✨ Nella descrizione dei corpi sottili, corpi su cui generalmente possiamo lavorare per portare guarigione, ci rifaremo qui alla cultura terapeutica Egizio-Essena, in quanto pur essendo precisa è molto semplice da assimilare.
Essa fa riferimento a 5 corpi:
🔹 il corpo fisico,
🔹 il corpo eterico, o vitale,
🔹 il corpo astrale, o emozionale,
🔹 il corpo mentale,
🔹 il corpo causale, o karmico.
Sebbene ci siano altri corpi sottili che trascendono il piano Causale dell’essere umano difficilmente si arriverà a doversi confrontare con essi nell’ambito delle pratiche di guarigione.
Vediamoli più nel dettaglio.
Il corpo fisico
Malgrado la complessità del suo funzionamento e la straordinaria intelligenza della Vita che in esso si esprime, il corpo fisico è l’anello meno fine della catena che costituisce un essere umano.
Con ciò non si intende dire ovviamente che esso sia trascurabile all’interno di questo approccio, anzi: il corpo fisico è considerato il fedele testimone di una forma di vita e di coscienza di origine Divina.
Il terapeuta lo affronterà dunque come una costruzione sacra, un vero e proprio Tempio.
Da qui l’importanza che gli antichi davano, per quanto possibile, alla bellezza del luogo in cui accoglievano i malati: “bellezza” non significava ricchezza ma purezza, la quale a sua volta si traduceva in semplicità e pulizia, tanto fisica quanto mentale.
Lo spazio terapeutico veniva dunque tenuto molto pulito, ed era consacrato per mezzo di un apposito rituale. L’accoglienza riservata alla persona e la sua comodità fisica erano elementi fondamentali per il processo di guarigione.
Il corpo eterico o vitale
Questo è il primo – il più denso dal punto di vista vibratorio- dei corpi sottili di ogni essere vivente; tanto denso e così vicino al corpo fisico che molti antichi terapeuti lo consideravano come la sua espressione più sottile: insomma, di natura quasi materiale.
Esso è composto da una quantità di elementi di natura energetica. Pur trattandosi di un’espressione essenzialmente sottile, il corpo eterico non è dotato di coscienza nel senso classico del termine: potremmo dire che fa da ponte tra i veicoli superiori e il corpo fisico, ed è il barometro dell’energia vitale di un organismo e lo “stampo” dal quale il corpo fisico prende forma e si addensa.
Non vi è cellula che non sia stata preformata dalla sua controparte eterica, sicché ogni organo fisico ha un suo doppio eterico che gli trasmette le proprie caratteristiche e la propria vitalità.
Il corpo eterico preesiste al corpo fisico, essendone la matrice più immediata.
Se in un contesto terapeutico non vi fosse un efficace contatto con il piano eterico, sarebbe vano volersi cimentare con realtà ancora più sottili del nostro organismo.
E’ molto importante capire che il corpo eterico, come un organismo a sé stante, è percorso da un reticolo molto complesso di canali energetici che ne costituiscono il sistema circolatorio e il sistema nervoso.
Questi canali, tradizionalmente chiamati Nadi (vedi articolo: Nadi e Chakra secondari), possono, ad una certa profondità, essere paragonati ai meridiani dell’agopuntura cinese.
La loro funzione è distribuire l’energia vitale sottile, di cui fa parte il Prana, in tutto l’organismo.
Essi si incrociano in zone precise del corpo, creando dei punti di forza: i Chakra, la cui conoscenza è indispensabile.
Inoltre, il reticolo dei Nadi mette in rapporto tra loro queste “centrali energetiche”, ossia i Chakra più importanti, distribuiti lungo l’asse dorsale.
Il corpo eterico è, tra i nostri corpi sottili, il solo che si trovi all’esterno del corpo fisico. Lo avvolge un po’ come se fosse un guanto, spesso mediamente due-tre centimetri.
Al di là di questa zona si esprime il prolungamento luminoso del corpo eterico, ossia l’aura eterica, anch’essa spessa qualche centimetro; è percepibile come una radianza di un color grigio-azzurro a volte lievemente argentato.
