Dal “Metodo del Maestro Gesù”
Purificare il 6° Chakra

✨ Giunti al 6° grande Chakra del corpo umano, entriamo direttamente nel Santo dei Santi del Tempio. È la visione del Saggio, la sua intelligenza, che chiede di esprimersi attraverso il centro frontale.

Mentre per gli orientali questo pare essere un unico punto (chiamato Ajna), il Maestro Gesù insegnava che il Chakra Frontale è formato dalla convergenza di due radianze situate una alla destra e una alla sinistra della testa.

Se pensiamo a ciò che la medicina ha scoperto sulla conformazione dell’ipofisi e cioè che in età adulta questa ghiandola è composta da due lobi riuniti per formare una sola entità energetica, riusciamo a comprendere la vasta conoscenza del maestro Gesù sull’anatomia umana.

Ajna è detto anche “terzo occhio”, se dedichiamo un’attenzione un po’ approfondita alla nostra conformazione, apprendiamo che i due lobi dell’ipofisi sono in rapporto anatomico con il chiasma ottico, espressione che indica la zona dietro la fronte dove si incrociano i nervi ottici.

Attraverso la purificazione del 6° Chakra, il Maestro Gesù voleva che perdessimo i paraocchi della nostra visione ordinaria della vita, che ci mantiene in uno stato di separatività tra tutto ciò che esiste.

Purificare il Terzo Occhio

Vediamo ora di quali fasi si compone l’esercizio dedicato alla purificazione del 6° Chakra:

a) Con gli occhi chiusi e dopo aver richiamato in noi Il silenzio e la quiete, uniamo le mani per qualche istante nel gesto tradizionale della preghiera.

Questo gesto è stato sempre percepito dalla maggior parte dei popoli come un segno di preghiera o di rispetto, e questo perché ha ripercussioni immediate su tutta l’aura umana.

Quando la parte inferiore del corpo è raccolta, come nella tradizionale postura del meditante a gambe incrociate, e le mani sono giunte, l’intera circolazione delle correnti che costituiscono i nostri corpi sottili diventa automaticamente più armoniosa. Questo perché diminuiscono notevolmente le dispersioni energetiche a cui il nostro organismo può essere soggetto: funzioniamo a “circuito chiuso”, cioè concentrando le nostre forze.

Chi ha la capacità di percepire l’aura sa che essa è composta da un gran numero di macchie colorate, più o meno stabili e più o meno mescolate tra loro. Questa postura, ha sull’aura un effetto fluidificante e unificante.

È un gesto energeticamente pacificatore.

È sufficiente ricordare che funzionare per qualche istante a “circuito chiuso” apre o chiude un certo numero di “valvole” del nostro organismo eterico, favorendone il riequilibrio.

b) Non appena ci sentiamo ben centrati, posiamo la mano sinistra sul ginocchio sinistro, con il palmo rivolto verso l’alto, e avviciniamo la destra alla radice del naso, cioè tra le sopracciglia. Con rapidi movimenti dell’indice assestiamo una decina di colpetti secchi sul Chakra della Fronte con la parte piatta dell’unghia, poi appoggiamo la mano destra sul ginocchio destro, con il palmo rivolto verso l’alto.

Il Cristo insegnava che i colpetti assestati ripetutamente con la parte piatta dell’unghia direttamente sulla zona del Chakra Frontale dovevano essere abbastanza energici da provocare una vera stimolazione, ben percepibile sulla pelle.

Non è necessario essere sensitivi per convincersi che questa regione precisa della fronte possiede una grande sensibilità: è noto che un forte colpo in questa zona può provocare rapidamente la morte, esattamente come se si recidesse un nodo vitale.

La zona circoscritta del 6° Chakra è irrorata da una rete molto complessa di piccolissimi Nadi che si estendono come una miriade di fili d’argento tra il derma e l’ipofisi. Si tratta quindi di una regione particolarmente ricca di energia vitale.

La pelle e l’osso di questa zona sono così sensibili che è facile comprendere come un piccolo intervento su di essi, come quello proposto in questo esercizio, abbia una ripercussione immediata sui loro prolungamenti sottili fino al centro della scatola cranica.

Fondamentale è lo stato d’animo con cui questi colpetti vengono assestati.

Bisogna fare come se con quel gesto bussassimo alla porta della nostra Anima per risvegliarne alcuni aspetti. Non va eseguito meccanicamente ma con un’intenzione sacra, come un sacerdote che ci richiama all’ascolto interiore suonando una campana.

