✨ Ci sono molte cose importanti nella tua vita, ma soltanto una ha un’importanza assoluta.

Ha importanza se hai successo o se fallisci agli occhi del mondo. Ha importanza se sei sano oppure no, se sei istruito oppure no… sì, tutte queste cose hanno importanza, ma un’importanza relativa, non assoluta.

C’è qualcosa di più importante di tutte queste cose, ed è trovare l’Essenza di chi sei, al di là di quell’entità effimera, di quell’effimero senso del sé personalizzato.

La pace non la trovi riordinando le circostanze della tua vita, ma comprendendo chi sei a livello più profondo. La reincarnazione non ti aiuta se nella prossima incarnazione non saprai ancora chi sei.

Tutta l’infelicità del pianeta deriva da un senso personalizzato del me o del noi. Quel senso personalizzato nasconde l’Essenza di chi sei.

Quando sei inconsapevole della tua Essenza interiore, finisci sempre per creare infelicità. Proprio così. Quando non sai chi sei, crei un sé costruito dalla mente come sostituto del tuo splendido Essere Divino e ti aggrappi a quel sé intimorito e bisognoso.

A quel punto, la tendenza a proteggere e potenziare quel falso senso del sé diventa la tua principale forza motivante.

Molte espressioni di uso comune, e talvolta la struttura stessa del linguaggio, rivelano che le persone non sanno chi sono. Dici “La mia vita”, o “Ha perso la vita”, come se la Vita fosse qualcosa che si può possedere o perdere.

La verità è che non hai una vita, ma sei Vita… l’unica Vita, l’unica Coscienza che pervade l’intero universo e che assume una forma temporanea per fare esperienza di sé come sasso o filo d’erba, come animale, persona, stella o galassia.

Riesci a sentire nel profondo che sai già tutto questo?

Molte cose della vita richiedono tempo: imparare qualcosa di nuovo, costruire una casa, diventare esperto in un settore, preparare una tazza di tè… il tempo è inutile, invece, per la cosa più essenziale della vita, l’unica che ha davvero importanza: la realizzazione di sé, che significa sapere chi sei al di là dell’io esteriore, al di là del tuo nome, del tuo aspetto fisico, della tua biografia, della tua storia.

Non puoi trovare te stesso nel passato o nel futuro. L’unico luogo in cui puoi trovare te stesso è Adesso.

I cercatori spirituali cercano la realizzazione di sé o l’illuminazione nel futuro. Se sei un cercatore, hai bisogno del futuro. Se ci credi, diventa vero: avrai davvero bisogno di tempo fino a quando capirai che non hai bisogno di tempo per essere ciò che sei.

Nel corso della tua esistenza, riesci a essere consapevole di te stesso come Consapevolezza in cui si dispiega l’intero contenuto della tua vita?

Dici: “Io voglio conoscere me stesso”.

Tu sei quell’Io. Tu sei quella Conoscenza. Tu sei la Coscienza attraverso la quale ogni cosa è conosciuta.

E quella Coscienza non può conoscere se stessa: è sé stessa.

Non c’è niente da conoscere oltre a questo, eppure da questo deriva ogni conoscenza.

L’io non può trasformarsi in un oggetto di conoscenza, di coscienza. Quindi non puoi diventare un oggetto per te stesso.

È proprio questo il motivo per cui prende forma l’illusione dell’identità egoica: perché mentalmente trasformi te stesso in un oggetto. Dici: “Questo sono io”, e cominci ad avere un rapporto con te stesso, e racconti la tua storia a te e agli altri.

Quando sai chi sei davvero, hai un senso di pace vivo e costante.

Puoi definirlo Gioia, perché la Gioia è proprio questo: una pace viva e vibrante.

È la Gioia di conoscerti come Essenza stessa della Vita, prima che la Vita prenda forma.

È la Gioia dell’essere, di essere chi sei veramente.

Così come l’acqua può esistere allo stato solido, liquido o gassoso, la Coscienza si può considerare “solidificata” come materia fisica, “liquida” come mente e pensiero, o senza forma come pura Coscienza.

La pura Coscienza è la Vita prima che si manifesti, e quella Vita guarda il mondo della forma attraverso i “tuoi” occhi, perché la Coscienza è ciò che sei.

Quando sai di essere questo, ti riconosci in ogni cosa.

È uno stato di assoluta chiarezza percettiva. Non sei più un’entità con un passato pesante che diventa uno schermo di concetti con cui interpretare ogni esperienza.

Quando percepisci senza interpretare, riesci a sentire cos’è che sta percependo. Dovendo descriverlo nei limiti del linguaggio, possiamo dire che c’è un campo di Quiete vigile in cui avviene la percezione.

Attraverso di “te”, la Coscienza senza-forma ha preso consapevolezza di se stessa.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Parole dalla Quiete” di Eckhart Tolle.
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