✨ Il denaro è il compenso che riceviamo per aver fatto qualcosa per il mondo.

Non dobbiamo infatti concentrarci sullo sforzo per ottenere denaro, ma rispondere alla domanda: “Qual è l’attività che più mi piace svolgere, nella quale sono bravo e che posso offrire come mio dono per il mondo?»

Questo ci fa imparare a considerare il denaro all’ottava alta, cioè nel suo aspetto superiore, nel suo aspetto più spirituale: il denaro è il veicolo materiale della GRATITUDINE… qualcuno ti offre un servizio o ti vende un prodotto e tu lo ringrazi dandogli del denaro.

Dovremmo smettere di definire questa attività come “compravendita” perché ad un altro livello, cioè ad un’ottava alta, si tratta di ricevere qualcosa e di ringraziare.

Se fai qualcosa per le persone attraverso il tuo lavoro, le persone ti ringraziano per questo.

Se si sono trovate bene ti ringrazieranno anche in futuro, cioè compreranno ancora e parleranno in termini positivi del tuo prodotto o della tua attività ad altre persone e questo si chiama “passaparola”.

Tra l’altro il passaparola è la migliore forma di marketing esistente e per la quale non occorrono investimenti.

Il mondo ha bisogno che tu diventi una persona di successo ED È UN TUO DOVERE RISPONDERE A QUESTA CHIAMATA.

Il denaro di per sé non ci farà diventare grandi, ma è il mezzo che possiamo utilizzare per compiere cose grandi.

Per fare questo dobbiamo però risolvere un paio di meccanismi che si trovano radicati nel nostro inconscio:

1) L’avidità di denaro, la quale ci fa credere di aver bisogno di cifre sempre più consistenti, perché la famosa “sicurezza economica” è come la linea dell’orizzonte nel deserto: una linea immaginaria, impossibile da raggiungere all’esterno di sé.
L’avidità deriva in fondo dalla paura di “non avere abbastanza” e quindi dalla paura di morire.

2) Il senso di colpa riguardo al denaro, ossia quello che ci fa pensare: il denaro è la radice di tutti i mali, il denaro è il demonio, il denaro è responsabile delle guerre, il denaro rende disonesto chi lo possiede, non si può diventare ricchi e rimanere onesti e piacere a Dio.

Questo meccanismo INCONSCIO fa sì che colleghiamo ogni guadagno che vada OLTRE LA MERA SOPRAVVIVENZA all’azione del male dentro di noi.

La conseguenza è che, per restare “puri” ai nostri occhi, avremo sempre solo il minimo indispensabile… o leggermente al di sotto. Vivere in questo modo non vuol dire essere più spirituali.

I veri ricchi non sono avidi di denaro. Lo usano, lo apprezzano, lo sfruttano, ma non ne sono avidi, perché non vivono nella paura. E sono così non perché appartengono a un’altra specie, ma perché sono stati educati fin da piccoli a concepire in questo modo il denaro.

Non sono stati educati NÉ ALLA PAURA di rimanerne senza denaro, NÉ AL SENSO DI COLPA per averne troppo.

E quei pochi – meno di quel che pensate – che si sono arricchiti pur essendo avidi… prima o poi perderanno ciò che hanno… e nel frattempo avranno vissuto nella paura di perderlo.

Se insieme alla ricchezza non c’è anche SERENITÀ INTERIORE non si può parlare di vero benessere, altrimenti potremmo prendere come esempio anche i boss mafiosi, ma credo che nessuno di voi si sentirebbe felice e sereno nel condurre quel tipo di vita.

Noi vogliamo apprezzare il denaro come si apprezza il proprio partner: con gioia, con ammirazione, con trasporto… ma senza attaccamento, senza possesso, senza paura di poter perdere l’oggetto del nostro amore.

Questo è un amore che rende libere entrambe le parti e fa sì che esse continuino ad attrarsi.

L’approccio verticale

Esiste un approccio “verticale” al denaro, che va oltre le comuni concezioni:

1. Il denaro può essere amato, ma non posseduto (perché in realtà è un’energia);

2. Il denaro non va combattuto, né bisogna combattere per esso;

3. Il denaro va rispettato, ma non idolatrato;

4. Il denaro serve per migliorare il mondo;

5. Del denaro si può disporne a piacimento, pur senza sentirlo proprio;

6. Il denaro serve a realizzare obiettivi, ma non è l’obiettivo;

7. Il denaro diviene veramente nostro solo quando non ne sentiamo più il bisogno.

In un mondo che ha una disperata necessità di aiuto, non possiamo limitarci a guadagnare i soldi che ci servono per arrivare a fine mese e permetterci una vacanza all’anno. Questo se guardate bene è egoismo.

Questo significa pensare unicamente a se stessi e alla propria famiglia, utilizzando come scusa la povertà e il desiderio di rimanere onesti. Più soldi significherebbe anche più responsabilità nei confronti del mondo, e in fondo poche persone vogliono portare questo fardello.

Non costruite pozzi in Africa perché siete poveri o siete poveri perché non usereste mai i soldi per costruire pozzi in Africa?

Non avete grandi obiettivi perché siete poveri, oppure siete poveri perché non avete grandi obiettivi?

