Domanda: perché mi capita spesso di addormentarmi durante la meditazione? E inoltre, il mio intenso desiderio di aprire il terzo occhio, potrebbe in realtà allontanare questa possibilità?

Risposta:

✨ La risposta sul perché vi potreste addormentare durante la meditazione è semplice… quando iniziate il processo meditativo e chiudete gli occhi, vi rilassate (finalmente) e il vostro corpo è abituato ad addormentarsi quando vi rilassate, quindi molti che percorrono il sentiero della meditazione si ritrovano sonnolenti all’inizio della pratica, ma questa è solo una fase che dovrebbe essere passeggera.

Mano a mano che la vostra concentrazione diventa più fine, acuta e focalizzata questa abitudine ad addormentarsi si interrompe.

Il “segreto”, ovvero l’allenamento, è proprio quello di rimanete concentrati durante la meditazione e la cosa più facile da osservare e da tenere come ancora per la vostra concentrazione è il RESPIRO.

“Sto ispirando”, “sto espirando”… e così via, guardate quel bellissimo movimento di inspirazione ed espirazione. Questa PRESENZA non vi renderà sonnolenti e permetterà alla vostra mente di essere libera e partecipe.

Il tipo di meditazione non è rilevante perché il punto fondamentale all’inizio è quello di acquietare la vostra mente e farla concentrare su qualcosa che non sia il solito chiacchiericcio, il solito movimento del pensiero inconsapevole (che viene spesso chiamato “mente scimmia”).

Potete concentrarvi sui Chakra, sul respiro, sulle parti del corpo a vostra scelta e dovete trovare il modo di portare la vostra mente nella pratica, senza farla divagare e senza addormentarvi.

Iniziate magari con brevi meditazioni per abituarvi a rimanere focalizzati, poi fatele durare sempre più a lungo e naturalmente, scegliete i momenti della giornata in cui vi è più facile rimanere svegli, inoltre riconoscete se avete della stanchezza accumulata per cui avete necessità di riposare.


Per quanto riguarda la seconda parte della domanda… desiderare qualcosa ardentemente spesso la allontana?

In molti casi questo è vero, perché lo sforzo, la tensione che mettete nell’ottenere qualcosa… che sia l’apertura del vostro terzo occhio, che sia la realizzazione di un progetto, anche se richiede il vostro impegno, non deve essere qualcosa di faticoso. Può essere un percorso leggero e gioioso.

Quando smettete di fare sforzi le cose diventano molto più facili e fluiscono meglio.

Ciò che è importante e necessario è semplicemente l’attitudine, la direzione, la costanza per orientarvi verso ciò che volete ottenere, ma nella semplicità.

Ad esempio, potete portare la vostra coscienza sulla visione del risultato o ripetere di quando in quando a voi stessi: “Il mio terzo occhio si sta aprendo”, o “rilascio i blocchi che impediscono l’apertura del terzo occhio”… semplicemente così, c’è molta più probabilità di successo quando entrate in un atteggiamento aperto e rilassato riguardo a ciascuno dei vostri obiettivi.

A volte per ottenere qualcosa dovete semplicemente rilassarvi a riguardo e sostenervi con emozioni costruttive, come se sapeste già in anticipo e con certezza che andrà tutto per il meglio… “prima o poi succederà, sono certo”, potreste dirvi.

Potete sviluppare la pazienza, allenatevi ad essere pazienti e costanti… non siete più abituati ad assaporare l’attesa, in questa società del “tutto e subito” siate più profondi.

Il terzo occhio si “aprirà” al momento opportuno, quando sarete pronti a gestirlo, non prima e non dopo e così vale per ogni altra esperienza.

La pazienza, la costanza e la perseveranza sicuramente vi aiuteranno nel raggiungimento di qualunque obiettivo.

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Testo scritto da Este (laportadellaluce.it) ispirato dal seminario “Connecting with your Higer Self” di Solara An-Ra, Pleiadian emissary to Gaia.

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