✨ E’ sempre il Maestro o l’Iniziato che trova il discepolo e non viceversa.
Il discepolo deve preoccuparsi unicamente di lavorare su di sé al fine di disciplinare il corpo fisico, il corpo emotivo e quello mentale e divenire utile per il Servizio.

Non deve preoccuparsi di cercare un Maestro, semmai è il Maestro (su qualunque piano si trovi) che lo nota.

L’aspirante deve prepararsi da solo, in quanto i Maestri non preparano i discepoli, bensì si rivolgono a discepoli già preparati. Egli deve quindi sforzarsi di acquisire autonomamente le nozioni necessarie attraverso lo studio di libri e l’impegno costante nel lavoro di osservazione e disciplina dei tre corpi inferiori.

Eventualmente dovrà cercare di volta in volta, in base alle nuove esigenze, l’insegnamento, la scuola o il gruppo più adatti a fornire gli strumenti necessari per compiere il passo successivo.

In tal modo i discepoli odierni sono costretti a sviluppare rapidamente la preziosa qualità del discernimento.

Data l’urgenza dei tempi che stiamo attraversando (il passaggio da un’Era a quella successiva) i Maestri sono eccezionalmente attivi e profondamente occupati dal compito di monitorare e gestire quanto accade nel mondo.

Non hanno quindi tempo per svolgere un lavoro personalizzato, se non con il gruppo di coloro che sono già discepoli accettati o Iniziati

I numerosi aspiranti sono perciò lasciati alle cure di Iniziati o discepoli minori.

L’indicazione per tutti i discepoli attivi nel mondo è di fare da sé, imparare a usare il discernimento anche attraverso l’errore e di non ostacolare i Maestri in un momento storico di grande tensione, cercando di attrarre inutilmente la loro attenzione.

Il Maestro prende in considerazione 2 aspetti fondamentali nell’aspirante:

🔸 Un normale funzionamento della ghiandola pineale (o epifisi) e del corpo pituitario (o ipofisi), che corrispondono rispettivamente al “centro coronale” e al “terzo occhio”. Il Maestro, come anche l’Iniziato di un certo grado, rivelano l’entità di tale funzionamento dalla Luce che l’aspirante emana intorno alla testa.

🔸 La purezza dell’intento. L’ambizione personale, infatti, spesso si infiltra nell’aspirazione spirituale. Intendiamoci, è perfettamente normale che il discepolo venga inizialmente spinto a lavorare su di sé da interessi personali: il desiderio di diventare migliore, di sapere di più, così come il desiderio di estinguere la propria sofferenza.

Tuttavia, dietro l’aspirazione al Servizio spesso si nasconde il bisogno psicologico di diventare una persona nota, uno scrittore famoso, il bisogno di insegnare o di essere a capo di un gruppo spirituale. Tali bisogni rendono un aspirante NON adatto al Servizio.

Unicamente la sincera aspirazione di diventare un Canale puro al servizio del Piano della Fratellanza, permette al neofita di aprire rapidamente il suo cuore e farsi “notare” da chi è più avanti di lui sul cammino.

Sebbene ogni discepolo già da numerose incarnazioni faccia parte del gruppo di un particolare Maestro, questo non deve portarlo a credere di essere oggetto di un interesse particolare o che il Maestro abbia il suo sguardo continuamente puntato su di lui.

La fede incrollabile nelle possibilità evolutive dell’umanità e la compassione che ne deriva sono le proprietà che devono guidarlo nel suo quotidiano lavoro, e non la speranza di essere “notato da qualcuno di Superiore”.

Tanto prima si renderà conto che il Maestro – o l’Iniziato – non premia, non fa complimenti, non alimenta in alcun modo la soddisfazione della personalità del “discepolo”, tanto più rapidamente comincerà a progredire, abituandosi a ignorare gli infantili bisogni di gratificazione dell’apparato psicofisico in favore della volontà, dell’amore e dell’intelligenza dell’anima.

Quando l’auto osservazione dei comportamenti della personalità è applicata ad ogni istante ed egli, dall’alba al tramonto, ricorda se stesso e il proprio obiettivo di Servizio, allora sviluppa un centro di gravità permanente.

Questo significa che la sua vita è ormai totalmente polarizzata in direzione della coscienza dell’anima e della Fratellanza di Shamballa, e al solo pensiero di poter essere utile al Piano della Gerarchia prova un moto di gioia.

A un individuo che ha sviluppato questo centro vengono inviate le occasioni, e le persone che più gli servono per compiere i passi successivi.

Un libro che attira la nostra attenzione in libreria, un nuovo amico, un allenatore o un datore di lavoro… vengono messi sulla nostra strada per aiutarci a smussare gli angoli della nostra personalità o acquisire nuove conoscenze, rendendoci più pronti per i compiti successivi.

Sviluppare la centratura

Evitare di scoraggiarsi a causa dei cambiamenti che tardano ad arrivare, di colpevolizzarsi per tutte le volte in cui capiterà di cadere, di inorgoglirsi per i risultati raggiunti… creano nel discepolo una centratura indispensabile nel cammino di avvicinamento all’Iniziazione.

