✨ Mi chiedete con frequenza: “Perché dobbiamo soffrire? Non si può evolvere senza sofferenza? Perché bisogna passare dal piombo per ottenere l’oro?”
Ve lo spiego partendo dal piano fisico, perché in tal modo sarà più semplice, per analogia, comprendere la ragione per cui è necessario “soffrire” anche sul piano emotivo.
È come se voi mi chiedeste: “Io voglio diventare fisicamente più forte, però tu mi dici che per diventare più forte devo soffrire in palestra almeno due o tre volte la settimana. Lo trovo ingiusto. Perché non mi sveglio una mattina e ho già dei muscoli più grandi?”
Oppure: “Perché per diventare più resistente e migliorare il mio sistema cardio-circolatorio, dici che devo correre per dei chilometri quasi tutti i giorni, sudando e faticando. Non lo trovo giusto. Io voglio migliorare senza passare dalla sofferenza. La sofferenza è un sistema vecchio, un retaggio della nostra religione, per la quale non si può ottenere felicità senza sofferenza!”
Il punto è che questo pianeta/scuola funziona in questo modo: SI EVOLVE PER MEZZO DELL’ATTRITO. E l’attrito è sofferenza.
Non è colpa mia, né della religione. Un individuo può decidere di andare in palestra (lavorare su di sé) oppure aspettare che siano le fatiche della vita a fargli sviluppare i muscoli o la resistenza.
Anche solo se vuoi salire delle scale devi produrre attrito e quindi provare sofferenza. Più volte le sali… più ti alleni… più sviluppi una nuova capacità… meno sofferenza provi le volte successive.
A un certo punto, salendo quello stesso numero di gradini non proverai più alcuna sofferenza. HAI SVILUPPATO UNA NUOVA CAPACITA’.
Sul piano mentale vale lo stesso principio: «Perché per imparare a risolvere delle equazioni di secondo grado devo soffrire? Basta con questa sofferenza! Non posso svegliarmi una mattina ed essere già capace di svolgerle?”
No. Per acquisire nuove capacità intellettuali bisogna creare attrito sul piano mentale e quindi soffrire.
E’ una legge.
I vari piani – fisico, emotivo e mentale – oppongono resistenza alle novità, perché questa è la loro natura. Per la legge di conservazione dell’energia, ogni corpo tende a restare nel conosciuto, non a imparare cose nuove.
Ecco perché tutte le volte che proviamo a fare qualcosa che va oltre le nostre attuali capacità si crea attrito. Per l’apparato psicofisico è uno spreco di energia e quindi non lo vuole fare.
Sul piano emotivo, soffriamo di gelosia, di invidia, di senso di ingiustizia… e mille altre emozioni, perché stiamo allenando in palestra il nostro corpo emotivo.
Attraverso l’attrito impariamo cos’è l’amore, la sicurezza di sé, l’amicizia, la fiducia, ecc.
Se siete scesi sulla Terra è perché volete allenarvi.
Non ci sono scuse. Oggi bilanciere emotivo su panca piana.
Salvatore Brizzi
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La sofferenza è veramente necessaria?
Sì e no. Se non aveste sofferto come avete sofferto, come esseri umani non avreste profondità, né umiltà, né compassione. Non stareste leggendo queste righe in questo momento.
La sofferenza spacca il guscio dell’ego, dopodiché arriva un punto in cui ha assolto la sua funzione.
La sofferenza è necessaria finché non vi rendete conto che è superflua.
Eckhart Tolle
Testo principale rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da un articolo di Salvatore Brizzi.
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