✨ L’Anima che oltrepassa il Velo, nel momento della morte del corpo fisico, si prepara per il Viaggio nei mondi sottili.

In questa elevazione non vi è un percorso tracciato uguale per tutti. Certo, ci sono delle tappe-chiave che caratterizzano il passaggio, ma ogni Anima lo vivrà in modo estremamente unico e individuale.

❕I mondi sottili infatti riflettono ciò che siamo stati fino a quel momento.

Allo stesso modo non ci sarà un tempo predefinito, ma sarà l’Anima di ognuno a dettare il ritmo.

La Dimora verso la quale stiamo andando non è un luogo che dista in termini di chilometri dal pianeta Terra. Nelle dimensioni sottili, i luoghi sono vibratori; variano in base al nostro essere interiore.

Dopo la morte del corpo fisico, con la recisione della corda d’argento, non siamo ancora Anima, perché continuiamo ad avere i gusci, gli scafandri che abbiamo indossato per appesantirci e funzionare sul pianeta Terra, ovvero i corpi sottili al servizio della personalità, che definiscono quello che chiamiamo carattere: l’ego-coscienza.

Nel nostro viaggio di ritorno a Casa, dobbiamo lasciarci alle spalle anche la personalità, una maschera terrena che non è allineata alla nostra vera identità animica.

È necessario, perciò, continuare il percorso di spogliazione dei gusci che abbiamo adottato. La morte fisica è soltanto la prima fase di un processo di liberazione.

Il tempo di questa mutazione, secondo l’orologio umano, può durare un secondo, un’ora o degli anni, dipende dalla persona, ovvero da quanto è disponibile a svestirsi o da quanto vuole rimanere invece attaccata ai gusci energetici, in cui può continuare a identificarsi.

Così come durante la discesa abbiamo creato corpi opportuni alla vita per ogni piano di coscienza, nel Passaggio arriva il momento di dissolverli, per ritrovare la libertà della nostra identità d’anima. I corpi pesanti che fino ad ora ci sono stati utili, devono essere dissolti, se vogliamo ascendere alla nostra Dimora.

I cicli di incarnazione, così come il tragitto verso Casa, sono totalmente funzionali ad un unico scopo: il progetto dell’Anima.

Ogni piccolo passo, anche la più minuscola delle nostre esperienze, è adeguato per poter riabbracciare la nostra natura profonda, per fare emergere da noi gli esseri illuminati che siamo.

❕ Sublimare la materia senza perdere la nostra Fiamma è lo scopo di tutti i nostri viaggi tra Terra e Cielo.

I primi istanti

Quando il corpo energetico ha lasciato definitivamente il corpo fisico, la persona deve fare i conti con una nuova realtà. È un momento molto delicato, poiché sta rinascendo in una dimensione diversa.

Nel momento del distacco della corda d’argento avviene un processo molto interessante e utile per il risveglio della coscienza nei piani sottili: il trasferimento di memoria.

Quando la coscienza si ritira dal corpo fisico attraverso la corda d’argento, invia alla memoria del corpo astrale tutto il vissuto di quest’ultima vita. In quel frangente la persona rivede a ritroso tutta la sua vita.

Questa visione le permette di realizzare ancor meglio l’effettiva morte e il nuovo percorso che sta aprendosi.

Per i primi giorni l’involucro eterico sarà ancora molto vicino a quello fisico, come una sagoma fluttuante. Anch’esso, proprio come il corpo fisico, ha bisogno di dissolversi.

La dissoluzione di questo secondo corpo prenderà in genere qualche giorno, via via che le energie che lo compongono: terra, fuoco, acqua, aria ed etere, si disperdono, ritornando alla loro origine.

Nelle persone invece molto legate al loro corpo materiale e alla dimensione terrestre, questo guscio potrebbe necessitare di più tempo per disgregarsi.

Si manterrà in una sorta di “vita sospesa”, è come una sorta di muta che non possiede più un conduttore, e fluttuerà nei luoghi a lei conosciuti, in particolare vicino al corpo fisico.

Queste sono le sagome che i chiaroveggenti incontrano nei cimiteri o negli antichi castelli, impronte di persone trapassate. La coscienza animica invece, starà già confrontandosi con il Mondo Astrale, nel quale potrà risolvere gli ultimi legami terreni, permettendo così al guanto eterico di dissolversi.

Mentre i corpi fisici si dissolvono, la nostra Essenza inizia a fare i primi passi nel Mondo Astrale con il corpo emozionale.

Arrivati in questa dimensione, avremo bisogno di un tempo di riposo, di riflessione e di interiorizzazione, per fare il punto su tutti gli ultimi avvenimenti.

Abbiamo necessità di accompagnare il corpo nella sua ultima trasformazione, di avere la forza per salutare le persone amate e per ricominciare da zero, in un mondo che non conosciamo o meglio che non RICORDIAMO.

