✨ Durante la vita fisica, come abbiamo visto negli articoli precedenti, la qualità del Corpo Astrale che l’uomo si costruisce è determinata direttamente dai suoi pensieri e anche dalle abitudini fisiche (cibi, bevande, pulizia, ecc).

Un Corpo Astrale grossolano, essendo risultato di una vita grossolana, reagisce unicamente alle vibrazioni inferiori e dopo la morte l’uomo è legato al Piano Astrale durante il lungo e lento processo di disgregazione del suddetto corpo astrale (vedi: la vita dopo la morte – principi generali).

Al contrario un corpo astrale più fine, risultato di una vita pura e armoniosa, renderà l’uomo insensibile alle vibrazioni grossolane del piano astrale e sensibile solamente alle influenze superiori; di conseguenza, egli proverà minori difficoltà durante la vita astrale e la sua evoluzione si effettuerà più facilmente e più rapidamente.

La durata della coscienza su un determinato sotto-piano dipende dal modo secondo cui l’uomo ha vivificato e utilizzato la materia di questo sotto-piano durante la vita fisica.

Se durante la vita terrena la natura animalesca è rimasta sbrigliata e la natura intellettuale e spirituale è stata invece trascurata e soffocata, allora il Corpo Astrale perdurerà a lungo dopo la morte fisica.

Se invece i desideri sono stati dominati durante la vita terrena, se sono stati purificati e subordinati alla natura superiore, allora resterà ben poca forza per vivificare il corpo astrale, il quale perciò si dissolverà rapidamente.

Tuttavia l’uomo comune non si libera mai completamente di tutti i suoi desideri inferiori prima della morte e, conseguentemente, gli occorrerà un certo periodo di vita, più o meno cosciente, su ciascun sotto-piano astrale, affinché le forze da lui generate si esauriscano, e quindi l’ego possa essere liberato.

Un uomo, la cui vita sia stata buona e pura, i cui sentimenti e ideali siano stati altruistici e spirituali, sarà poco attirato dal piano astrale e lasciato a sé non sentirà troppa attrattiva per questo piano, che non desterà in lui alcuna attività, nemmeno durante il suo brevissimo soggiorno.

Essendo state dominate le passioni terrene durante la vita fisica e avendo egli usata la forza della volontà per finì più elevati, gli resterà ben poca energia da usare sul piano astrale, dove si esprimono i desideri inferiori e potrà passare rapidamente attraverso i piani per raggiungere la parte superiore del Mondo Celeste.

Dopo la morte ognuno deve passare attraverso tutti i sotto-piani del mondo astrale prima di arrivare al Mondo Celeste. Ma il grado di coscienza che egli ha su ciascun sotto-piano dipenderà dai fattori appena esaminati.

Quanto si rimane nel piano astrale

✨ Alcune anime passano sul piano astrale solo poche ore o giorni (in tempo terrestre); altre vi restano per anni e anche per secoli. Per un individuo ordinario la durata media della permanenza sul piano astrale è da 20 a 30 anni.

Generalmente chi muore giovane ha un intervallo più breve fra due vite di chi muore anziano, ma la sua vita astrale è in proporzione più lunga, perché le forti emozioni da lui create nella prima parte della vita fisica debbono esaurirsi sul piano astrale.

Non bisogna dimenticare che sul piano astrale i nostri ordinari metodi di misura del tempo non valgono più. Nella vita fisica il dolore o l’ansietà di alcune ore danno l’impressione di una durata quasi indefinita; sul piano astrale questo fenomeno è cento volte più accentuato.

Un individuo non può misurare il tempo sul piano astrale che mediante le sue sensazioni. È stata la deformazione di questo fatto che ha generato la falsa idea della dannazione eterna.

Un altro fattore molto importante da considerare è l’attitudine mentale dell’uomo dopo la morte fisica.

La vita astrale può essere diretta dalla volontà, così come lo può essere la vita fisica. Un uomo la cui volontà e iniziativa siano deboli, sarà nel mondo astrale – come lo è nel fisico – in balia di ciò che si è creato.

Invece un uomo risoluto può sempre volgere al meglio le condizioni in cui viene a trovarsi e vivere la vita a dispetto delle possibili difficoltà.

