Trovi la preghiera per i defunti all’interno dell’articolo
✨ La morte è un passaggio dimensionale: non abbiate paura della morte.
Chi comprende il significato e lo scopo della propria esistenza terrena, lascia la vita con la sensazione di aver assolto al compito per il quale era venuto, e sa che proseguirà il suo lavoro negli altri piani dell’esistenza.
Perciò la morte non lo spaventa: egli sente, sa, che continuerà a vivere e a lavorare altrove.
La Luce della conoscenza sopprime la paura. Si ha paura della morte perché non la si conosce; occorre quindi familiarizzare con l’idea di questo “passaggio”, che è in realtà la continuazione della vita sotto un’altra forma.
Ovunque nell’universo non c’è che la Vita, la Vita senza limiti.
Ecco perché non dovete pregare di essere salvati dalla morte, ma di vivere.
Non dite che morirete, ma che continuerete a vivere. Mettete nella vostra mente il pensiero, non di prolungare questa vita sulla terra, ma di entrare in una vita nuova.
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Dopo la morte inizia un processo di purificazione che coinvolge prima il Corpo Astrale e poi quello Mentale.
Man mano che abbandona le sue zavorre l’anima si eleva sempre di più, passando attraverso inferno, purgatorio e paradiso, i quali sono luoghi della mente che l’individuo crea a suo uso e consumo, pur condividendo con altre anime lo stesso livello vibratorio.
Insieme ad anime simili a noi andiamo in un luogo che esiste già, ma lì ognuno crea la sua realtà personale.
Il processo è lo stesso che si verifica nel mondo materiale, dove ogni singolo individuo attrae la sua realtà, anche se sul piano Astrale la manifestazione è immediata.
Ogni anima al termine di questo percorso purificatorio staziona sul livello che le compete in attesa del nuovo ritorno nella materia. Purificarsi non significa però aver elaborato tutti i blocchi e le ferite e quindi aver esaurito le “pendenze karmiche”.
Una ben nota legge dell’esoterismo dice che un problema nato su un certo piano può essere risolto solo su quel piano. Non possiamo risolvere dopo la morte ciò che abbiamo lasciato in sospeso qui, nella materia.
A questo punto nasce una domanda: se non risolve in maniera definitiva i problemi, a cosa serve la purificazione fra un’incarnazione e quella successiva?
Serve a permettere all’anima di rigenerarsi nei mondi spirituali più elevati e tornare sulla Terra dopo aver “perso la memoria”, per avere così un’altra occasione evolutiva, ripartendo da zero, almeno a livello cosciente, perché come anime invece non dimentichiamo nulla.
Inoltre, nell’Aldilà l’anima finalmente SENTE e VEDE Dio.
Dopo che ha abbandonato prima il corpo fisico, poi quello astrale e poi quello mentale, restituendoli ai rispettivi piani sottili, finalmente conosce Dio.
Anche in questo caso, come sempre, sia nell’aldiqua che nell’Aldilà, conosciamo Dio in base a ciò che siamo, cioè in base all’anzianità e alla profondità della nostra anima.
Non c’è un Dio là fuori che tutti osservano nella stessa maniera, ma una volta giunti nel luogo più elevato del mondo spirituale possiamo scorgere all’esterno unicamente quella porzione di Dio che già abbiamo all’interno.
Stiamo parlando della Bellezza e dell’Infinito che già avevamo sviluppato sulla Terra per mezzo dei nostri problemi, delle nostre sofferenze, ma anche dei momenti d’amore più elevati.
Vi ricordo che incarnarsi e contribuire all’evoluzione dell’umanità è ogni volta UN ONORE E UN’OPPORTUNITÀ che non andrebbe sprecata, perciò coloro che non vedono l’ora di smettere di reincarnarsi – e lavorano su di sé o meditano per questo fine – non hanno ancora capito come funziona questo pianeta e quali sono i suoi scopi evolutivi.
Salvatore Brizzi
✨ Suicidio ✨
Non possiamo sfuggire alle prove e alle sofferenze che abbiamo creato nella nostra vita sopprimendo noi stessi.
