✨ Tutti noi abbiamo in noi stessi la capacità di costruire un nuovo stato che ci permetta di entrare nella dimensione dell’Anima, una realtà di consapevolezza e beatitudine completamente diversa da quella che percepiamo nelle condizioni ordinarie.

Ma per fare ciò necessitiamo di una quantità notevole di energia.

All’inizio tale energia può essere ricavata semplicemente dalla drastica riduzione degli sprechi. L’essere umano infatti possiede già nella sua macchina-biologica l’energia necessaria a svolgere un lavoro su di sé, ma non ne può disporre perché la disperde continuamente in attività inutili o dannose.

Uno dei nostri primi obiettivi deve essere quindi il risparmio di energia. Questo ci consentirà di disporre della vitalità necessaria a fare ulteriori sforzi per il nostro Risveglio.

Come fare:

Per risparmiare energia dobbiamo “lottare” contro le abitudini che ci costringono a disperderla:

🔸a) Sprechiamo energia provando emozioni negative di ogni sorta: quando siamo in ansia, ci lamentiamo di qualcosa, ci arrabbiamo con qualcuno, siamo nervosi, depressi o gelosi.

🔸b) Sprechiamo energia lasciandoci ossessionare dall’immaginazione negativa: pensiamo a episodi spiacevoli che potrebbero accadere a noi o ai nostri cari, ricordiamo con rabbia o con piacere avvenimenti del passato, costruiamo dei dialoghi immaginari nella nostra testa, alimentiamo inutili fantasie di ogni sorta, realizzabili o irrealizzabili che siano.

🔸c) Sprechiamo energia utilizzando male il nostro corpo: nel compiere i movimenti contraiamo molti più muscoli di quelli necessari, assumiamo posture sbagliate, compiamo gesti superflui dettati dall’abitudine.

Ogni giorno disperdiamo una grande quantità di energia nella contrazione di muscoli che non sono interessati nel movimento che stiamo compiendo, oppure nella contrazione sproporzionata dei muscoli interessati in tale movimento.

Ad esempio, nel semplice atto di piantare un chiodo in una parete contraiamo un inimmaginabile numero di muscoli che non dovrebbero venire coinvolti in quell’atto: i muscoli del viso, delle spalle, delle gambe… e contraiamo sia i muscoli necessari che quelli non necessari con un’intensità sufficiente a trainare il vagone di un treno!

Le posture che assumiamo durante il giorno e il nostro modo di camminare sono scandalosamente disarmonici e anti economici. In particolare la contrazioni dei muscoli del viso, che non è quasi mai necessaria, accompagna tutte le nostre attività e causa una fuoriuscita continua di preziosa energia.

Ci sono molte persone che trascorrono l’intera giornata con la fronte aggrottata, lo sguardo corrucciato, la mandibola serrata; tanti digrignano i denti anche di notte.

Viviamo con i muscoli delle spalle – i trapezi – perennemente contratti. Se in questo momento portate la vostra attenzione alle spalle e provate a rilassarle le vi accorgerete di averle tenute contratte, senza motivo, fino ad ora.

Rientra nell’opera di economizzazione dell’energia portare periodicamente durante la giornata la nostra attenzione sui muscoli del volto e cercare di rilassarli.

Lo stesso deve essere fatto per il collo e le spalle. Ogni qualvolta che ce ne ricordiamo la postura che abbiamo assunto in un dato momento, per parlare, scrivere o per lavorare, deve essere osservata scrupolosamente, mettendo l’accento sui muscoli che non dovrebbero essere contratti invece lo sono, in quanto non siamo consapevoli del nostro corpo e questo è per noi quasi un estraneo.

Dobbiamo sorprendere la macchina-biologica mentre sperpera, a nostra insaputa, la preziosa vitalità di cui disponiamo.

Col passare dei giorni possiamo svolgere questo esercizio di osservazione almeno una volta ogni mezz’ora.

Osservare la nostra postura e decontrarre tutti i muscoli, compresi quelli facciali in qualunque posto ci troviamo, farà sì che in breve tempo vivremo in una costante stato di rilassamento e di attenzione vigile riguardo ai movimenti del nostro corpo. Allora finalmente sentiremo di stare vivendo il corpo in maniera cosciente.

A ogni nostra emozione negativa corrispondono: l’assunzione di una certa postura del corpo, una tipica espressione facciale e la contrazione di determinati muscoli.

Non è pensabile riuscire a mantenere uno stato di rabbia interiore e al contempo assumere, per esempio, la posizione della preghiera cristiana (inginocchiati con le mani giunte davanti al petto) o ancora le posizioni della meditazione orientale ( a gambe incrociate con la schiena dritta) e della meditazione egiziana (seduti su una sedia, schiena eretta, mani sulle ginocchia con i palmi rivolti verso il basso; questa posizione è anche detta “tronismos”)

Emozioni e atteggiamenti del corpo sono indissolubilmente legati fra loro, per cui attraverso la variazione della postura possiamo almeno temporaneamente risollevarci da un’emozione negativa.

Questo è un suggerimento che può risultare prezioso nei momenti difficili della nostra vita.

Buona osservazione!

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “La porta del Mago” di Salvatore Brizzi.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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