✨ L’attenzione consapevole e prolungata recide il legame tra il corpo di dolore e i processi di pensiero, avviando la trasformazione. È come se il dolore diventasse combustibile per la fiamma della consapevolezza, che così brucia più intensamente.

Questo è il significato esoterico dell’antica arte dell’alchimia: la trasmutazione del vile metallo in oro, della sofferenza in consapevolezza. La frattura interiore guarisce e tu torni a essere integro. Allora hai la responsabilità di non creare altro dolore.

Focalizza l’attenzione sulla sensazione dentro di te. Riconosci che è il corpo di dolore. Accetta la sua esistenza. Non pensarci, non lasciare che la sensazione si trasformi in pensiero . Non giudicare, non analizzare. Non usarla per crearti un’identità. Rimani presente e continua a osservare cosa accade dentro di te.

Diventa consapevole non solo del dolore emotivo, ma anche di “colui che osserva “, dell’osservatore silenzioso. Questo è il potere di Adesso, il potere della tua presenza consapevole. Poi vedi cosa succede.

Questo articolo è il continuo del testo precedente: “Dissolvere il corpo di dolore“. Per capire meglio ciò che segue consiglio di leggere l’articolo precedente (vedi).

L’identificazione dell’ego con il corpo di dolore

Il processo che ho appena descritto è molto potente, ma anche semplice.
Potrebbe essere insegnato a un bambino, ed è auspicabile che un giorno sia una delle prime cose che i piccoli impareranno a scuola.

Una volta compreso il principio fondamentale dell’essere presente come un osservatore di ciò che accade dentro di te (e lo “comprendi” facendone esperienza), hai a disposizione lo strumento trasformativo più potente.

Ciò non toglie che durante il processo di disidentificazione dal dolore potresti incontrare un’intensa resistenza interiore. Può capitare soprattutto se per gran parte della tua vita ti sei identificato strettamente con il corpo di dolore emotivo e se ci ha investito la totalità o la maggior parte del tuo senso del sé.

Ciò significa che hai creato un sé infelice sulla base del corpo di dolore, e hai creduto che questa finzione mentale coincidesse con la tua identità.

In questo caso, la paura inconscia di perdere l’identità creerà una forte resistenza a qualunque disidentificazione. In altre parole, preferisci soffrire e continuare a essere il corpo di dolore, anziché fare un salto nell’ignoto e rischiare di perdere il sé infelice che ben conosci.

Osserva la resistenza che agisce dentro di te. Soffermati sull’attaccamento al dolore. Sii molto vigile. Osserva il particolare piacere che ricevi dall’essere infelice, la pulsione incontrollabile a parlarne o a pensarci. La resistenza svanisce se la rendi consapevole. A quel punto puoi spostare l’attenzione sul corpo di dolore, restando presente come testimone e dando così inizio alla sua trasformazione.

L’unico a poterlo fare sei tu. Nessuno può farlo al tuo posto. Ma se hai la fortuna di trovare qualcuno che è intensamente consapevole, se riesci a stargli vicino e a unirti a quella persona nello stato di presenza, la vicinanza può essere utile ad accelerare il processo.

In questo modo, la tua luce si rafforzerà rapidamente. Quando un ceppo che ha appena cominciato a bruciare viene messo vicino ad un altro che arde vivacemente e dopo un po’ viene allontanato di nuovo, brucerà con molta più intensità.

Dopo tutto si tratta dello stesso fuoco. Essere un fuoco di questo tipo è una delle funzioni del Maestro Spirituale; anche alcuni terapeuti possono essere in grado di svolgere questa funzione, purché abbiano superato il livello della mente e riescano a creare e a sostenere uno stato di intensa presenza consapevole, mentre lavorano con te.

La prima cosa da ricordare è questa: finché ricavi la tua identità dal dolore, non riuscirai a liberartene. Finché una parte del tuo senso del sé verrà investita nel dolore emotivo, opporrai una resistenza inconsapevole o saboterai ogni tentativo di guarire il dolore.

Perché?
Semplicemente perché vuoi mantenerti intatto e il dolore è diventato una parte essenziale di te. E’ un processo inconsapevole e l’unico modo per superarlo è renderlo consapevole.

Il potere della tua presenza

✨ Accorgersi all’improvviso di essere aggrappati al proprio dolore può essere una scoperta piuttosto scioccante. Appena ne prendi coscienza però, interrompi l’attaccamento.

Il corpo di dolore è un campo di energia, quasi un entità che si è insediata temporaneamente nel tuo spazio interiore. È un’energia vitale che è rimasta inceppata e non scorre più.

Naturalmente, il corpo di dolore esiste a causa di esperienze vissute nel passato. E’ il passato vivente dentro di te, e se ti identifichi con il corpo di dolore ti identifichi con il passato.

L’identità di vittima è la convinzione che il passato sia più potente del presente, anche se è vero l’opposto. E’ la convinzione che gli altri e quanto ti hanno fatto siano responsabili di quel che sei ora, del tuo dolore emotivo o della tua incapacità di essere il tuo vero Sé.

La verità è che l’unico potere esistente è contenuto in questo momento: il potere della tua Presenza.

Quando lo comprendi, ti rendi conto che il responsabile del tuo spazio interiore sei tu – tu e nessun altro – e che il passato non può prevalere sul potere di Adesso. L’inconsapevolezza lo crea, la consapevolezza lo trasmuta in se stessa.

Così come non puoi combattere l’oscurità, non puoi combattere il corpo di dolore. Provarci creerebbe un conflitto interiore e dunque altro dolore. E’ sufficiente osservarlo, perché significa accettarlo come parte di ciò che esiste in quel momento.

Questo è tutto ciò che occorre.

“Ogni cosa si rivela con l’esposizione alla Luce, e tutto ciò che è esposto alla Luce diventa Luce a sua volta”.
San Paolo

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Come mettere in pratica il potere di Adesso” di Eckhart Tolle.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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