✨ Tutte le persone che si interessano di guarigione energetica o praticano le terapie olistiche, si trovano a un certo punto davanti a questo dilemma: che cos’è la forza che invochiamo e che passa poi attraverso il nostro corpo e nelle nostre mani?
Da dove viene esattamente, e di che cosa è fatta?
C’è chi, per semplicità si accontenta di dire che si tratta di energia Universale, altri preferiscono parlare di energia Divina, optando per la credenza di una volontà superiore, e scegliendo così un approccio nettamente più mistico.
Per costoro è all’opera la connessione con il Divino, che si coltiva invitando la purezza in sé.
Gli Egizi e gli Esseni, ovviamente, appartenevano a questa categoria di terapeuti mistici, dal momento che le loro pratiche facevano chiaramente riferimento all’esistenza di un luminoso Universo, dispensatore di Amore assoluto e quindi di Armonia totale.
Ai loro occhi, ogni forma di vita si evolveva in seno ad una sorta di Sacro Oceano di Essenza Trinitaria.
All’epoca si viveva nel Divino, non ci si limitava a credere o a non credere,
Gli antichi avevano dedotto un sistema di pensiero e un approccio all’arte terapeutica fondati su una visione trinitaria dell’energia di guarigione, o più semplicemente dell’energia Vitale. Secondo tale sistema, l’energia di guarigione è il risultato dell’unione, in proporzioni variabili, di questi 3 elementi o princìpi:
🔸 Etere
🔸 Prana
🔸 Akasha
L’Etere
L’Etere costituisce lo stampo e il motore energetico fondamentale di tutto ciò che possiamo percepire; offre energia vitale nel senso più concreto del termine. Si esprime in quattro stati vibratori: l’Etere chimico, l’Etere riproduttivo, l’Etere luminoso, l’Etere specchio.
Tutti i sensitivi lo percepiscono globalmente di colore azzurrino, lievemente iridato, perciò gli antichi terapeuti ritenevano che il colore azzurro esprimesse il processo di incarnazione.
L’Etere è presente ovunque nel nostro mondo tangibile; tutto ne è impregnato: lo respiriamo, lo mangiamo, lo percepiamo, vi siamo immersi in ogni istante. L’Etere è dunque simile a un vero e proprio liquido amniotico, un liquido che accoglie in sé in proporzioni variabili, uno degli altri componenti della forza vitale: il Prana.
Il Prana
Anche il Prana si esprime in 4 stati vibratori. Sebbene generalmente si creda che il nostro organismo lo assorba principalmente attraverso il respiro, ciò avviene in molti modi diversi: attraverso il cibo, attraverso l’igiene corporea, un lavoro fisico equilibrato, la natura delle nostre emozioni, del nostro universo affettivo, dei nostri pensieri e, naturalmente, anche attraverso la natura del nostro impegno spirituale.
Vi sono dunque 4 modi di ricevere e polarizzare il Prana nell’organismo, ossia 4 modi di “colorarlo”, e poi assimilarlo più o meno bene.
La tradizione Egizia ed Essena parlava del Prana in quanto energia dell’Anima del Divino, proprio come l’Etere era considerato un’espressione del corpo del Divino.
Le modalità di assimilazione variano a seconda degli universi interiori, definiti da quattro tratti distintivi:
🔸 L’universo emozionale: si tratta della natura e della qualità delle emozioni che vengono vissute da un essere umano. Chi è incapace di controllare le proprie emozioni e le proprie pulsioni spesso respira male e nella contrazione del 3° Chakra viene indebolito non sono il Prana, ma vengono generate anche delle scorie energetiche.
🔸 L’universo affettivo: si tratta dell’universo dei sentimenti. Gli antichi terapeuti davano per scontato che l’onda pranica fosse influenzata dalla maggiore o minore elevazione dei sentimenti, oltre che dalle emozioni. Esiste dunque un Prana del cuore nel senso affettivo del termine, ossia uno strato di Prana che regge l’equilibrio dei sentimenti con potenziali ripercussioni sul muscolo cardiaco.
🔸 L’universo mentale: analogamente ai due precedenti, il nostro universo intellettuale personale sarà più o meno alimentato da una qualità di Prana specifica che influirà sullo stato della corteccia cerebrale, oltre che sulla quantità dei neuroni presenti. Questo strato cranico agisce dunque, in termini di velocità e qualità, sulla ricezione da parte del cervello delle informazioni che provengono dalla nostra coscienza.
🔸 L’universo sopra-mentale: la quarta funzione ha a che vedere con l’universo sopra-mentale. È poco noto perché oggi questo universo è allo stato embrionale nella maggior parte degli individui. Tuttavia esso incomincia a palesarsi. La sfera sopra-mentale corrisponde a uno stato di coscienza superiore che permette di unire armoniosamente ed efficacemente, durante l’incarnazione, l’intelligenza del cuore e l’Intelletto Superiore.
L’universo sopra-mentale è stato definito dal Cristo come l’universo di Tekla, con riferimento al nome che egli aveva dato all’8° Chakra, a quel tempo in fase germinativa in alcuni suoi discepoli.
Come avere accesso al ricevimento di questa qualità di Prana?
La risposta sta nella saggezza coltivata, nell’amore e nella purezza. Sul piano dell’aura, la fioritura di Tekla si manifesta con l’apparire di una sfera luminosa, di colore bianco argenteo molto vivido, a una cinquantina di centimetri sopra al corpo.
Questa sfera, che all’inizio si presenta come una piccola bolla di sapone, si allarga in funzione della maturità spirituale dell’individuo; si situa nella zona della fontana luminosa che sgorga dal 7° Chakra, per cui fa pensare ad una piccola sfera che danza sul getto di una fontana.
