✨ In questo articolo parleremo dei Nadi, potremo così comprendere meglio il funzionamento del meraviglioso strumento che ci è stato offerto per questa esperienza terrena.
I Nadi sono dei “canali” attraverso i quali circola l’energia vitale nell’organismo sottile.
Gli Esseni e gli Egizi ne contavano circa 125 mila, ma il numero varia da una tradizione all’altra.
Questi canali, un po’ come i vasi sanguigni, non sono ovviamente tutti di pari importanza; il loro “calibro” varia in funzione della localizzazione e del ruolo che svolgono.
Alcuni, sul piano energetico, ricordano le arterie, altri le vene, altri semplicemente dei vasi sanguigni normali, altri ancora i capillari.
Resta il fatto che, tutti insieme, costituiscono un’immensa rete di alimentazione, disseminata in modo complesso ma estremamente preciso e logico sull’insieme dell’organismo sottile.
Essi hanno origine dai Chakra, di cui sono un po’ come prolungamenti nervosi, ricchi di diramazioni. Effettivamente, è proprio l’insieme Chakra-Nadi che permette al corpo eterico di strutturarsi, così da diventare lo stampo da cui emergerà e si svilupperà l’organismo fisico.
Non è difficile capire che lo stato più o meno buono dei Nadi principali, o di una grossa percentuale di essi, avrà delle conseguenze sullo stato di salute dell’individuo, e che, viceversa, operazioni chirurgiche non eseguite perfettamente, incidenti, una cattiva respirazione, un’alimentazione squilibrata e, in generale, una cattiva igiene di vita, spesso influenzano lo stato dei Nadi.
Come un vaso sanguigno o un nervo, un Nadi può rompersi, diventare poroso e può avere delle incrostazioni interne, con relative conseguenze, tanto numerose quanto varie.
Abbiamo parlato di rottura, porosità e incrostazioni: occorre sapere, tuttavia, che questi termini sono stati usati per comodità di studio, non potendo trovarne di migliori. In realtà, se vogliamo analizzare i Nadi in profondità, occorre capire che non sono dei veri e propri “tubi” attraverso i quali scorre l’energia vitale, bensì sono il solco lasciato dalla corrente Vitale che, tra mille sentieri, si fa largo nell’organismo eterico: essi sono dunque il Prana in azione diretta, e non una specie di guaina in cui circola “un fluido”.
La maggiore o minore buona “qualità” di questa forma di Luce, farà sì che il flusso possa generare, sulla sua superficie, una specie di “crosta “.
Quando essa si polarizza verso l’interno del flusso pranico, diventa compartecipe di un effetto di “ingorgo” dell’organismo eterico. Col tempo, perdurando e abbondando, la crosta finisce per polarizzarsi verso l’esterno del flusso panico; perde allora un po’ della sua materia, creando dei residui che prendono il nome di “scorie eteriche”, che vengono poi espulse dall’organismo sottile, così che finiscono per ristagnare più o meno a lungo nell’aura eterica, dove lasciano impronte grigiastre.
Bisogna sapere, infine, che l’ansia e lo stress agiscono sulla qualità del Prana che circola nell’organismo, e dunque partecipano anch’essi alla creazione, per non dire alla proliferazione, delle scorie eteriche.
I 3 Nadi principali
Soffermiamoci ora sui 3 Nadi principali, decisamente diversi dagli altri.
Parliamo, qui, dei Nadi che costituiscono l’asse dorsale. Non ha importanza quale nome dessero a loro gli antichi terapeuti, essendo oggi più semplice adottare quelli che l’oriente ci ha trasmesso, in uso ormai anche da noi da qualche decennio.
Si tratta di IDA, PINGALA e SUSHUMNA, che formano per certi versi una sorta di Trinità.

Ida è di polarità lunare, negativa; Pingala è solare, positivo, e Sushumna è la sintesi dei due.
Le Forza Celeste e la forza terrena vengono messe in moto dalla circolazione dell’Energia Vitale attraverso i 3 Nadi essenziali dell’asse dorsale e i Chakra.
L’energia Cosmica o Divina che unisce l’aspetto solare e quello lunare penetra dalla sommità del capo e poi scende nel corpo attraverso Sushumna.
L’intensità della penetrazione dipende dal livello di risveglio della coscienza dell’individuo, oltre che dal suo bagaglio karmico: questa importantissima corrente di energia o di Luce scenderà in modo più o meno fluido a seconda della dilatazione di Sushumna, ma anche a seconda dello stato di apertura dei Chakra che incontrerà sul suo cammino.
La corrente Divina, una volta giunta alla base della colonna vertebrale, nutrirà o stimolerà il primo Chakra e il suo famoso serbatoio di forza chiamato Kundalini. È qui che la corrente si scinde in due, ossia si ripolarizza per risalire simultaneamente lungo l’asse dorsale attraverso il canale sinistro (Ida) e quello destro (Pingala).
La forza lunare di Ida e quella solare di Pingala, nell’ascendere incontreranno inevitabilmente a loro volta i Chakra, che ne saranno stimolati uno a uno. Raggiunta la sommità del capo, i flussi di energia ascendente di Ida e di Pingala sgorgano all’esterno, creando quella sorta di Fontana luminosa che è facile percepire nel corso di una lettura dell’aura.
