“La differenza fra quest’epoca e la Nuova Era che è in arrivo è tanta quanta quella fra il tempo in cui viviamo e la preistoria”.

✨ Meditare non vuol dire starsene seduti su un cuscino in attesa dell’Illuminazione, e nemmeno fuggire via dalla realtà.

È un modo per prendersi il tempo di comunicare con quella parte di noi che troppo spesso dimentichiamo, la nostra Anima Superiore.

Ricontattare la nostra Essenza usando la calma mentale non dovrebbe essere vissuto come una costrizione ma come un momento di gioia dedicato a questo incontro; un momento in cui essere presenti a Sé, che non vuol dire prendere le cose con calma, come attualmente detterebbe un certo tipo di moda, bensì un istante privilegiato per essere certamente anche più rilassati, ma soprattutto per ritrovare ciò che siamo in realtà: Esseri di Luce che abitano un corpo fisico.

Possiamo meditare in mille modi diversi: mettendoci davanti a un muro liscio, osservando i pensieri passare e lasciando che continuino la loro strada, camminando e facendo attenzione a ciascun passo, ammirando la Natura, respirando consapevolmente, lavando i piatti con presenza, dipingendo… ecc.

Non lasciamoci distrarre dal pensiero del dove meditare e della postura; non è necessario essere esperti, andrà bene qualsiasi posizione confortevole in cui la schiena sia dritta, così che le energie del Prana possano circolare in modo più fluido.

Se prestiamo attenzione al ritmo del respiro, se lasciamo che i pensieri se ne vadano invece di agganciarci ad essi o inseguirli, siamo pronti per la meditazione.

La nostra pratica di meditazione può cominciare con alcuni minuti di calma interiore al giorno; se ci spingiamo oltre senza preparazione e senza addestramento, corriamo il rischio di cadere nel sonno o di rimanere invischiati nei nostri pensieri parassiti.

All’inizio magari avremo l’impressione sottile di raggiungere la vacuità, di essere senza pensieri, e non ci renderemo conto che, il fatto stesso di farvi attenzione e di congratularci con noi stessi per questo, è già un pensiero.

Il nostro dialogo interiore potrebbe svolgersi in questo modo: “E’ abbastanza semplice fare il vuoto di pensieri”; “Anzi magari potrei esercitarmi un po’ di più”; “Da oggi vedrò di fare qualche ricerca su internet”; “Però, mi servirà un cuscino più duro”; “Ne avevo visto uno su quel sito… oltretutto era in sconto”…

A questo punto suonerà il gong della fine della meditazione, e accanto a noi ci saranno due compari soddisfatti di essere riusciti a impedirci di meditare: la mente ordinaria e l’ego!

In breve però, con un po’ di pratica e costanza, arriveremo a dilatare i momenti di silenzio tra un pensiero e l’altro, ricordandoci sempre più spesso di ritornare al respiro nel presente, senza dover seguire la mente e i suoi pensieri.

Continuiamo ogni giorno, senza mai stancarci, ad entrare in contatto con la parte più meravigliosa di noi: non c’è bisogno di trascorrere delle ore in questo compito.

Non deve diventare un obbligo, ma piuttosto una gioia: un momento di quiete assoluta che ci ristora, ci nutre e ci rigenera.

Non va dimenticato che l’Era in cui ormai ci troviamo è quella del Cuore: sta a noi sentire ciò che va bene per noi, trovando in questo gioia e piacere.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Piccolo manuale per un grande passaggio” di Anne Givaudan.
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