Il corpo astrale o emozionale
Diversamente dal corpo eterico, questo corpo è contenuto all’interno del corpo fisico, di cui sposa precisamente la forma.
Potremmo dire che è il primo dei nostri corpi sottili a far parte di quella realtà vibratoria “multistrato” che chiamiamo Anima.
E’ la sede delle emozioni, del nostro universo affettivo e di certi aspetti dell’autocoscienza legati all’affermarsi del nostro carattere. E’ dunque comprensibile che questo corpo sia teatro di un gran numero di movimenti e di “tempeste energetiche”. È un cantiere permanente, trattandosi della dimensione in cui si affinano la nostra sensibilità e i nostri talenti, tanto nel bene come nel “meno bene”.
Anche il corpo astrale è dotato di organi distinti, che a modo loro diventano palpabili. Ciascuno di questi organi è una “pre-matrice” rispetto all’organo eterico corrispondente, e ciò vale anche per i Nadi e i Chakra.
E’ sempre la dimensione più sottile, infatti, e tessere la trama di quella più densa.
❕ Quando si riesce a comprendere bene questa realtà, ci si rende meglio conto del perché uno stato emozionale sofferente possa influire sul funzionamento di un dato organo o apparato astrale, che trasmetterà l’informazione alla controparte eterica la quale, a sua volta, la comunicherà al proprio prolungamento fisico.
Rispetto alla medicina attuale che non tiene conto di tutte queste informazioni, tanto gli Egizi quanto gli Esseni avevano colto perfettamente il principio di questo scambio di informazioni, strutturando le loro terapie di conseguenza, ossia cercando di avvicinare il più possibile il trattamento alla fonte del problema.
Certi stati emozionali, certi tratti di carattere e atteggiamenti comportamentali naturalmente influiscono in modo particolare su un dato apparato, regolato a sua volta da determinati Chakra.
Quanto all’aura emozionale, ossia l’aura del corpo astrale, essa si proietta in modo naturale dall’interno del corpo fisico verso l’esterno, fino a 1,5 metri di distanza, anche se di solito si limita a un metro.
È senz’altro l’aura più spettacolare, che in alcune persone ricorda quasi la tavolozza di un pittore. La più piccola fluttuazione d’umore, il minimo stato d’animo, nonché le caratteristiche temperamentali trovano in essa la loro spontanea espressione.
Il corpo mentale
Come indica il nome, il corpo mentale è la sede dell’attività cerebrale della persona incarnata.
Anche questo corpo si trova all’interno del corpo fisico, anzi: energeticamente, si trova all’interno del corpo astrale. È l’azione congiunta e sempre più affinata di questi due corpi che ci permette di esprimere “l’Io”, di individualizzarci tanto da sviluppare una coscienza di sé degna di tal nome, che si estrae progressivamente dall’anima-gruppo che ci impone comportamenti gregari.
Diversamente dai due precedenti corpi sottili, il corpo mentale non è la riproduzione fedele della forma del corpo fisico, pur essendo partecipe della sua animazione: ha contorni meno definiti, più vaporosi, più soggetti a deformazioni, le quali si manifestano in base alle caratteristiche della “concettualità” dell’individuo.
Il funzionamento e il livello di perfezionamento del corpo mentale naturalmente influiscono sulle nostre capacità intellettuali e su certi aspetti dell’apprendimento potenziale e della memorizzazione cosciente.
Su questo piano del nostro organismo energetico, non si parla più di organi propriamente detti, e nemmeno di una rete di Nadi e Chakra; si parlerà invece di “zone sensibili” che potranno influire a loro volta su questo o quell’altra parte degli altri corpi: emozionale, eterico e fisico.
Queste zone sensibili hanno la particolarità di generare delle onde energetiche in base al ritmo della maggiore o minore attività cerebrale individuale, a volte sotto forma di scariche continue.