Distacco e serenità rispetto a tutti gli ostacoli con i quali il discepolo inevitabilmente dovrà confrontarsi, sarà l’atteggiamento vincente che gli consentirà di percorrere senza ripensamenti il Cammino.

Tale atteggiamento di distacco e serenità risulta particolarmente utile nella fase in cui il discepolo comincia ad essere criticato da coloro che non condividono le sue scelte lo attaccano con giudizi, calunnie e diffondendo sospetti di varia natura.

Perderà alcuni amici e dovrà attraversare più volte delle piccole “crocifissioni”.

Ciò è positivo, in quanto dalle sue reazioni i Maestri possono comprendere il livello di distacco raggiunto dal neofita e la forza della sua fede nella Fratellanza.

Risulta infatti semplice credere in qualcosa quando molte persone intorno a noi ci sostengono nella nostra credenza, tuttavia, unicamente quando veniamo criticati e lasciati soli possiamo testare la forza dei nostri ideali.

Se essi originano dalla mente verranno messi in crisi, ma se albergano nel cuore… sono per sempre inamovibili.

Il discepolo vive nella serenità, poiché avverte che la strada è tracciata e che la sua vita ha trovato il senso più elevato per una vita umana: il servizio al Piano Divino della Fratellanza.

Egli dimentica sé stesso nel Servizio e non si lascia abbattere da critiche, che potrebbero ferire il suo amor proprio; in realtà non ha più un “amor proprio” inteso come tentativo di preservare l’identità della personalità.

Coltiva le qualità della pazienza e della persistenza, della dignità e dell’umiltà; seppur lungimirante, non ha fretta, poiché sa che ogni cosa ha un tempo.

Il discepolo procede da solo poiché, essendosi distaccato in maniera rilevante dalle vibrazioni dei tre corpi inferiori, appare ai suoi vecchi amici e parenti sempre più differente rispetto al passato; ma egli sa che in futuro instaurerà nuovi e più amorevoli rapporti con tutti coloro che fanno parte della sua famiglia animica, la sua vera famiglia.

Il discepolo ogni giorno lavora sulla sua capacità di amare. Il suo amore diventa sempre più impersonale e ampio, gratuito e generoso, magnetico e radiante, saggio e intelligente;

Non si aspetta gratitudine né reciprocità di sentimento da amici e partner, poiché ormai sente con chiarezza che “dare è avere“, per cui la massima soddisfazione è ciò che prova nei confronti del prossimo, non ciò che da esso riceve.

Il contatto diretto col Maestro è praticamente impossibile. Stiamo ovviamente parlando di un vero Maestro, ossia appartenente alla Fratellanza Bianca.

Chiedetevi sempre, in tutta onestà, perché un Maestro della Gerarchia dovrebbe contattare voi? Se sentite la voce del Maestro che vi parla tutti i giorni e vi detta insegnamenti spirituali… o siete già un Iniziato/a responsabile (almeno) per le sorti di una nazione, oppure chi vi parla semplicemente non è un Maestro, bensì un altro genere di entità.

Il servizio

Di questi tempi ci sono tanti aspiranti sul sentiero del cammino interiore, ma ancora relativamente pochi Iniziati in grado di seguirli, per cui, come ho già fatto notare, tutta la prima lunga fase del cammino è da compiere necessariamente in solitudine, imparando a discernere ciò che è utile per voi da ciò che non lo è.

Solo quando sarete sufficientemente avanzati su questo percorso – e sarete diventati degli strumenti adatti – vi sarà chiaro quale porzione del Servizio potete svolgere per alleggerire il carico degli Iniziati.

Bisogna quindi aver prima mostrato una spiccata attitudine per il Servizio, cosa alquanto rara ai nostri giorni.

Quanto più un discepolo è avanzato tanto più si occupa di fare il suo dovere, togliendo qualche peso dalle spalle di chi è gerarchicamente sopra di lui.

Negli ultimi decenni è stata pubblicata una grande quantità di insegnamenti, molti dei quali di grande valore, per cui un allievo ha molta teoria da mettere in pratica in maniera autonoma, lasciando i Maestri liberi di portare avanti compiti più importanti.

L’atteggiamento che porta a pronunciare frasi come: “sì però… su questo punto io non sono completamente d’accordo”. “Io non sono servitore di nessuno”. “Il vero cammino spirituale non deve fare riferimento a nessuna autorità esterna”, tipico del newegista moderno, impedisce l’accensione della Luce nella testa, dovuta all’attivazione dei centri superiori, il che NON vi rende particolarmente appetibili agli occhi di un Iniziato né tantomeno a quelli di un Maestro.

Sia chiaro che ritenersi autonomi nel lavoro su di sé e indipendenti da qualsivoglia Maestro non è un modo sbagliato e fa parte di una fase della coscienza ben precisa.
Chiarito questo, ciò di cui stiamo qui trattando è il discepolato, che concerne una diversa fase della coscienza; questa nuova fase fa sì che il discepolo trovi la forza per affidarsi totalmente a chi si trova gerarchicamente più avanti di lui… senza se e senza ma.