Occorre poi individuare la vibrazione al centro del cranio. In questo modo si mobilità l’Intelligenza del Saggio.

c) Incominciamo a respirare lentamente e dolcemente, cercando di sentire che l’inspirazione e l’espirazione avvengono tramite il Chakra Frontale, come per riempire e svuotare una sacca d’aria situata dietro di esso. Ripeteremo questo movimento respiratorio una decina di volte.

La respirazione avviene ovviamente attraverso il naso ma va vissuta dall’interno, attraverso il canale del 6° Chakra, in modo da dilatarlo dal punto di vista energetico.

La dilatazione (ben controllata) di un Chakra è sempre un fattore determinante per la sua purificazione e per quella dei Nadi che convergono verso di esso.

Di fatto, più un canale o una conduttura sono ampi, meno scorie di ogni tipo vi si ammassano e vi ristagnano.

Non bisogna dimenticare che un Chakra è un po’ come un pozzo di Luce a forma di spirale; la spirale procede nel corpo penetrandolo nella parte posteriore ed emergendo nella parte anteriore. Il diametro di questa spirale sarà determinato semplicemente dalle buone qualità dell’individuo, dalla limpidezza e dalla forza che l’Anima riesce a manifestare… anche se la carne sotto cui si nasconde esprime sofferenza.

Il Maestro Gesù poteva captare, fra le sopracciglia della persona che aveva davanti, la luminosità dell’Anima.

Diceva: “Il vostro occhio è la lampada del vostro essere: se è unico e in buono stato, tutto il vostro sé si illumina. Se invece è in cattivo stato, allora rimanete nelle tenebre dell’ignoranza”.

Nella fase respiratoria della pratica purificatrice sarà quindi determinante il livello di consapevolezza e di amore con cui inviteremo il Prana ad irrorare il centro del cranio.

In nessun caso va forzata la respirazione sottile: un canale troppo dilatato, troppo in fretta, è un canale in cui può riversarsi di tutto o dove nulla può essere contenuto. Allora si parla sia di inquinamento, sia di dispersione di energia, il che, in entrambi i casi, comporta dei disturbi.

d) Con gli occhi chiusi, facciamo convergere lo sguardo verso l’interno, senza forzare ma abbastanza per creare un senso di pressione tra gli occhi. Mentre si manifesta questa sensazione, ci dedichiamo a ripetere a voce alta la sillaba TA, TA, TA… eccetera, fino ad essere saturi, ma senza esagerare.

L’azione di far convergere gli occhi in un solo punto situato tra le sopracciglia sollecita automaticamente i nervi ottici. Così facendo agiamo anche sulla zona del chiasma ottico, il quale, ricordiamo, è in stretta relazione energetica con l’ipofisi.

Simultaneamente all’azione di far convergere lo sguardo ripetiamo ad alta voce la sillaba TA

In realtà il suono che verrà pronunciato sarà TAT, per il semplice effetto del succedersi delle sillabe.

Questo perché il Maestro Gesù conosceva il carattere sacro della lingua sanscrita e del mantra TAT TVAM ASI che aveva ripetuto migliaia e migliaia di volte durante intensi periodi di ritiro solitario.

Tale mantra significa: “Tu sei Quello“, sapendo che “quello” è rappresentato dal suono TAT.

“Quello” significava la Realtà Ultima, cioè la Divinità che trascende ciò che possiamo concepire di essa.

Secondo il Maestro, la vibrazione del TAT prodotta mentre stimolavamo lo sguardo interiore, aveva la capacità di generare un’onda purificatrice e unificatrice della cui straordinaria potenza non avevamo assolutamente idea.

Tuttavia, va precisato ancora una volta, che non bisogna esagerare con tale pratica, ma “avanzare in essa” con dolcezza, senza scosse, senza sfide personali, per abituarci poco per volta alla nostra “parentela” con la Realtà Assoluta di cui il 6° centro si fa costantemente interprete.

Anche per questo Chakra la pratica va ripetuta per 7 giorni consecutivi.

❕ Per rispetto nei confronti dell’autore del libro e visto il costo contenuto del testo (abbordabile da tutti coloro che stanno facendo un percorso di crescita personale), il 7° e l’8° Chakra non verranno trattati qui sul blog.

Per questo suggerisco, vista la validità del metodo (se lo sentite adatto a voi), di acquistare il libro per averlo sempre a disposizione, completare gli ultimi due Chakra e poter eseguire la purificazione di tutti i centri nei tempi consigliati.

Trovi i link ai Chakra precedenti e alcuni approfondimenti sulla pratica nell’articolo: Il Metodo del Maestro Gesù – 8 esercizi per crescere spiritualmente.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal meraviglioso libro “Il metodo del Maestro Gesù” di Daniel Meurois.
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