Se si tratta di scariche, e se queste si ripetono, perdurando nel tempo, si finisce per generare le cosiddette “forme-pensiero”, ammassi energetici permeati da un pensiero specifico, da una data presenza o evento.
Una “forma-pensiero” può naturalmente essere costruttiva, ma altre possono essere visibilmente tossiche e andrebbero disinnescate.
La tossicità di certe forme pensiero è tale che la loro massa energetica può effettivamente indebolire, proprio come accade con le infezioni, il corpo mentale, e da qui poi il corpo astrale e il corpo eterico in un punto preciso, in un dato organo o apparato.
Quando la tossicità raggiunge il livello eterico, compare un disturbo di funzionamento o una malattia.
L’aura mentale, naturalmente è l’espressione diretta dell’attività del corpo di cui è l’emanazione; si manifesta fino all’esterno dell’aura emozionale, a una distanza di circa 1,80 metri, qualche volta anche due metri, oltre il corpo fisico.
È abbastanza facile da percepire sotto forma di una nebbia globalmente gialla. Le sfumature del giallo andranno dall’acido ad un giallo grigiastro.
Alla luce di tutto questo, si comprende facilmente che la salute di una persona è risultato dell’equilibrio di questa sua realtà pluridimensionale. Si tratta di reazioni a catena che trasmettono da un corpo all’altro informazioni più o meno strutturanti o destrutturanti.
Il corpo causale
Scendiamo ora ancora più a fondo nell’essere umano.
All’interno della realtà vibratoria del corpo mentale ce n’è un’altra, il corpo causale; in un individuo incarnato, la forma di energia di questo corpo non assomiglia per nulla alla forma umana; è più come un guscio di luce ovoidale, il cui punto centrale è situato precisamente nel cuore.
Come indica il suo nome è il corpo delle cause, ossia delle memorie profonde: la sua dimensione energetica è responsabile di tutti i meccanismi derivanti dal nostro bagaglio karmico, per cui contiene tutte le informazioni originali che fanno sì che siamo così come siamo, sottoposti a determinate circostanze, a determinate prove.
La memoria causale, dunque, influenza nel bene e nel male tutti gli strati dell’essere, un po’ come un mazzo di carte sottili con cui dovremo giocarci al meglio la partita di tutta la vita.
Accedendo al corpo causale e riconoscendone la sua presenza si viene per forza in contatto con l’idea di reincarnazione.
Il nucleo di questo corpo, come abbiamo detto, si trova proprio nel cuore, senza distinzione di dimensione. La tradizione gli ha dato il nome di “atomo-seme”.
Dal punto di vista anatomico, è collegato al ventricolo sinistro: è un “atomo” costituito di Akasha puro, e va considerato come la memoria assoluta di qualsiasi forma di vita pensante e autocosciente.
In altri termini, questo campo, questo atomo è la nostra banca-dati centrale, o la cellula staminale che mantiene l’individuo direttamente collegato alla propria origine Divina.
Gli Egizi avevano per questo “atomo” la più grande venerazione, considerandolo il Sanctum Sanctorum del corpo umano.
Liberato dai suoi fardelli, corrisponde al “Sacro Cuore del Cristo” della tradizione Cristiana, ossia la porta d’accesso alla dimensione Divina dell’essere umano.
L’aura causale si estende parecchio oltre l’aura mentale; ha globalmente la forma di un trapezio (lato più corto in basso) sormontato da una sfera o da una semisfera. Di solito è di un bianco lunare e può proiettarsi fino a tre metri dal corpo fisico. La sua mobilità capta l’attenzione, ed è possibile scorgere per chi ha sviluppato i sensi psichici, volti che si manifestano, ricordi di memorie delle incarnazioni passate dell’individuo.
Augurandomi che questa lettura abbia chiarito la natura sottile che contraddistingue l’essere umano, vi invito a considerare queste informazioni in maniera concreta e quindi ad applicare nella vita quotidiana queste conoscenze, per ritrovare sempre più salute, leggerezza e splendore.
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Nuovo Atlantide delle Terapie Essene ed Egizie” di Daniel Meurois e M.Croteau.
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