Un uomo quindi non si sbarazza delle sue cattive tendenze per il solo fatto di essere approdato nel mondo astrale se non lavora decisamente in questo senso.

A meno che egli non compie determinati sforzi, necessariamente soffrirà per l’impossibilità di soddisfare i desideri, i quali possono essere soddisfatti soltanto mediante il corpo fisico.

Questo processo può essere grandemente accelerato appena l’uomo comprende la necessità di sbarazzarsi dei desideri inferiori che lo trattengono, compiendo gli sforzi occorrenti per tale scopo.

Anche la semplice conoscenza intellettuale delle condizioni della vita astrale e degli insegnamenti teosofici in generale hanno un valore inestimabile nella vita dopo la morte (questo lo scopo di questo articolo).

E’ di grande importanza che l’uomo comprenda che dopo la morte fisica si deve staccare per quanto possibile dalle cose fisiche e fissare la sua attenzione sulle cose spirituali che lo occuperanno fino a quando, arrivato il momento, egli passerà dal mondo astrale a quello mentale e celeste.

Adottando questo atteggiamento egli faciliterà molto la disgregazione del Corpo Astrale, anziché adattarsi inutilmente sui gradi inferiori di questo piano.

Sfortunatamente, molte persone rifiutano di indirizzare i loro pensieri verso le cose superiori e si attaccano agli affari terreni con disperata tenacia.

Nel corso del tempo, a causa del normale cammino dell’evoluzione, essi gradualmente perdono il contatto con i mondi inferiori, ma così resistendo passo per passo si creano molte inutili sofferenze e ritardano seriamente il loro progresso.

Inferno, Purgatorio e Paradiso

✨ Gli effetti degli eccessi di droghe, alcool e tabacco sul Corpo Astrale dopo la morte sono ben rimarchevoli.

Il tossico ha deformato e riempito, di sostanze tossiche appunto, il Corpo Astrale che si irrigidisce sotto la sua influenza. L’uomo si trova per un certo tempo in uno stato analogo a quello del paralitico, il quale può parlare ma è incapace di muoversi, ed è quasi completamente sottratto alle influenze elevate.

Solo quando la parte intossicata si stacca dal Corpo Astrale, egli guarisce da questa penosa “limitazione”.

I desideri puramente fisici, come la fame e la sete non esistono più. Ma il desiderio dell’alcolizzato o del tossico, così come quello del goloso o del lussurioso di provare le sensazioni che derivano dall’utilizzo delle sostanze desiderate, essendo puramente astrali sussistono ancora.

E, come abbiamo già detto, esse possono causare grandi sofferenze data l’assenza del corpo fisico indispensabile a soddisfarli. Ecco perché molto spesso questi individui cercano di rivivere quelle sensazioni agganciandosi ai Corpi Astrali di chi è ancora incarnato.

L’uomo si crea così il proprio Purgatorio o il proprio Paradiso, i quali non sono località, ma stati di coscienza.

Per fare un esempio, chi si è occupato di vivisezione sulla Terra, dovrà rivivere, per un certo tempo, in mezzo alla folla delle sue vittime mutilate. Le loro forme sono vivificate non da anime di animali, ma dalla vita elementare, vibrante con odio verso di lui, che ripete le sue peggiori esperienze con una regolarità automatica, cosciente del loro orrore.

Tali condizioni non sono arbitrarie, ma sono l’inevitabile risultato delle forze create da ciascuna persona. Alcune condizioni potrebbero proprio sembrare infernali, ma seppur lunghe non sono mai eterne, il loro scopo è sempre quello evolutivo di portare comprensione e insegnamento.

Le lezioni della Natura sono dure, ma in definitiva esse sono generose, perché portano all’evoluzione dell’Anima mediante salutari correzioni.

“Chi potrebbe mai affermare che l’albero è morto soltanto perché è sopraggiunto l’inverno, che lo denuda e lo culla in un sonno raggelato?

Innumerevoli primavere porteranno nuove gemme e nuovi petali sbocciati, e innumerevoli estati recheranno un ricco fogliame e molti frutti…”
Maestro Saint Germain

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Il Corpo Astrale” di Arthur E. Powell.
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