Cercheremo allora un luogo che ci rassicuri, che ci dia lo spazio di cui abbiamo bisogno per integrare il lutto della nostra ultima vita.

Coloro che non presenteranno attaccamenti verso la materia, troveranno questo posto in luoghi elevati dell’Astrale; altri, che non conoscono ancora l’esistenza di realtà sottili, ricercheranno questo spazio in luoghi già conosciuti, che hanno fatto parte della loro vita sulla Terra.

Non stupitevi perciò se, in questi primi giorni, sentirete la presenza della persona cara nei luoghi per lei molto familiari e amorevoli.

Non si tratta di un’erranza da parte dell’anima, ma semplicemente di un periodo di transizione, in cui potrà fare il punto con sé stessa e prendere tutto il tempo di cui ha bisogno, per fare un ulteriore passo nell’abbandonare i pesi dell’ultima vita.

Pensiamo che sia difficile morire alla densità del corpo, ma ancora più difficile è saper morire a tutto ciò che ci eravamo costruiti mentalmente come disegno della vita.

Soprattutto chi non credeva nell’esistenza dopo la morte dovrà risvegliarsi bruscamente al fatto che morto non è!

Libero dai limiti fisici, il veicolo astrale presenterà delle nuove capacità alle quali dovremo riabituarci. Le leggi fisiche non sono più le stesse: potremo spostarci con il pensiero, attraversare la materia, percepire i pensieri delle persone, vederne le emozioni; avremo una visione molto più ampia.

Udiremo non solo ciò che le persone intorno dicono, ma anche ciò che pensano; le emozioni degli altri ci investiranno come vere e proprie onde.

Per chi rifiuta la sua morte o le pone resistenza, questi primi istanti saranno tutt’altro che piacevoli. Cercherà di riprodurre i gesti di prima, tentando, ad esempio, di muovere nuovamente il corpo senza alcun risultato.

Il sentimento di impotenza nel non avere più potere sulla materia e nel vedere l’impossibilità di condurre la vita di prima, genererà uno stato di smarrimento. Perciò, prima ci si adatterà alla nuova realtà e prima si potrà apprezzarne la pace.

In questa fase, il nostro aspetto si plasmerà ad immagine di come eravamo sulla Terra.

La nostra sembianza assomiglierà tantissimo a ciò che siamo stati, tuttavia sarà la migliore versione di noi stessi. A mano a mano che ritroveremo la nostra vera identità animica, ci allineeremo all’aspetto fisico della nostra Anima e non più a quello dell’ultimo corpo fisico.

In questo periodo di dissoluzione dell’eterico, iniziamo piano piano ad elevarci, a riconoscerci sempre di più come Esseri profondi. Possiamo cominciare ad entrare in contatto con le nostre Guide, ad incontrare familiari già dipartiti, che aspettano per accompagnarci lungo la strada, perché nessuno se ne va solo.

Ognuno di noi è amato, anche la persona che pensa di non meritarlo!

Questi Esseri, che sono come fratelli maggiori, gioiscono nel venirci a prendere, non soltanto per aiutarci ma proprio perché hanno il piacere di ritrovarci, hanno voglia di riabbracciarci.

In tutte le morti, anche nel caso del suicidio, a tutti è stato assegnato qualcuno con il compito di accompagnarlo nel tragitto verso Casa.

Una volta integrate tutte queste novità, le utilizzeremo per rimanere vicini ai nostri cari rimasti sulla Terra. Vorremo comunicare, far sentire loro che siamo ancora vivi, anche se non più in quella forma.

Faremo però i conti con una dura realtà, perché raramente loro ci sentiranno e ci vedranno.

La comunicazione con le persone che amiamo si rivelerà difficile e dovremo fare uno sforzo per toccare i loro cuori e far sì che da lì possano ascoltarci.

(questo periodo è molto utile per continuare a comunicare con il trapassato e agevolarlo nel suo percorso, anche se non lo percepiamo, approfittiamo per dire tutte le parole d’amore che non gli abbiamo detto in vita; se possiamo, raccontiamogli il percorso dell’Aldilà, affinché possa conoscerlo. Questo gli eviterà diversi disagi lungo il cammino verso Casa).

Nella comunità buddista, ancora oggi, è in uso la lettura del “libro tibetano dei morti”. Alcuni monaci leggono questo testo al defunto, affinché abbia una mappa del funzionamento dei vari passaggi nei mondi dell’Aldilà.

Nell’Antico Egitto, invece, le tombe venivano decorate all’interno e non all’esterno, per dare all’Anima, una volta ritiratasi dal corpo, una visione di tutti i passaggi che avrebbe vissuto nell’Aldilà. Una guida utile per non perdersi e per ricordare.

Continua: Lasciare il corpo fisico – i livelli dell’Astrale

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Quando il Soffio si rivela” di Chantal Dejean.
Puoi trovarlo qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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