✨ Non dovremmo mai pensare: “sono arrabbiato” “sono depresso” “sono spaventato”, bensì: “sono attraversato dalla rabbia” “sono attraversato dalla depressione” “sono attraversato dalla paura”.
Ciò che il nostro apparato psicofisico prova è una cosa, ciò che siamo in quanto Essenza è un’altra. Questo non significa reprimere le emozioni negative, ma significa inquadrarle come fenomeni che ci attraversano. Ciò le rende meno coinvolgenti.
Quando siamo invasi da sentimenti di rabbia, paura, gelosia, rancore, ecc… e nonostante il nostro impegno non riusciamo a scacciarli, si tratta di entità malvagie che si aggrappano a noi (possono essere definite “sussurratori”, infatti molto spesso, quando crediamo di pensare in realtà stiamo ascoltando. Nel film “Nosso Lar 2 – i Messaggeri”, si evidenzia chiaramente questo fenomeno).
Una lotta faccia a faccia con queste entità è inutile e controproducente, poiché le rinvigorisce.
Cominciamo allora a guardare con calma queste entità, osservandone nei particolari le manifestazioni.
Osservandole, già ci poniamo al di sopra di esse. In questo modo, siamo meno identificati e coinvolti, così possiamo trattarle come batteri sotto un vetrino da laboratorio: nessun coinvolgimento emotivo e un alto grado di attenzione.
Sembra assurdo – e in effetti si tratta di un paradosso – ma in uno stato di corretta auto-osservazione è necessario NON FARSI COINVOLGERE EMOTIVAMENTE DALLE PROPRIE EMOZIONI!
A questo punto, ottenuto tale stato di perfetta auto-osservazione, è necessario creare un collegamento con l’Alto – il Maestro, la Fratellanza di Shamballa, Dio stesso – in modo da far discendere sul nostro Chakra Coronale un raggio di Luce. Il metodo più semplice è recitare il Padre Nostro – o una preghiera di nostra scelta – orientandolo sulla rabbia o sulla preoccupazione che ci sta attraversando, cioè sui nostri demoni.
Più precisamente, immaginiamo che il raggio provenga ad esempio da Shamballa, lo sentiamo entrare nel nostro Settimo Chakra, discendere fino al Cuore, al centro del petto, e da qui lo vediamo irradiarsi sull’emozione o sul disagio che ci attraversa.
Per aiutarci a restare focalizzati, continuiamo a pregare.
Abituatevi a chiedere aiuto ai Maestri!
Non si tratta di un raggio che brucia le emozioni. LO SCOPO NON È RIFIUTARLE, SCACCIARLE o DISTRUGGERLE, sebbene questa possa essere stata la nostra motivazione iniziale. È un Raggio che porta più Luce.
Il nostro scopo è IMPARARE A VIVERLE… lo scopo non è scacciare il disagio, bensì IMPARARE A SENTIRE ciò che proviamo, restando interiormente immobili.
I demoni/fastidi torneranno ancora e ancora, ma noi li osserveremo e ci pregheremo sopra, mandando un raggio di Luce che proviene dai Maestri, con irremovibile costanza e amore, finché non saranno tutti trasmutati in qualcosa di superiore.
Nel frattempo, ad ogni “incontro” sentiremo di essere sempre meno coinvolti da queste manifestazioni, sempre meno identificati con esse.
Buon lavoro a tutti.
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da un audio di Salvatore Brizzi.
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