L’Accettazione all’ottava alta e all’ottava bassa

✨ Chi fa un lavoro su di sé, sa che esistono due “ottave” di qualsiasi concetto, fenomeno o emozione. La differenza fra le ottave è un argomento fondamentale nel cammino del lavoro su di sé.

Per esempio, esiste l’amore all’ottava bassa, che proviene dai centri inferiori e implica possesso e, inevitabilmente, sofferenza, e poi c’è l’amore all’ottava alta, che proviene dai centri superiori e implica un cuore aperto e una comunione d’anima, priva di senso del possesso.

Medesimo discorso può esser fatto per il concetto di ACCETTAZIONE.
Spesso si confonde l’accettazione all’ottava alta (non oppongo resistenza interiore a ciò che avviene nel qui e ora, non giudico l’evento o la persona, vivo nel flusso), con l’accettazione all’ottava bassa (qualunque cosa succeda mi deve andar bene per forza, perché io sono un essere spirituale e gli esseri spirituali si comportano così).

Inoltre “accettare” all’ottava alta non implica essere d’accordo con ciò che accade o essere contenti che stia accadendo.

La differenza consiste nel fatto che l’ottava alta implica sempre la capacità di cogliere l’evento da un punto di vista animico, sovra-mentale, ossia al di là delle apparenze, per cui le nostre reazioni saranno una conseguenza spontanea di questa nuova visione.

Il fatto di accettare qualcosa nel proprio cuore, non implica però che il nostro atteggiamento debba essere fatalista o che non possiamo agire o mandare a quel paese qualcuno.

L’accettazione non è sinonimo di rassegnazione e passività; questa è l’idea di accettazione, non la sua realizzazione effettiva.

In altre parole, non lascio che mi rubino il portafogli solo perché “io sono nell’accettazione totale”, e non appoggio le guerre, sebbene io sappia che per questa umanità è funzionale che ci siano, perché è la conseguenza di ciò che le persone provano interiormente tutti i giorni.

Il mio invito di oggi è ad osservare quando state veramente accettando qualcuno o qualcosa e quando invece STATE RECITANDO LA PARTE della persona spirituale.

Niente paura, fra un estremo e l’altro… c’è tutto il lavoro su di sé, che intanto procede.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da un testo di Salvatore Brizzi.
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