✨ Per chi si appresta a cambiare radicalmente la propria vita, iniziando un percorso di crescita interiore, spiegherò adesso perché le emozioni negative provate dalla nostra personalità non sono mai giustificabili e vanno invece trasformate.

a) Le emozioni negative nascono dall’incapacità di vedere quello che veramente accade nel mondo intorno a noi.

Se noi cogliessimo la Realtà oltre l’illusione non proveremmo mai emozioni negative, non saremmo cioè mai depressi, arrabbiati o gelosi.

Noi crediamo che un evento esterno oggettivo causi il nostro fastidio, invece sono i vecchi schemi di pensiero che ci portiamo dentro – i pregiudizi sulla realtà – a mostrarci un determinato evento così come crediamo di vederlo. Quando una persona o una situazione vengono osservati dall’interno degli schemi di pensiero della nostra macchina biologica, il giudizio riguardo ad essi risulta interamente falsato.

Tutti i santi, gli illuminati, gli yogi… Affermano che il mondo è bello. Essi vivono in un costante stato di gioia, dovuto a un senso di innamoramento per la vita che li pervade in maniera stabile.

Se noi viviamo nella sofferenza anziché nella gioia, ciò è dovuto alla cronica incapacità della nostra personalità di percepire la bellezza della realtà.

Fino a quando persistiamo nell’ osservare il mondo attraverso la mente, restiamo ciechi. “Non abbiamo occhi per vedere”. Questa affermazione deve entrare a far parte del nostro intero essere. Non siamo in grado di vedere cosa sta accadendo, quindi ogni nostra opinione sul mondo è allucinata già alla radice.

Ogni emozione negativa aggiunge uno strato ulteriore, perché rafforza la nostra fede nella veridicità dell’allucinazione che abbiamo sotto gli occhi, immergendoci in una spirale di falsità.

L’illusorietà di quanto percepiamo è un concetto difficile da afferrare per chi ha sempre vissuto in un’allucinazione, in quanto l’ allucinazione è consensuale, cioè tutti la condividono e la confermano. Ma chi è uscito dalla prigione mentale invece, vede con chiarezza.

Approfondiamo questo primo punto perché è fondamentale.

Ci accade un evento: qualcuno fa un’affermazione dispregiativa nei nostri confronti. Noi non riusciamo ancora ad usare il cuore per vedere cosa è accaduto realmente, perché non siamo ancora identificati con l’anima e non abbiamo sviluppato i sensi sottili in grado di mostrarci il Disegno. Pertanto, la nostra personalità interpreta l’evento secondo i suoi antichi schemi meccanici: “Mi hanno insultato!”

L’interpretazione mentale operata dalla personalità ci fa provare un’emozione negativa: ci arrabbiamo. Questa reazione emotiva aggiunge un ulteriore velo all’illusione e ci rende ancor più distanti dalla Realtà. Se rispondiamo all’insulto, l’altra persona si esaspera ulteriormente, e poi si arriva alle grida e a volte alla rissa, in una spirale discendente.

La nostra macchina biologica è costruita per sopravvivere in un ambiente ostile. Ragiona secondo i principi ‘morte tua, vita mia’ e ‘occhio per occhio dente per dente’, che derivano dal fondamentale istinto di sopravvivenza che ci accomuna agli animali. Questo ci costringe a percepire un mondo fatto di paura, sospetto, diffidenza, lotta e competitività… che è l’universo dell’illusione.

L’amore, la tenerezza, la compassione, la collaborazione, il perdono, la genialità, la creatività, la capacità di godere della Bellezza sono invece espressioni del Cuore, cioè della Coscienza… del Sé… dell’anima… la quale non deve preoccuparsi di lottare per la sopravvivenza, in quanto è immortale e quindi percepisce la Verità oltre l’illusione.

Ognuno di noi è diviso fra questi due aspetti. Nella misura in cui la nostra consapevolezza si trasferisce nell’anima, possiamo cominciare a guardare l’esistenza attraverso il Cuore e smettiamo di vivere nella menzogna in cui giace la macchina biologica.

b) Le emozioni negative ci privano dell’energia necessaria al processo di trasmutazione.

Praticando il “lavoro su di sé”, ci accorgiamo presto che per creare un “testimone interiore” capace di non lasciarsi sopraffare dall’emotività, occorre grande forza di volontà e quindi notevole quantità di energia, perché si tratta di mantenere un certo livello di presenza qui e ora.

Il motivo per cui talvolta lavorare sulle emozioni negative sembra così difficile è proprio la mancanza di energia.

La lamentela, le arrabbiature, il nervosismo, il fastidio verso cose o persone, il continuo dialogo interno della mente… scaricano all’esterno la preziosa energia che invece dovremmo utilizzare per la nostra trasformazione.

Se l’obiettivo ci appare inarrivabile, il motivo è che manifestiamo emozioni negative e ci perdiamo in mille pensieri di giudizio verso gli altri per ore ed ore.

L’espressione priva di controllo delle emozioni grossolane ci scarica energeticamente e avvelena i nostri atomi, anziché favorirne la trasmutazione. La rabbia, la frustrazione, la gelosia, il rancore, etc… ci infognano sempre più negli istinti animali della macchina biologica, impedendo alla nostra coscienza di identificarsi con l’anima.