La potenza e il calibro di questa Fontana rappresentano il modo in cui la forza di Vita riesce a circolare nell’insieme della persona. Occorre ricordare che i Chakra non sono soltanto toccati e stimolati da queste due correnti verticali che circolano continuamente nei tre Nadi principali dell’organismo sottile, ma sono anche continuamente attraversati da una forza orizzontale, di natura più “terrena”, dalla parte posteriore verso la parte anteriore.
Questa forza, tuttavia, non è semplicemente una forza tellurica in senso lato: è comunque di origine Divina ed è globalmente una forza pranica, carica di una quantità di “treni di onde”, che risultano da tutte le fonti di inquinamento energetico create dall’attività umana, nonché dai “materiali vibratori” legati agli incontri e agli eventi della nostra vita.
La salute dell’individuo è dunque relativa al modo in cui egli è in grado di gestire ciò che tenta di farlo crescere sia verticalmente sia orizzontalmente. È qui che intervengono il libero arbitrio e la volontà personale, coniugati a necessità di ordine causale.
Sushumna, l’asse centrale, si allargherà in base e in funzione dell’evoluzione della coscienza individuale; simultaneamente aumenteranno le ondulazioni di Ida e Pingala fino a che si incroceranno, generando quell’ideale circuito di funzionamento che vediamo rappresentato sulle tavole classiche di anatomia sottile.
Diversamente da una credenza molto diffusa, l’energia Vitale, operando in favore del risveglio lungo il triplice asse dorsale, non apre i Chakra uno dopo l’altro dal basso verso l’alto. Per fare un esempio, un essere umano può avere un Chakra del cuore molto aperto e armonioso e avere un secondo Chakra che manca di energia.
Il dispiegarsi e l’equilibrio dei Chakra non ha nulla a che fare con la logica umana: avviene in funzione della nostra crescita interiore, sia in base alla comprensione intima che abbiamo della Vita, del nostro rapporto con gli altri, del nostro atteggiamento di fronte agli eventi, e in base alla potenza del nostro Cuore, nel senso spirituale del termine.
I disturbi o le malattie che si radicano in un corpo vanno letti come segnali d’allarme che lampeggiano su un cruscotto. Ci invitano a rintracciare, da un lato, il livello al quale ci rimandano, ma anche la natura dei “carburanti” che offriamo a noi stessi sul piano respiratorio, alimentare, emozionale, mentale e… spirituale.
In generale, i terapeuti Egizi ed Esseni ritenevano che la maggior parte dei problemi di salute fossero dovuti all’indebolimento o all’auto-avvelenamento dell’anima , parlavano allora di “mancanza d’amore”.
I chakra secondari o “sotto-chakra”
✨ Anche se la potenza di questi punti non si può paragonare a quella dei Chakra principali, potremmo definire i Chakra secondari come piccoli turbini, più o meno luminosi.
I cosiddetti sotto-chakra sono punti risultanti dall’incrocio dei Nadi principali. Su un piano sottile, funzionano come “porte” o “valvole” più o meno aperte, preposte alla regolazione del flusso dell’energia Vitale nell’organismo.
In una persona in buona salute, queste porte sono spalancate. Diversamente, qualsiasi ferita, disarmonia o malattia genererà delle “ritenzioni energetiche”, contribuendo alla contrazione e, a volte, persino all’ostruzione di certi sotto-chakra.
Conoscere bene la mappa dei Nadi principali del corpo umano condurrà automaticamente ad un approccio più agevole dei chakra secondari, sui quali è possibile agire con un una semplice pressione o un massaggio fatto con un dito, e dunque preciso, ben localizzato.
I massaggi in senso orario quando si tratta di dinamizzare la zona, ossia di richiamarvi il Prana, e in senso antiorario quando si tratta di aprire una porta, disperdendo le scorie energetiche accumulate.
Qualcuno può essere sorpreso all’idea di intervenire sull’organismo sottile esercitando una pressione sul corpo fisico, ma occorre ricordare che, il corpo eterico è molto vicino a quello fisico, e lo compenetra letteralmente per mezzo del sangue, il veicolo tangibile dell’energia sottile sacra che circola in noi.
Sollecitare l’afflusso sanguigno in un dato punto significa dunque richiamare sul posto un “rinforzo di Prana” sul piano eterico.
La pelle, in presenza di un sotto-chakra, presenta una lieve depressione, e dà una sensazione “diversa” sotto la pressione del dito.
La pressione può d’altronde rivelarsi un po’ dolorosa per chi riceve il massaggio. Percepire una zona lievemente concava sulla pelle o generare un piccolo dolore nel punto in cui dovrebbe essere presente un sotto-chakra, sono entrambi i segnali che è stato localizzato correttamente.
Il massaggio va sempre fatto con dolcezza e armonia tenendo conto della sensibilità di chi lo sta ricevendo.
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Meditazione consigliata: “Un viaggio di guarigione attraverso i Chakra“
Prossimamente sul blog: Nadi Shodhana – respirazione alternata per equilibrare Ida e Pingala
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Nuovo Atlantide delle Terapie Essene ed Egizie” di Daniel Meurois e M.Croteau.
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