdonalo, perché anche lui partecipa al risveglio dell’umanità.

Il ruolo che svolge rappresenta un’intensificazione dell’incubo creato dalla coscienza egoica, lo stato di non resa. Non c’è nulla di personale in tutto questo. Non è l’essenza di quella persona.

Tutto ciò che accetti completamente ti condurrà verso la pace, compresa l’accettazione del fatto che non riesci ad accettare, che sei in una condizione di resistenza.

Lascia in pace la Vita. Lascia che sia.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Parole dalla Quiete” di Eckhart Tolle.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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