La Fede deve essere senza riserve l’accoglienza totale. È un passo importante ed occorrono numerose incarnazioni prima di sentirsi pronti per compierlo.

Altra questione di non poco conto: il Guru esterno è solo un sostituto temporaneo di quello interno, in attesa che il contatto con quest’ultimo venga sviluppato e si stabilizzi.

Con l’espressione “Guru interno” o “Maestro interiore” si intende dapprima l’anima – l’Angelo Solare – e poi, successivamente la Monade, ossia lo Spirito, il vero Sé.

Vi affidate senza riserve al pilota dell’aereo su cui state viaggiando e vi affidate al chirurgo che vi opera, ma se si parla di affidarsi a un Maestro Spirituale della Fratellanza Bianca o di seguire un Piano già stabilito per l’umanità, vi ribellate e impugnate il vostro diritto a una fantomatica libertà che in realtà, finché si resta identificati con la meccanicità dell’apparato psicofisico, è impossibile avere.

In conclusione, anche se leggendo queste parole dovreste avvertire interiormente di aver già ottenuto determinate acquisizioni, ciò non vi esula dal applicarvi costantemente al vostro perfezionamento anche in questa vita.

L’atteggiamento più efficace e più maturo consiste nel continuare a considerarsi degli eterni discepoli, in quanto è ciò che effettivamente siamo, indipendentemente dal fatto di aver già superato le prime due Iniziazioni durante le vite precedenti.

Se qualcuno sente di essere qualcosa di più di un discepolo, magari a ragione, semplicemente troverà più agevole rispetto ad altri ripercorrere i primi stadi del cammino in questa vita. Saranno cioè i fatti a parlare e non le ipotesi.

Come mettersi a disposizione

✨ Se vi state chiedendo: come faccio a manifestare l’intenzione di mettermi al Servizio?.
A un certo punto il Servizio irradierà dal vostro stesso essere, in quanto diverrà il vostro atteggiamento verso la vita.

Questo è il motivo per cui i Maestri capiscono fino a che punto siamo in grado di servire, semplicemente guardando la nostra aura in particolare la Luce nella testa.

Detto questo, soprattutto all’inizio è importante ripetere delle affermazioni, al mattino e alla sera:

Al mattino, il primo pensiero appena svegli deve essere: “Signore, cosa posso fare oggi per servire al meglio l’umanità? io mi metto a disposizione”. Oppure “Signore, conduci il mio passo dove c’è bisogno di me”, questo significa manifestare un’intenzione.

Ovviamente più ve ne ricordate anche durante il giorno, meglio è.

Con il termine Signore si intende il Maestro (ne avete già uno, anche se ancora non sapete qual è), ma potete anche intendere il Cristo oppure l’intera Gerarchia.

La sera, quando avete qualche minuto di tempo prima di andare a dormire chiedetevi: “Oggi, con le mie azioni e le mie parole, ho reso il mondo un posto migliore o un posto peggiore?”.

L’ultimo pensiero prima di prendere sonno dovrebbe essere simile al primo della mattina: “Signore, mi metto a disposizione anche durante la notte, per servire al meglio l’umanità”

In tal modo vi predisponete ad essere utilizzati dai Maestri nei vostri corpi sottili, per compiere opere di Servizio anche su quei piani.

Al mattino non ve ne ricorderete, ma questo non è importante, anzi, la fine di non alimentare l’orgoglio è bene che sia così.

E’ possibile che già molti di voi vengano impiegati in questo modo.

In fondo, Dio non pretende da voi che diveniate grandi discepoli e iniziati, egli ama i suoi figli e chiede soltanto buona volontà e buone intenzioni.

Manifestare l’intenzione di mettersi al Servizio significa operare una vera e propria invocazione, ossia una richiesta alla Fratellanza – o a Dio – di scendere in un ruolo attivo che adombra un individuo o un gruppo di individui.

Così l’intervento Divino viene portato in essere nella materia mediante la forza di attrazione magnetica del centro invocativo, cioè la persona che ha deciso di consacrarsi al Servizio.

Signore, mi metto a disposizione…” oppure ” Signore conduci il mio passo” sono vere e proprie formule invocative, che otterranno una risposta commisurata alla sincerità dell’intento di colui che le pronuncia.

Se il discepolo non è ancora pronto, l’invocazione servirà a manifestare nella sua vita, a partire da oggi, le circostanze più adatte affinché egli forgi il proprio carattere, apra e il suo cuore e diventi pronto.

Spesso, egli si lamenta di aver manifestato l’intenzione di servire, ma di non aver notato alcun cambiamento nella sua vita. Erroneamente, identifica il Servizio con alcuni particolari mestieri o azioni.

Ma siate certi che ogni cosa che accade nella vostra vita è l’esperienza migliore per acquisire le qualità che vi occorrono per prestare un Servizio sempre migliore.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Le 7 iniziazioni e come prepararle” di Salvatore Brizzi.
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