✨ Quando sopraggiunge la morte la coscienza si ritira dal corpo fisico denso, resta nel doppio eterico per un tempo molto breve, di solito qualche ora, poi passa nel Corpo Astrale.
La morte è dunque un fenomeno con cui l’uomo si spoglia dei suoi involucri: prima il corpo fisico denso, poi il doppio eterico, infine anche il Corpo Astrale, come vedremo più avanti.
In quasi tutti i casi la dipartita dal mondo fisico è completamente senza sofferenze, anche dopo una lunga e dolorosa malattia.
All’istante della morte, anche quando questa è improvvisa, l’individuo vede tutta la sua vita passata svolgersi davanti a lui in tutti i suoi più minuti particolari.
In un istante egli rivede se stesso come realmente è, senza che la visione sia deformata da adulazione o da inganno.
Legge la sua vita, rimanendo come uno spettatore che guarda l’arena che ha appena lasciato.
Lo stato di coscienza che segue immediatamente dopo la morte di solito è placido e qualche volta prossimo a uno stato di sogno. Segue poi un breve periodo di incoscienza, che però può anche durare ore, giorni o settimane.
A causa dell’attrazione naturale esistente fra il corpo fisico e la controparte astrale, quest’ultima per forza di abitudine continuerà a tenere – anche dopo la morte – la sua solita forma.
Perciò l’apparenza fisica di un individuo dopo la morte resterà quasi immutata. Diciamo quasi, perché essendo la materia astrale facilmente modellata dall’azione del pensiero, se un individuo pensa a sé immaginandosi più giovane avrà effettivamente un’apparenza più giovanile.
L’Elementale del desiderio
Subito dopo la morte, nella maggior parte dei casi si produce un cambiamento importante nella struttura del Corpo Astrale a causa dell’azione dell Elementale del Desiderio.
Una gran parte della materia del Corpo Astrale è costituita di essenza Elementale (vedi articolo: Il karma e gli Elementali); questa essenza è viva, ma non intelligente, per il momento è separata dalla massa dell’essenza astrale dell’ambiente.
Istintivamente, ciecamente e senza apparente ragione, per raggiungere i suoi fini, Essa manifesta grande ingegnosità nel realizzare i suoi desideri e nel proseguire la propria evoluzione.
La sua evoluzione consiste nel discendere nella materia; il suo scopo è di diventare una Monade minerale, quindi di avvicinarsi il più possibile al piano fisico, per provarvi tutte le vibrazioni più grossolane.
Non sa nulla, non può sapere nulla dell’individuo nel cui Corpo Astrale vive attualmente.
Essa desidera conservare la sua vita segreta e sente di poter fare ciò solamente mantenendo il suo legame con l’uomo: è cosciente del mentale inferiore dell’uomo, sente che quanta più materia mentale riuscirà ad attirare a sé, tanto più lunga sarà la sua vita astrale.
Alla morte del corpo fisico che la ospita, sapendo che la durata della sua vita separata è limitata e che la morte astrale dell’uomo seguirà più o meno rapidamente, Essa cerca di far durare il Corpo Astrale il più a lungo possibile. Per tale scopo dispone la materia astrale in una serie di involucri concentrici, con l’involucro più grossolano all’esterno.
La materia più grossolana ha maggiore coesione e resiste meglio agli urti. Tale corpo viene anche chiamato Yâtanâ, o “corpo della sofferenza“.
L’effetto di questa riorganizzazione è di impedire la libera circolazione della materia astrale, che abitualmente si produce nel Corpo Astrale.
Questo fa sì che l’uomo è come se fosse rinchiuso in un involucro di materia astrale, in modo che egli non possa vedere né sentire se non le cose del sotto-piano inferiore e più grossolano.
Pur vivendo in mezzo alle più alte correnti energetiche luminose e alle più belle forme pensiero, esso è quasi completamente incosciente della loro esistenza, perché le particelle del suo Corpo Astrale che potrebbero rispondervi, sono rinchiuse e non possono essere raggiunte.
Quindi, siccome egli è capace di percepire solo la materia più grossolana dei Corpi Astrali delle altre persone, ed essendo egli completamente incosciente delle proprie limitazioni, crede che gli altri posseggano soltanto le caratteristiche inferiori che egli può vedere.
Siccome può vedere e sentire soltanto ciò che è basso e grossolano, le persone che lo circondano gli sembrano mostri depravati.
In queste condizioni non c’è da meravigliarsi se si considera il Mondo Astrale come un inferno.
Poi, a poco a poco, l’involucro esterno si disgrega; l’individuo diventa allora capace di rispondere alle vibrazioni del livello immediatamente superiore del Piano Astrale: in tal modo egli si eleva sino al sotto-piano superiore.
Lo stesso fenomeno si ripete successivamente su ciascun sotto-piano. La sua permanenza su ciascun sotto-piano corrisponderà evidentemente alla quantità e all’attività della corrispondente materia contenuta nel Corpo Astrale.
Quando parliamo di un individuo che si eleva da un sotto-piano all’altro, ciò non implica uno spostamento nello spazio; si tratta soltanto di uno spostamento di coscienza da un livello all’altro.
Così l’individuo diventa gradualmente insensibile alle vibrazioni della materia più grossolana e allo stesso tempo diventa sensibile alle vibrazioni della materia più sottile.
Un mondo scompare lentamente alla sua vista, mentre un altro mondo gli appare.
La riorganizzazione del Corpo Astrale altera dunque le sue visioni, in tutti gli stadi della vita astrale
Il fenomeno della riorganizzazione del Corpo Astrale che si verifica nella maggior parte delle persone, può essere evitato dall’individuo che vi oppone la sua volontà.
❕ Ecco l’importante suggerimento contenuto in questo articolo: tutti coloro che conoscono le condizioni di vita del Piano Astrale dovrebbero impedire all’Elementale del desiderio di riorganizzare il Corpo Astrale.
Le particelle dell’involucro astrale resterebbero allora mescolate, come avviene durante la vita fisica, e per conseguenza, invece di restare confinato su un solo sotto-piano alla volta, l’individuo resterà libero su tutti i sotto-piani, conformemente alla costituzione del suo Corpo Astrale.
L’Elementale del desiderio, nel suo strano modo semi-cosciente, viene a trovarsi in preda alla paura e tenta di comunicare i suoi timori a colui che dovrebbe impedirgli di riorganizzare il Corpo Astrale.
Ecco una delle ragioni per cui è utile conoscere queste cose prima del passaggio della morte.
Anche se è avvenuta la riorganizzazione è possibile disgregarla: ciò può essere fatto da una persona che desidera aiutare l’individuo (con preghiere o intervento energetico) e consentirgli di lavorare liberamente sul Piano Astrale, invece di essere chiuso in un solo sotto-piano.
La lettura e comprensione di queste informazioni sarà di aiuto anche voi, quando a vostra volta vi troverete nel Piano Astrale.
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Approfondimenti: Il Karma e gli Elementali
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Il Corpo Astrale” di Arthur E. Powell.
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Grazie grazie grazie utilissimo messaggio🤍 grazie tantissime carissima Este🙏🏻