✨ Non tutta l’infelicità deriva dal corpo di dolore (vedi articolo). Una parte è infelicità nuova, che viene creata tutte le volte che non siamo allineati con il momento presente, quando in un modo o nell’altro stiamo negando l’Adesso.
Quando riuscite a riconoscere che il momento presente è sempre così com’è, ed è perciò inevitabile, potete dirgli interiormente un “sì” senza riserve e in tal modo non solo eviterete di creare ulteriore infelicità, ma avendo lasciato andare la resistenza interna, scoprirete anche tutto il potere che la Vita stessa vi porta.
L’infelicità connessa al corpo di dolore invece è sempre chiaramente sproporzionata rispetto alla sua causa apparente. In altre parole, si tratta di una reazione esagerata. È questo che consente di riconoscerla, anche se normalmente non da chi ne sta soffrendo.
Chi è il portatore di un corpo di dolore pesante trova facilmente delle ragioni per essere sconvolto, arrabbiato, colpito, triste o spaventato.
Cose relativamente insignificanti, a cui altri reagirebbero con una scrollata di spalle o che neppure noterebbero, diventa il motivo apparente di un intensa infelicità.
Queste cose non sono ovviamente la vera causa, ma agiscono piuttosto come un evento scatenante, dando nuova vita all’emozione accumulata in passato.
Il corpo di dolore e l’ego sono parenti stretti: hanno bisogno l’uno dell’altro.
Si interpreta e si reagisce all’evento o alla situazione scatenante attraverso lo schermo di un ego fortemente emozionale.
La reazione amplificata dalla struttura della mente egoica è ciò che il corpo di dolore vuole, è ciò di cui ha bisogno e di cui si alimenta.
Per una persona posseduta da un pesante corpo di dolore, è spesso impossibile tirarsi fuori dalla propria interpretazione distorta, dalla propria pesante “storia” emozionale.
Quando siete completamente intrappolati nel movimento del pensiero e nell’emozione che lo accompagna, tirarsene fuori e uno sforzo quasi impossibile perché non sapete che esiste un fuori.
Siete prigionieri nel vostro film o sogno, nel vostro proprio inferno. Per voi tutto questo è realtà e nessun’altra realtà è possibile. E per quanto vi riguarda, la vostra reazione è l’unica possibile.
Rompere l’identificazione con il corpo di dolore
Una persona con un corpo di dolore forte e attivo ha una particolare emanazione energetica che le altre persone percepiscono come estremamente sgradevole.
Quando si incontrano queste persone, alcuni vorranno immediatamente allontanarsi o limitare al minimo l’interazione con lui o con lei, perché si sentono respingere dal loro campo energetico;
Altri sentiranno un’ondata di aggressività, diventeranno sgarbati e attaccheranno lui o lei verbalmente o, in certi casi, anche fisicamente.
Questo significa che dentro queste persone c’è qualcosa che entra in risonanza con il corpo di dolore degli altri. Ciò a cui queste persone reagiscono in modo così forte è anche al loro interno: è il loro proprio corpo di dolore.
Non sorprende che le persone con un corpo di dolore pesante e frequentemente attivo si trovino spesso in situazioni conflittuali.
Naturalmente, qualche volta sono loro stessi a provocarle attivamente, ma altre volte invece non fanno proprio nulla. La negatività che emanano è sufficiente ad attrarre ostilità e a generare conflitti.
È necessario un elevato livello di Presenza per evitare di reagire incontrando qualcuno con un corpo di dolore così attivo.
Per quanto riguarda il vostro personale corpo di dolore, quando riuscite a riconoscerlo e lo vedete al suo sorgere, potete rapidamente imparare quali sono i fattori da cui è più frequentemente attivato, nel caso di certe situazioni o di cose che gli altri fanno o dicono.
Quando questi fattori si presenteranno, potrete riconoscerli immediatamente per quello che sono ed entrare in uno stato più elevato di vigilanza.