Se non lavoriamo su queste manifestazioni emotive, non facciamo altro che versare acqua in uno scolapasta, ritrovandoci continuamente al punto di partenza.

Non è possibile infatti generare in noi il “fuoco” necessario alla trasmutazione dei nostri atomi, fino a quando non imponiamo la presenza di un “testimone interiore” distaccato che comincia a osservare coscientemente le emozioni grossolane e il dialogo interno della mente.

c) Le emozioni negative, così come gli schemi di pensiero che ne sono all’origine e che le giustificano, non ci appartengono: sono fenomeni esterni a noi.

La nostra coscienza utilizza una macchina biologica, la quale ha un modo di pensare circa il mondo che è basato sull’istinto di sopravvivenza e che la costringe a provare certe emozioni… ma tutto ciò non siamo noi!

Non siamo un apparato psicofisico, bensì una Coscienza Divina che attualmente è identificata con esso. Questo modo di pensare, applicato con costanza, permette la nascita del “testimone”.

Di norma produciamo soltanto pensieri ed emozioni che sono frutto di reazioni condizionate dagli stimoli ambientali. Se qualcuno ci insulta… stiamo male. C’è forse espressione di libero arbitrio in questo? Se il partner ci abbandona… soffriamo.

Scegliamo consapevolmente di soffrire o è la nostra parte animale a mettere in atto una reazione per cui è stata programmata?

Fino a quando non vediamo ciò con chiarezza, per quanto possa farci male ammettere la nostra meccanicità, non può esserci Liberazione.

d) Ogni volta che ci abbandoniamo a un’emozione negativa danneggiamo tutti gli abitanti della Terra, i quali, anche a causa nostra, troveranno più facile arrabbiarsi, lamentarsi o sentirsi frustrati.

Ogni cosa nell’Universo è intimamente collegata a tutte le altre, indipendentemente dalla distanza fisica, come hanno già dimostrato il teorema di Bell e i relativi esperimenti.

Le nostre azioni e i nostri pensieri influenzano il mondo intero, in quanto spazio e tempo nella Realtà non esistono.

Chi causa l’odio e la guerra nel mondo? Proprio noi, ogni volta che siamo in guerra con qualcuno e proviamo odio. Vogliamo la pace, ma lavoriamo in maniera sistematica contro di essa tutte le volte che durante il giorno critichiamo il comportamento di qualcuno… compreso chi fa la guerra!

Le nostre antipatie i nostri litigi con gli altri si riverberano nelle coscienze di tutti gli abitanti del pianeta e vanno ad ispirare e alimentare i conflitti che già sono presenti in tutto il mondo.

Da una parte ci battiamo per la pace e la giustizia, dall’altra riempiamo l’atmosfera terrestre di escrementi energetici , provando fastidio o rabbia alla vista di un certo personaggio politico o di un nostro parente.

Inquiniamo di emozioni grossolane e pensieri velenosi la stessa atmosfera mentale in cui crescono le nuove generazioni, che, dopo pochi anni, sono già pieni di emozioni negative e pensieri di una banalità e di una uniformità sconcertanti.

e) Trasformando le emozioni negative ricaviamo le emozioni del Cuore.

La trasmutazione delle emozioni più basse in emozioni superiori è un raffinato processo alchemico. La vera Alchimia è il lavoro che l’uomo compie sulla sua natura inferiore, con lo scopo di fabbricarsi un’anima.

Per riuscire in questo lavoro dobbiamo sforzarci di essere Presenti; è necessario che una parte di noi diventi il “testimone” delle emozioni negative, senza mai permettere che esse si esprimano nell’inconsapevolezza più totale.

Ribadiamo che possiamo portare la nostra coscienza a contatto con l’anima solo provando emozioni superiori.

La maggior parte di noi prova già delle emozioni superiori. Ogni volta che perdoniamo, ci commuoviamo, proviamo amore disinteressato, sentiamo compassione, o andiamo in estasi davanti a un’opera d’arte… stiamo esprimendo delle emozioni superiori.

Questo può accadere perché in verità tutti noi siamo, in diversa misura, già identificati con l’anima. Qualcuno molto, qualcuno quasi per nulla. Senza un preciso lavoro su noi stessi, questi rimangono però eventi sporadici e fuori dal nostro controllo.

Chi compie un “lavoro su di sé” invece, vuole poter provare Gioia a sua discrezione, indipendentemente dagli accadimenti del mondo esterno – a cui l’uomo comune è invece legato – utilizzando le potenzialità dell’ anima e del suo organo di espressione: il Cuore.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Officina Alkemica – l’Alchimia come Via per la felicità incondizionata” di Salvatore Brizzi.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

Articoli correlati:

Sviluppare il testimone interiore: uscire dalla sofferenza

La Presenza

Lavoro su di sé e senso di colpa

Piangere – liberare le emozioni

Abbandonare la negatività

Il corpo di dolore

Esercizi per il Risveglio

La preoccupazione ti allontana da te stesso

Il giudizio come causa dei nostri mali

La Fede

La visualizzazione e l’immaginazione negativa

Il Mudra della purificazione e del lasciare andare

Se ti è piaciuto, condividi! Grazie