✨ L’essere umano si crede ancora troppo spesso il centro della Creazione. Costruisce le proprie certezze in base a ciò che percepisce e conclude volentieri che ciò che gli sfugge non esista.
Eppure, il Cielo non smette mai di ricordargli quanto sia fragile questa pretesa.
Per decenni, gli astronomi hanno stimato che l’Universo osservabile contenesse circa 200 miliardi di Galassie. Questo numero superava già ogni capacità di rappresentazione.
Oggi, le osservazioni del telescopio e i lavori dei ricercatori ci invitano a rivedere questa visione. Non sarebbero infatti 200 miliardi le Galassie che popolano il Cosmo osservabile, ma quasi 2.000 miliardi!
Prendiamoci il tempo di accogliere in noi questa semplice cifra: 2.000 MILIARDI DI GALASSIE … e, in ognuna di esse, centinaia di miliardi di stelle, circondate dai loro cortei di mondi.
La nostra Terra, con la sua storia, le sue gioie, i suoi drammi e le sue civiltà, non è altro che un punto quasi impercettibile, perso in un oceano di cui distinguiamo ancora soltanto la superficie.
Per fare un esempio concreto di quanto la Terra sia minuscola rispetto alla vastità dello Spazio: se vi fosse un modellino in scala con un diametro di 130 km che rappresentasse la nostra Galassia (La via Lattea), il nostro sistema solare ne occuperebbe appena 2 millimetri. E stiamo parlando di una sola Galassia dei 2.000 miliardi stimati.

Ciò che mi stupisce ancora di più è proprio l’ammissione della Scienza stessa. Gli astronomi riconoscono che quasi il 90% di queste Galassie rimane sconosciuto. Ignoriamo quasi tutto della loro natura, della loro evoluzione e, naturalmente, di ciò che possono ospitare. Ad ogni nuovo strumento di osservazione, l’orizzonte si allontana invece di avvicinarsi.
L’ignoto cresce più velocemente della nostra conoscenza.
Come non sorridere, quindi, quando alcuni affermano con sicurezza che non esiste nessun’altra forma di vita, nessun’altra intelligenza, nessun altro piano di esistenza?
Ed è proprio qui che la riflessione si ricollega a Bar-Belom, il Soffio che ha generato i mondi…
perché se la sola dimensione materiale dell’Universo basta già a sconvolgere la nostra comprensione, che dire di ciò che non appartiene alla materia?
Che dire di quei livelli di vita che sfuggono ai nostri strumenti, di quelle realtà che forse non si lasciano avvicinare né dai telescopi né dalle equazioni, ma solo dall’espansione della coscienza?
Bar-Belom non è un luogo fra tanti altri.
È percepibile piuttosto come quella Fonte indicibile di cui le stesse Galassie non sarebbero che una minuscola manifestazione.
Un Soffio così vasto che il nostro Universo fisico potrebbe non essere altro che un suo respiro. Quel Soffio che crea incessantemente con un’inspirazione e un’espirazione.
Forse la nostra epoca non ha tanto bisogno di moltiplicare le certezze, quanto di ritrovare il senso della vertigine. Non una vertigine che spaventa, ma quella che rende umili. Quella che ci ricorda che non siamo venuti per rinchiudere l’Infinito nei nostri ragionamenti, ma per IMPARARE A CONTEMPLARLO.
E se in fondo, la prima prova di intelligenza non fosse quella di spiegare tutto… ma quella di sapersi inchinare davanti all’Inconoscibile?
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Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da uno scritto di Marie Johanne Croteau e Daniel Meurois.
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Che meraviglia ❤️ riempirsi di infinito, togliendo i costrutti piccoli e grandi 🙏🏻🥹 Balsamico Articolo ✨💫Grazie Este 🌌
Quanta verità🫠