Nel giro di uno o due secondi potete anche notare la reazione emozionale che corrisponde all’attivarsi del corpo di dolore in voi, ma, nello stato di Presenza vigile, eviterete di identificarvi, il che significa che il corpo di dolore non potrà impadronirsi di voi e diventare la voce nella vostra testa.
Se in quel momento siete col vostro partner, potete dirgli o dirle: “Quello che hai appena detto, o fatto, ha attivato il mio corpo di dolore“. Stabilite col vostro partner un patto in base al quale tutte le volte che uno di voi dice o fa qualcosa che attiva il corpo di dolore dell’altro, ciò verrà fatto immediatamente notare.
In tal modo, il corpo di dolore non potrà più rivitalizzarsi attraverso i drammi della relazione e, invece di attirarvi nell’inconsapevolezza, vi aiuterà a diventare pienamente presenti.
Anche se siete da soli, tutte le volte che sarete presenti quando sorge il corpo di dolore, un po’ dell’energia emozionale negativa verrà, per così dire, bruciata, e quindi trasmutata in Presenza.
Il corpo di dolore rimanente si ritirerà rapidamente, in attesa di un’opportunità più favorevole per ripresentarsi, cioè quando sarete meno consapevoli.
Il corpo di dolore può avere una migliore opportunità quando perdete la vostra Presenza, magari dopo qualche bicchiere o mentre guardate un film violento, o semplicemente quando avete dato libero sfogo a pensieri di preoccupazione.
Perfino la più piccola emozione negativa, come l’essere irritati o ansiosi, può funzionare come porta di accesso per il ritorno del corpo di dolore.
Il corpo di dolore ha bisogno della vostra inconsapevolezza. Non può tollerare la luce della Presenza.
Il corpo di dolore come mezzo per risvegliarsi
A prima vista, può sembrare che il corpo di dolore sia il più grande ostacolo alla nascita di una nuova coscienza dell’umanità.
Si impossessa della vostra mente, controlla e distorce il vostro pensiero, disgrega le vostre relazioni, tende a rendervi inconsapevoli in senso spirituale, cioè totalmente identificati con la mente e l’emozione.
Insomma, fa accrescere l’infelicità vostra e del mondo.
Tuttavia, questa crescente infelicità produce una progressiva disgregazione nella vostra vita.
E questa alleanza sacrilega, alla fine si rompe, nei casi in cui il corpo di dolore diventa così pesante che le strutture egoiche della mente, invece di venire potenziate, subiscono un progressivo sgretolamento causato dai continui attacchi furibondi del carico energetico del corpo di dolore.
E proprio come un congegno elettronico può ricevere carica dalla corrente elettrica, può anche essere distrutto se il voltaggio è troppo alto.
Spesso le persone con un forte corpo di dolore raggiungono un punto in cui sentono che la propria vita sta diventando intollerabile, che non possono caricarsi di altro dolore, di altro dramma, ed è lì che il loro acuto dolore emozionale li spinge a disidentificarsi dal contenuto della loro mente che perpetua il sé infelice.
Allora capiscono che né la loro storia infelice né l’emozione che sentono è ciò che essi sono.
Invece di trascinarli nell’inconsapevolezza, il corpo di dolore diventa un fattore decisivo di Risveglio che li costringe a uno stato di Presenza.
Ogniqualvolta avvertono di essere scivolati in uno stato disfunzionale, sono in grado di scegliere di uscire volontariamente dall’identificazione con il pensiero e l’emozione e di entrare nello stato di Presenza.
E chi sta facendo questa scelta?
Una coscienza che è diventata cosciente di se stessa.
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Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Un nuovo mondo” di Eckhart Tolle.
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Grazie Este!!!!! Utilissimo scritto 🌠✨
Mi è arrivata tanta chiarezza illuminante
grazie di Cuore 💛✨🙏🏻✨
Un grande abbraccio 💗✨🌸