✨ Se avete dei bambini piccoli il vostro compito è fare del vostro meglio per essere loro di aiuto, di guida, per proteggerli, ma soprattutto per dare loro spazio, spazio di Essere.
Sono venuti al mondo grazie a voi ma non sono “vostri”.
La convinzione che “io so quello che è meglio per te” può corrispondere a verità quando sono piccoli ma, man mano che crescono, diventa sempre meno vero.
Quanto maggiori sono le aspettative sul come si dovrebbe svolgere la loro vita, tanto più invece di essere presenti per loro, siete nella vostra mente.
Alla fine essi commetteranno degli errori e sperimenteranno inevitabilmente qualche forma di sofferenza come succede a tutti gli umani; in realtà possono essere errori solamente dalla vostra prospettiva.
Quello che per voi rappresenta un errore può essere esattamente quello che i vostri figli hanno bisogno di fare o di sperimentare.
Fate del vostro meglio per dare loro aiuto e guida, ma comprendete anche che, a volte, ci possono essere circostanze nelle quali dovete permettere che commettano degli errori, specialmente quando si avvicinano all’età adulta.
A volte dovete permettere anche che soffrano. La sofferenza può nascere in modo del tutto inaspettato oppure come conseguenza dei loro errori.
Non sarebbe meraviglioso se foste in grado di risparmiar loro tutta la sofferenza?
No, non lo sarebbe!
Non si evolverebbero come esseri umani e rimarrebbero superficiali, identificati con la forma esteriore delle cose.
La sofferenza ci porta in profondità.
Il paradosso è che la sofferenza è causata dall’identificazione con la forma ma, contemporaneamente, erode l’identificazione con la forma.
Gran parte di essa è causata dall’ego, benché alla fine sia proprio la sofferenza a distruggere l’ego, ma questo non accade finché non soffrite coscientemente.
L’umanità è destinata ad andare al di là della sofferenza, ma non nel modo che pensa l’ego.
Una delle molte assunzioni errate dell’ego, uno dei suoi molti pensieri ingannevoli è: “Non dovrei soffrire”.
A volte tale pensiero viene trasferito su qualcuno vicino a noi: “Il mio bambino non dovrebbe soffrire”. E proprio questo pensiero è alla radice della sofferenza.
La sofferenza ha un nobile scopo: l’evoluzione della coscienza e la dissoluzione dell’ego.
L’uomo in croce è un Archetipo. Rappresenta ogni uomo, ogni donna.
Quanto più opponete resistenza alla sofferenza, tanto più il processo è lento perché la resistenza crea ancora più ego da dissolvere.
Quando invece accettate la sofferenza, vi è un’accelerazione del processo, perché soffrite consapevolmente.
Potete accettare la sofferenza per voi stessi o per qualcun altro, come per vostro figlio o per un vostro genitore.
Nel mezzo della sofferenza consapevole vi è già la trasmutazione.
Il fuoco della sofferenza diventa la Luce della Coscienza.
L’ego dice: “Non dovrei soffrire”, questo pensiero vi fa soffrire ancora di più. È una distorsione della verità.
La verità è che avete bisogno di dire sì alla sofferenza prima che possiate trascenderla.
Essere genitori coscienti
✨ Molti bambini, in seguito anche da adulti, provano rabbia e risentimento nascosti verso i loro genitori e spesso la causa ha origine nella non autenticità della relazione.
Il bambino desidera profondamente che il genitore sia presente per lui come essere umano e non come ruolo, non importa quanto coscienziosamente questo ruolo sia interpretato.
Voi genitori potete fare tutte le cose giuste e mettercela tutta per il vostro bambino, ma anche se fate del vostro meglio non è abbastanza.
Infatti, il “fare” non è mai abbastanza se trascurate l’Essere.
L’ego non sa nulla dell’Essere, ma crede che, alla fine, voi sarete salvati dal fare.
Se siete nella morsa dell’ego, credete che se fate sempre di più, alla fine accumulerete abbastanza “fare” per potervi sentire completi in un momento futuro.
Non succederà.
Perderete solo voi stessi nel fare. L’intera civiltà sta perdendo sé stessa nel fare che non è radicato nell’Essere e quindi diventa futile.
Come si fa a portare l’Essere nella vita di una persona, a portare l’Essere nella relazione con il vostro bambino?
La chiave sta nel dargli attenzione.
Vi sono due tipi di attenzione. Una potremmo chiamarla attenzione basata sulla forma. L’altra è l’attenzione senza forma.
L’attenzione basata sulla forma è sempre collegata in qualche modo con il fare o con i criteri di valutazione. “Hai fatto i compiti? Mangia la tua cena. Metti in ordine la tua stanza. Lavati i denti. Fai questo. Smetti di fare questo. Sbrigati, preparati.”
Qual è la prossima cosa da fare? Questa domanda riassume bene cos’è la vita familiare in molte case.
L’attenzione basata sulla forma è naturalmente necessaria e ha la sua importanza, ma se è tutto quello che c’è nella relazione con il vostro bambino, manca la dimensione più vitale.
In questo caso l’Essere è completamente oscurato dal fare, dalle “cure del mondo”, come disse Gesù.
L’attenzione senza forma invece è inseparabile dalla dimensione dell’Essere.
E come accade questo? Mentre guardate, ascoltate, toccate, aiutate il vostro bambino, voi siete svegli, quieti, completamente presenti, non volendo null’altro che questo momento così com’è.
State facendo spazio all’Essere.
Se siete presenti, non siete né padre né madre.
Siete l’Attenzione, la Quiete, la Presenza che sta ascoltando, guardando, toccando, perfino parlando.
Siete L’ESSERE dietro il fare.
✨
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal meraviglioso libro, che consiglio di leggere, “Un Nuovo Mondo” di Eckhart Tolle.
Puoi trovarlo online qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)
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Gratitudine immensa cara Anima di Luce 💎
Meraviglioso e utilissimo messaggio🌈✨️ grazie grazie grazie