In realtà, se la persona commette suicidio il dopo sarà ancora peggio, in quanto l’anima lascerà questo mondo con una vibrazione tutt’altro che elevata, il che la manterrà sui piani più densi dell’Astrale.
Nessuno ha infatti il diritto di decidere da sé della propria morte, anche perché lo sguardo che abbiamo quando siamo incarnati nella materia è molto ristretto rispetto alla visione che l’anima ha della sua evoluzione;
dopo il suicidio e prima di raggiungere i Cieli Superiori l’anima dovrà vagare nelle regioni inferiori del Piano Astrale per tutto il tempo che gli rimaneva da vivere sulla Terra.
L’atteggiamento di chi si suicida rivela in lui dei difetti che necessariamente avranno bisogno di essere corretti nelle incarnazioni successive: in primo luogo, l’ignoranza rispetto alle Leggi che regolano il viaggio stesso dell’Anima, poiché la persona non vede il motivo delle prove che deve attraversare.
Inoltre, un eccesso di orgoglio, poiché ritiene di sapere meglio del Cielo e delle Guide che si occupano di lui, quali condizioni avrebbe meritato.
Infine, la debolezza, poiché non viene mai data una “croce” più grande di quella che l’anima può portare. La persona che si suicida si taglia fuori dall’aiuto che avrebbe potuto ricevere dal Cielo, aiuto che poteva giungere sotto forma di forza per superare le difficoltà, difficoltà che comunque quell’anima si era creata da sé nell’incarnazione attuale o in quelle precedenti.
Un’occasione è stata sprecata, perché l’anima incarnata ha abbandonato il suo posto. Abbandonando il piano terreno l’anima trascina con sé tutto l’irrisolto. Saranno necessarie alcune successive incarnazioni che avranno il solo scopo di rettificare quel gesto, rallentando di conseguenza l’ascesa verso realtà più evolute.
La misericordia di Dio è nel lasciare libero arbitrio, lo studio e la conoscenza delle Leggi Universali che regolano la Creazione può aiutarvi ad evitare parecchi sbagli e rallentamenti nel percorso.
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Per i suicidi sono molto importanti le preghiere che giungono dalla Terra, perché possono aiutare quelle anime a ricevere la Luce necessaria per liberarsi dalle pesanti catene. Quindi, un amorevole servizio che potete offrire oggi è pregare per i defunti e i suicidi in difficoltà (vedi anche: preghiera per aiutare i defunti).
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🕯️ È comunque molto utile e onorevole pregare per tutti i defunti. A tale proposito vi lascio oggi una bellissima preghiera di Rudolf Steiner.
Una Candela Naturale e un po’ di incenso aiutano a purificare lo spazio e ad entrare in comunione con il Reami Celesti ✨
✨ Preghiera ✨
O voi spiriti delle anime che hanno lasciato il piano terreno,
sentite il nostro amore e i nostri pensieri luminosi.
Possiate trovare pace e luce nei regni spirituali,
e sentire la guida delle entità benevole.
Possa la vostra anima evolvere nel cammino della Luce,
e possa il nostro legame con voi restare saldo e vivo,
attraverso le sfere dell’esistenza.
Che l’amore che portiamo nel cuore vi accompagni,
e che la vostra saggezza illumini il nostro cammino.
Amen.
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🕯️ Per la commemorazione dei cari defunti vi lascio anche un bellissimo Inno Armeno cantato da “Harpa Dei”. Anche il significato è particolarmente bello.
Questo è il testo tradotto:
Der Voghormia – Signore abbi pietà
Signore abbi pietà (x4)
Santa Trinità dona pace al mondo,
guarigione ai malati e il Paradiso a coloro che si sono addormentati (i defunti).
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da un discorso di Omraam Mikhaël Aïvanhov. Trovi i suoi libri su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)
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Grazie carissima Este, bellissimo messaggio, meravigliosa preghiera di Rudolf Steiner e prezioso canto per questo giorno speciale. grazie grazie grazie✨️🙏🏻✨️