✨ Per coltivare la consapevolezza possiamo continuare a fare le solite cose di sempre: camminare, sederci, lavorare, mangiare, etc… con piena consapevolezza di ciò che stiamo facendo.

Quando mangiamo, dobbiamo sapere di stare mangiando. Quando apriamo una porta, dobbiamo sapere di stare aprendo una porta, la nostra mente deve stare con le azioni che compiamo!

Quando ci mettiamo in bocca un pezzo di frutta, l’unica cosa che ci serve è un pochino di consapevolezza per esserne coscienti: “Sto mettendo in bocca un pezzo di mela”.

È bene che la mente non sia da qualche altra parte. Se mentre mastichi pensi al lavoro, quello non è mangiare in consapevolezza.

Per aiutarci a rimanere presenti possiamo utilizzare i nostri sensi: osserviamo il colore e la forma del cibo, annusiamo il profumo, mastichiamo lentamente per gustare il sapore in tutte le sue sfaccettature; magari ascoltiamo anche il rumore che si produce mentre mastichiamo.

Se rimaniamo consapevoli possiamo vedere più in profondità, possiamo vedere ad esempio che dietro il pane c’è un campo di grano che ha avuto bisogno di nuvole e di luce solare; dunque in quella fetta di pane ci sono le nuvole, c’è il Sole, c’è il nutrimento della Terra, c’è il lavoro del panettiere… l’intero Universo ha concorso a far sì che possiamo avere in mano quel pezzo di pane.

Per raggiungere questa visione profonda non occorre tanto tempo, basta smettere di lasciare che la mente ci travolga con preoccupazioni, pensieri e progetti.

A volte mangiamo e non siamo consapevoli di stare mangiando: la nostra mente non è lì. E quando la mente non è presente mangiamo ma non sappiamo che sapore abbia il cibo.

La mancanza di consapevolezza è uno stato di dimenticanza e di noncuranza.

A volte mangiamo senza pensare al cibo che stiamo mangiando: pensiamo al passato o al futuro, oppure continuiamo a rimuginare su qualche preoccupazione o ansia. In questo modo mastichiamo le preoccupazioni, la paura, la rabbia e le trasferiamo nel cibo.

D’ora in avanti facciamo attenzione a non avvelenare il cibo.
Ritorniamo a provare gratitudine e gioia per ogni boccone!

Il nostro modo di mangiare influenza tutte le altre cose che facciamo nel corso della giornata.

Quando ti servi del cibo non devi far altro che respirare in consapevolezza e assaporare il fatto di essere seduto. Prima ancora di assaggiare il tuo pasto puoi già provare gioia e gratitudine. Hai l’opportunità di startene in pace.

Quando riesci a rallentare e goderti davvero il cibo che mangi, la tua vita assume una qualità molto più profonda.
Quando mangi in questo modo ne trai nutrimento non solo fisico ma anche spirituale.

Mangiare è un tempo di meditazione, importante quanto il tempo che si dedica alla meditazione seduta o camminata. È un’opportunità che ci consente di ricevere i tanti doni della Terra di cui altrimenti non beneficeremmo se avessimo la mente altrove.

Fai attenzione ad ogni boccone di cibo: mentre lo porti alla bocca, utilizza la consapevolezza per prendere coscienza che questo cibo è il dono dell’intero Universo.
Il Cielo e la Terra hanno concorso a farti arrivare questo boccone di cibo.

Mentre inspiri ed espiri in consapevolezza, ti basta un secondo o due per riconoscerlo.

Mentre mastichi non chiudere gli occhi e non tenerli bassi: puoi tenerli aperti, e se sei insieme ad altri renditi conto che sono lì, vivi e in buona salute.

Mangiare senza pensare, significa mangiare da persone libere. Siamo liberi perché non pensiamo al passato, al futuro, ai nostri progetti; siamo liberi di stare seduti, da soli o con persone a noi care, a goderci il pasto.

Per essere davvero presenti non bisogna limitarsi a spegnere il televisore o la radio che si ha in casa, bisogna che si spenga il dialogo e le immagini che scorrono nella mente.

In questo modo ci accorgiamo che per sentirci nutriti non occorre mangiare tanto. Quando accogliamo ogni forchettata di cibo con piena presenza rendiamo ogni boccone più vitale. Lo riempiamo di pace e di felicità, in questo modo rendiamo il pasto salutare e delizioso.

Anche preparare un pasto con consapevolezza renderà il cibo migliore, perché in quel pasto avrai messo la tua presenza, il tuo affetto e la tua cura, dunque le persone mangeranno il tuo amore.

Essere consapevoli che il nostro corpo e quello dei nostri cari dipendono dal cibo che stiamo preparando ci spingerà a cucinare cibi sani, pervasi del nostro affetto e della nostra attenzione consapevole.

Cerca di organizzarti la vita in modo da avere tempo ed energia quanto basta per cucinare con piacere e in tranquillità: l’energia dell’amore e dell’armonia che regna in cucina passerà nel cibo che cucini per te e per i tuoi cari.

🥗

Breve poesia da recitare al momento di mangiare, per poter vivere il pasto con più consapevolezza:

“In questo cibo
vedo chiaramente
la presenza dell’Universo intero
che sostiene la mia esistenza”.

💎 Vedi anche: Mangiare in consapevolezza – 2a parte

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal piccolo libro “Mangiare in consapevolezza” di Thich Nhat Hanh (mindfulness).
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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