Il Prana di qualità sopra-mentale è al momento assimilabile solo da una piccola quantità di esseri umani.
Questa particolare dimensione del Prana conduce, ora, a parlare dell’Akasha, giacché deriva direttamente da esso. Proprio come abbiamo visto che il Prana circola nell’Etere in proporzioni variabili, bisogna capire ora che anche l’Akasha penetra nel Prana.
Non vi sono barriere insormontabili tra Etere, Prana e Akasha, così come non ve ne sono tra corpo fisico, anima e Spirito: queste dimensioni sono l’una il prolungamento dell’altra. Possiamo però dire che le loro proporzioni attive variano a seconda delle persone e dei luoghi (tanto gli Esseni quanto gli Egizi consideravano la Terra come un essere vivente nel pieno senso del termine, dotato di organi, apparati e chakra dalle molte funzioni).
L’Akasha
L’energia dell’Akasha è generata dallo Spirito del Divino: è, in un certo senso, l’emanazione Divina più diretta di cui possiamo beneficiare.
In altri termini, potremmo dire che l’Akasha è l’Essenza stessa della Luce allo stato limpido, la matrice spirituale assoluta di tutto ciò che è, la presenza dell’Uno che circola nell’universo degli universi.
Immergersi nell’intimo cuore dell’Akasha ci permette effettivamente di renderci conto che Esso è un ordito di fili madreperlacei che seguono intrecci molto ben organizzati.
Questi fili creano come delle ragnatele tridimensionali, che generano rosoni meravigliosi. Questi rosoni non sono fissi, ma in costante movimento, come se traducessero la più sacra danza matematica. Ad ogni incrociarsi di fili o filamenti, nasce come una Scintilla, un fiotto di Luce dorata tendente al rosa: se gli occhi dell’anima riescono ad avvicinarsi a uno di questi fiotti, si accorgono che si tratta in realtà di una cellula, con tanto di nucleo, nel cuore del quale è impresso un sigillo, una “lettera archetipica.”
Occorre comprendere che l’Akasha è il Divino allo stato puro, e che, partendo da questo presupposto, l’obiettivo della tradizione terapeutica Egizio-Essena è di condurre chi desidera seguirla a chiamare in sé, sempre più, quell’energia assoluta che è la Akasha.
I taumaturghi, persone eccezionali che trascendono tutte le scuole e tutte le pratiche, curano radicalmente con il semplice irradiarsi della loro amorevole presenza. La corrente di guarigione che attraversa i taumaturghi si esprime attraverso il colore viola, unione del blu e del rosso. E, quest’ultimo, il rosso, è il colore che rappresenta l’Akasha.
Come chiamare a sé e concentrare l’energia di guarigione?
Ecco 2 esercizi molto semplici che possono essere preziosi, da ripetere spesso. Furono messi a punto dai sacerdoti e dai monaci della tradizione Egizio-Essena per dilatare i Nadi e i Plessi, i quali sono le vie e gli snodi principali attraverso cui è chiamata a circolare l’onda di Guarigione.
Esercizi
Esercizio preparatorio:
Seduto comodamente con le mani a palmi in su appoggiate sulle ginocchia, chiudi gli occhi, concediti un momento di silenzio per riallinearti.
A questo punto riunisci lentamente le mani, in modo che i palmi formino, ciascuno, una sorta di semisfera.
Nell’avvicinare tra loro le mani, ti renderai conto che ciascuna, muovendosi, ha effettivamente raccolto un certo potenziale di energia vitale.
Quando le tue mani, a forma di coppa, sono a pochi centimetri l’una dall’altra, concentrati sullo spazio sferico che si viene a creare fra esse: sentirai subito che è costituito di una materia sottile, morbida, come una presenza palpabile nel palmo, come se tenessi in mano una sfera di Luce. Puoi colorare questa sfera di verde, di viola o di bianco.
In ultimo, quando senti che è il momento, avvicina al centro del petto le mani che contengono la sfera luminosa, come per offrire a te stesso l’energia di guarigione che si è appena condensata. Lascia che la sua forza ti compenetri, semplicemente; dopodiché rendi grazie al Divino per la sua azione dentro di te e attraverso di te.
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Circolazione Solare:
La posizione di partenza è la stessa dell’esercizio di prima.
Dopo esserti interiormente rilassato chiama una presenza di Luce che entri in te attraverso la sommità del capo: un raggio luminoso che inviterai a scendere lentamente fino a raggiungere il Chakra del Cuore.
Qui fai una pausa, sentilo presente nel centro del petto. È un richiamo alla pace, alla gioia.
Ora dirigi il raggio di Luce verso il tuo braccio sinistro: la sua energia vitale lo percorrerà dall’alto verso il basso. Sentilo uscire dalle dita della mano sinistra per dirigersi verso la mano destra.
L’estremità della mano destra riceve istantaneamente la corrente energetica, che risalirà il braccio destro dal basso verso l’alto fino a fare ritorno nel Chakra del Cuore per chiudere così il cerchio.
Ripeti questo movimento circolatorio della Luce tutte le volte che ne senti il bisogno, senza sforzarti: creerà in tal modo una circolazione energetica in senso orario che avrà l’effetto di dilatare i Nadi delle braccia, delle mani e del torace.
Questa pratica, chiamata circolazione solare, è un importante elemento all’interno delle terapie.
✨ Buon allenamento e buona Guarigione
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Nuovo Atlantide delle Terapie Essene ed Egizie” di Daniel Meurois e M.Croteau.
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