Nelle scuole del futuro insegneranno che IL DENARO DERIVA DALL’AMORE PER LA PROPRIA MISSIONE DI VITA. Il denaro verrà considerato uno strumento spirituale, attraverso il quale ogni persona potrà misurare se stessa, ossia il suo rapporto profondo con la paura e con il senso di colpa.

Analizzando il loro rapporto con il denaro le persone saranno in grado di portare alla luce ciò che si nasconde nel loro inconscio. Il denaro, infatti, non mente mai.

Il denaro servirà a convogliare la luce dell’anima all’interno della materia, permettendole di manifestarsi appieno attraverso il compimento di una particolare missione.

Come gli abusi fisici si trasmettono da una generazione all’altra a causa dell’esempio del genitore, che viene registrato nei muscoli e nelle ossa del bambino – il bambino abusato diventa infatti spesso a sua volta un abusatore – allo stesso modo, il rapporto disfunzionale che i genitori hanno con il denaro viene registrato e tramandato ai figli.

Un appello ai genitori: non crescete i nuovi poveri che poi passeranno la vita a incolpare il mondo per le loro disgrazie, piuttosto crescete i nuovi ricchi, che con la loro influenza cambieranno anche la politica e aiuteranno il mondo a crescere.

Ce n’è abbastanza per tutti

I soldi non sono di nessuno e sono a disposizione di tutti, in qualsiasi momento e in quantità infinita.
Quanti ne potete ricevere dipende da voi, non dall’ambiente!

Sono perfettamente cosciente di quanto sia difficile pensarla in questo modo all’interno di una società improntata sul motto “mors tua vita mea”, eppure questa è la realtà dei fatti che si palesa agli occhi di chi si sveglia, si libera dalla psico-prigione ed entra in un differente stato di coscienza.

Imparare a fare soldi onestamente, gestirli e condividerli sono aspetti della vita di una persona che migliorano anche la società.

Considerare il denaro come una cosa sporca fa sì che proprio le persone che sarebbero moralmente e spiritualmente più elevate non abbiano mai sufficiente denaro a disposizione per cambiare davvero le cose nel mondo o anche solo nell’ambito delle loro famiglie e dei loro conoscenti, mentre al contempo, le grandi quantità di denaro restano spesso saldamente nelle mani di coloro che non perseguono obiettivi ne morali né spirituali.

Abbandona quindi l’egoismo che ti fa dire: “Io non ho soldi per aiutare gli altri. Gli aiuti economici dei più poveri li devono dare le grandi multinazionali che possiedono milioni di euro e governano il mondo”.

Abbandona subito questo egoismo e abbi il coraggio di diventare ricco. Assumiti la responsabilità della ricchezza, anziché lamentarti per ciò che fanno o non fanno i ricchi. Perché essere ricco è una tua responsabilità e un tuo dovere.

La regola della decima

Nell’universo di chi è ricco e ha imparato a gestire bene i suoi soldi esiste la “regola della decima”, una regola non scritta che invita a versare in beneficenza il 10% di tutto ciò che si guadagna (tolte le tasse).

La ricchezza è un dovere e questa regola fa parte dei doveri di ogni uomo.

Decidi fin da ora a impegnarti a donare in beneficenza il 10% di ciò che guadagni, dovrai farlo anche se hai guadagnato quello che giudicheresti “poco”.

Se hai guadagnato €300 dovrai donarne 30, se hai guadagnato €10.000 dovrai donarne mille. Sei libero di scegliere tu la forma, puoi dare dei soldi in contanti a un certo numero di senzatetto, oppure fare un bonifico a una organizzazione che pianta alberi o costruisce pozzi d’acqua in Africa.

Sconsiglio di donare alle “grandi compagnie dell’aiuto”, cioè quelle che possono già permettersi di fare pubblicità in televisione o su Youtube. Meglio piccole realtà ancor meglio se locali che possono beneficiare della donazione in modo diretto.

Si innescherà un meraviglioso circolo virtuoso, capace di portare beneficio al mondo e anche a te stesso per la legge in base alla quale ciò che doni ti torna indietro moltiplicato.

Se davvero sentite che la vostra Missione è mettervi al servizio del pianeta non è forse giusto e naturale che anche voi diventiate sempre più ricchi?

Potete sostenere chi sta già facendo qualcosa di utile per l’evoluzione del genere umano e per la Terra, e poi diventare voi stessi in prima persona coloro che impiegano risorse e denaro per l’evoluzione spirituale e culturale del prossimo e non per il suo sfruttamento.

Rimuovete dunque qualunque preoccupazione legata al denaro, legata alle tasse, alle bollette di fine mese . Se rimanete in queste preoccupazioni il cuore rimane chiuso e non potrete scoprire la vostra Missione.

(Se state pensando: “comincerò a donare quando guadagnerò di più”, ecco, per voi è fondamentale iniziare da subito.

Perché quel pensiero di scarsità, basato sulla paura, vi sta tagliando fuori dal flusso dell’Abbondanza, dall’energia di condivisione che, come ricordiamo, è una Legge Universale: “ciò che dai ricevi, ciò che doni ti ritorna indietro moltiplicato“.

Se il canale in uscita è chiuso, il flusso in entrata si interrompe).

Siate generosi quindi, cominciate già da oggi a comportarvi secondo l’etica della ricchezza: donate il 10% di quello che guadagnate.

La ricchezza si manifesterà così attraverso di voi.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “La via della ricchezza” di Salvatore Brizzi.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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