“Colui che alimenta l’oscurità, la rinforza e la radica dentro l’anima sua”

✨ Parleremo ora delle forme-pensiero che sono volutamente distruttive: quelle che emettiamo e quelle che riceviamo, inviate da persone che “non ci vogliono bene” o a cui “non vogliamo bene”.

Si sente spesso parlare di “ritorno karmico”, oppure, come cita un famoso proverbio: “Chi semina vento raccoglie tempesta“.

Ma che cosa significa, più tecnicamente parlando? Che cosa avviene, perché anche nel buon senso popolare, si colga l’eco di una realtà di questo genere?

Perché una forma-pensiero possa formarsi ed abbia una certa portata, bisogna che sia impregnata di una forte e possente emozione in una parte del nostro cervello.

Perché sia portatrice del “messaggio”, ha bisogno di precisione e ripetizione.

Così, le ripercussioni di una collera passeggera nei confronti di una data situazione, non saranno paragonabili a quelle che potremmo generare se la collera violenta fosse emessa ripetitivamente.

Quando proviamo costantemente e regolarmente rancore nei confronti di qualcuno, che riteniamo essere la causa della nostra infelicità, emaniamo onde elettromagnetiche che saranno all’origine di una forma-pensiero di odio.

Diretta in modo specifico verso questa persona, la forma-pensiero raggiungerà l’Egregora dell’odio, poi il suo percorso continuerà così: la forma-pensiero dell’odio arriva a destinazione e, se il ricevente è abitato da un’emozione che apre una breccia nel suo guscio aurico e corrisponde a quanto gli è stato inviato, ne attraverserà l’aura fino ad ancorarsi nel suo corpo fisico, in modo diverso a seconda del messaggio di cui è portatrice.

(Sentiamo tanto parlare di guerre, ma la guerra generata dalle forme-pensiero malsane è molto più efficace e più insidiosa di qualsiasi altra forma di arma distruttiva.
Il Governo Mondiale, che conosce perfettamente gli ingranaggi di questo meccanismo, se ne serve da anni come forma di manipolazione che esamineremo in seguito).

Torniamo dunque al destinatario di quella forma-pensiero, e all’azione che essa svolge su un dato piano del suo essere: la persona che inconsciamente capta il messaggio, potrà prendersi un raffreddore, slogarsi una caviglia, sentirsi un po’ giù, o accusare un colpo più rilevante, più o meno rapido… intanto, noi che l’abbiamo emessa, ignoriamo che ci siamo trasformati in una specie di malefici stregoni, molto simili a quelli che “gettano il malocchio”.

Ci sono comunque delle Leggi Cosmiche, secondo le quali la forma-pensiero dalle vibrazioni pesanti e basse può raggiungere soltanto chi si trova su un’onda energetica in risonanza con quanto gli viene inviato.

Questo sottintende che se non abbiamo alcun rapporto con l’energia che ci viene inviata, non le è possibile raggiungerci. (Vedi articolo: L’aura – conoscerla e rinforzarla)

L’altro, indipendentemente da ciò che può emettere, non è mai all’origine del nostro problema: ha soltanto il ruolo, spesso inconscio, di evidenziare una breccia nel nostro guscio aurico, e di affondare il dito in una piaga ancora viva in noi, della quale ci rifiutiamo di prendere atto.

Ciò che è certo invece, è il viaggio di ritorno della forma-pensiero che è stata inviata.

Che sia riuscita o meno a penetrare nell’aura del destinatario, la forma-pensiero possiede un’innegabile qualità: è fedele a chi l’ha inviata.

Sicché, una volta compiuta “la sua opera”, fa ritorno al proprio creatore con un’energia accresciuta e rinnovata dalle forme-pensiero che ha attirato e ha incontrato lungo la strada.

Docilmente, si sistema nei dintorni dell’aura di chi l’ha emessa, spazzando via tutto quanto e senza essere consapevole dei guai che produce; dopodiché penetra nell’aura, infilandosi di nuovo nella breccia che le aveva consentito di uscire.

È così che i mandanti di queste forme-pensiero le raccoglieranno al ritorno, doppiamente cariche, grazie al contributo energetico delle altre forme-pensiero analoghe, calamitate durante il percorso.

Ingenui come siamo, ci stupiremo allora delle complicazioni e dei problemi che troveremo sulla strada della nostra vita, senza volerne riconoscere la strana paternità.

Pur facendo parte della “magia operativa”, tutto questo è comunque diverso dalla magia nera, che si serve di entità del basso astrale, molto creative quando si tratta di creare ostacoli e malanni.

Ma non sottovalutiamo i problemi che le “auto-possessioni”, quelle causate dalle forme-pensiero disarmoniche che inviamo, possono generare nella nostra vita.

Le persone che si sentono “possedute”, spesso si sono auto create un’aura oscura tutt’intorno, e si auto-avvelenano con le loro forme-pensiero che si rinforzano ad ogni passo che fanno.

Questo auto-avvelenamento può naturalmente attirare, come ogni altra forma-pensiero, delle “entità malattia”.

Gli Esseni non lottavano mai contro le entità malattia, ma semplicemente diffondevano Luce, affinché l’Ombra ritornasse ad essere ciò che è sempre stata, nella sua essenza: Divina.

Forme-pensiero di Luce

✨ Una forma pensiero che abbiamo prodotto noi, generandola per mezzo di un’energia pesante, ovvero un’energia di collera, tristezza, dubbio, insomma una di quelle energie che emanano dal nostro ego, possiede una sua densità, un peso, una forma.

Invece, una forma pensiero luminosa, di gioia, di puro amore, senza senso di separazione, è sottilissima.

È un’energia così sottile, così amorevole che attira e fornisce un impareggiabile nutrimento. Spazza via tutto ciò che è pesante e oscuro, ed è portatrice di gioia.

Sfiora come una carezza avvolgente tutti coloro che si rendono accessibili ad essa.

Contrariamente alle forme-pensiero dell’ombra, le forme-pensiero di Luce non ristagnano in un’aura; sono volatili, leggere, e così attive da riempire il loro creatore di un’immensa aura di gioia.

La loro scarsa consistenza e densità non le rende fragili, anzi, sono immuni da manipolazioni e non potranno mai essere spente dalla non-luce.

Quando si guarda l’aura di una persona che prega o che medita con un obiettivo preciso, si può vedere una bellissima Luce circondarla e forme geometriche armoniose che volano via, per raggiungere la loro destinazione.

Ogni giorno quindi, possiamo scegliere cosa emettere: energia che distrugge e schiaccia o energia che nutre ed eleva.

Di fatto, è un po’ come se volessimo sintonizzarci sulle varie frequenze di una radio.

D’ora in poi scegliamo bene, affinché la sinfonia che emana da noi porti bellezza e armonia ovunque e possa nutrire e rinforzare la grande Egregora dell’Amore.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Forme-pensiero” di Anne Givaudan.
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