✨ L’articolo di oggi serve a ricordare i punti salienti del lavoro su di sé (ricordare = riportare al cuore).
Punto primo:
🔸Il mondo si trova all’interno della mia coscienza, questo significa che TUTTI gli eventi che mi accadono sono inconsciamente voluti da me e operano per la mia liberazione, cioè la mia identificazione con l’Anima e la mia apertura del Cuore.
TUTTI gli eventi operano affinché io giunga all’apertura del Cuore.
Punto secondo:
Il cardine di questo lavoro si trova nell’auto-osservazione.
Quando mi accade qualcosa che “mi tocca”, ossia che mi dà fastidio, devo ricordarmi di rimanere PRESENTE A ME STESSO e osservare cosa accade dentro di me, soprattutto sul piano emotivo, mentre vivo l’esperienza.
Punto terzo:
Lo scopo non è scacciare il disagio, bensì IMPARARE A SENTIRE ciò che provo, restando interiormente immobile, con coraggio, INSIEME AL FASTIDIO O ALLA SOFFERENZA, senza alcuno scopo se non acquisire energia ed evitare che venga sprecata dalla macchina biologica attraverso le sue manifestazioni.
Man mano che imparerò a SENTIRE PER DAVVERO, sentirò attraverso il Cuore e la mia visione delle cose cambierà.
Così la mia vita migliora giorno dopo giorno.
Punto quarto:
Ripetersi due frasi fondamentali: “Sono io che glielo sto facendo fare – oppure – “Sono io che glielo sto facendo dire” e… “Il mondo è bello, sono io che non ho occhi per vedere“.
Punto quinto:
La Legge dello Specchio.
La realtà si trova all’interno della mia coscienza, quindi ciò che vedo all’esterno è unicamente una rappresentazione – uno specchio – di ciò che c’è al mio interno… che non voglio vedere… e che ricaccio nell’inconscio.
Dal momento che non lo voglio vedere dentro di me, la Vita me lo fa vedere all’esterno, negli altri.
Se io trasmuto il mio interno, seguendo tutti i punti precedenti, avrò progressivamente una visione differente degli eventi e delle persone, cioè una visione cardiaca.
La Legge dello Specchio vale sia per ciò che ammiriamo che per ciò che ci dà fastidio.
Punto sesto:
Devo osservare ogni mio giudizio verso le persone e gli eventi. Osservare restando presente a me stesso.
Continuando a ripetere il punto quarto e il punto quinto la forza dei miei giudizi si ridurrà spontaneamente, progressivamente e inesorabilmente.
E senza giudizio si percepisce la realtà oltre il velo, perché il giudizio sporca la visione.
Punto settimo:
Lavorare in maniera graduale – ma senza tregua – sulla disciplina del corpo, delle emozioni, della mente e del centro sessuale.
In nessun punto vi ho detto COSA dovete fare, vi ho solo indicato IN QUALE STATO dovete essere mentre vi accadono gli eventi, se volete operare una trasmutazione interiore.
Questo non è un lavoro semplice, sia da comprendere che da applicare, perciò, a maggior ragione, dobbiamo costantemente restare coscienti dei limiti comunicativi.
Vi faccio un esempio: il Giudizio.
All’interno dei corsi ci si impiega un anno per capire cosa è il giudizio e come gestirlo, mentre in rete tutti credono di sapere già cos’è e come riconoscerlo.
Non stiamo facendo “qualcosa di spirituale” per diventare più buoni.
O ci si trasforma radicalmente oppure non serve a nulla.
Sono necessarie molte spiegazioni e tante ripetizioni dei medesimi concetti per un lungo periodo; tuttavia, è necessario e fondamentale il vostro impegno.
Ne va della vostra libertà.
Buon lavoro a tutti… e ve lo auguro con il Cuore.
✨
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da un articolo di Salvatore Brizzi.
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