✨ L’origine delle pratiche terapeutiche energetiche si perde nella notte dei tempi. Le antiche terapie Essene ed Egizie offrono una luce di guarigione che va in cerca della radice della sofferenza e non si limita a curare la parte malata: non proibiscono nulla, non costringono ad alcun dogma, ma aiutano a trovare la propria pace interiore e a guarire in profondità e in piena libertà.

Gli Egizi

✨ Il pensiero classico ha voluto tramandarci, dell’Antico Egitto, solo l’immagine di una civiltà superstiziosa, politeista, volta al culto di numerose divinità, correndo il rischio non solo di schematizzare, ma anche di dimenticarsi di uno dei periodi più affascinanti della vita di quel straordinario popolo sulle rive del Nilo, ovvero: la XVIII dinastia dei Faraoni Amenophis III e Aminophis IV, suo figlio, meglio conosciuto come Akhenaton.

Il tempio di Luxor, dall’architettura altamente simbolica che rappresenta il funzionamento energetico del corpo umano, conteneva, oltre a molti altri edifici, un insieme di corridoi e sale sotterranee, oggi scomparsi, o perché crollati o perché intenzionalmente ostruiti; questo insieme architettonico era dedicato agli incontri e alle ricerche dei sacerdoti e dei terapeuti che all’epoca avevano conseguito il massimo livello iniziatico, il cui compito, per ordine del Faraone, era raccogliere e strutturare nel modo più conciso e preciso possibile l’essenza della saggezza plurimillenaria del loro popolo, creando così una solida base di informazioni da trasmettere all’umanità.

Lì furono raccolte le informazioni e le modalità operative principali delle terapie che in quel tempo erano conosciute e in uso, e che oggi sono dette energetiche.

Fu grazie alla gigantesca riforma religiosa e filosofica intrapresa da Akhenaton che vennero raccolte e insegnate queste numerose informazioni sulle terapie: il compito venne affidato a sacerdoti-terapeuti provenienti da tutte le sponde del Mediterraneo, che all’epoca era sotto il dominio degli Egizi.

Che cosa accadde al faraone Akhenaton, ce lo racconta la storia: la sua riforma ebbe una breve fioritura e la sua città venne rasa al suolo.

Le informazioni sulle terapie raccolte e organizzate da alcuni di questi sacerdoti smisero allora di essere oggetto di insegnamento, se non in clandestinità e segretamente, già che facevano costantemente riferimento all’Unità di un Principio difficilmente compatibile con il culto che aveva preso piede in Egitto.

I pochi trattati di “medicina sottile” consegnati ai rotoli di papiro vennero dunque distrutti, e la diffusione della conoscenza di natura Solare, che era stata propria dei terapeuti della città di Akhenaton, si trasformò in una tradizione orale, tramandata unicamente da maestro a discepolo.

Gli Esseni

✨ Come rivelano gli Annali della Akasha, quando Mosè assunse la missione chiara di condurre gli Ebrei fuori dall’Egitto, con il pieno consenso del Faraone, alcuni sacerdoti Egizi, iniziati alle antiche terapie vibratorie, partirono con lui.

Gli Annali ci dicono anche che lo stesso Mosè era impregnato del principio Solare, Unico ed unificante, che aveva nutrito Akhenaton.

Fu così che la tradizione terapeutica strutturatasi per volere di Akhenaton e di suo padre venne trasmessa di nascosto al popolo ebreo o, più precisamente, ad alcuni suoi mistici.

Questi ultimi, nei secoli, si sarebbero raggruppati costituendo, a poco a poco, una società a parte, che avrebbe infine dato i natali alla Fratellanza Essena.

Questa Fratellanza, o confraternita, a sua volta subì una scissione: alcuni suoi membri optarono per un’esistenza monastica fortemente ascetica (il ramo di Qumrân), gli altri per una vita più libera, in piccole comunità, riunite in villaggi.

Quanto al celebre monastero del Krmel (Monte Carmelo in alta Galilea), era un antico tempio Egizio costruito sotto Amenophis III, e si situava a metà strada tra le due tendenze: le conoscenze mediche iniziatiche egizie che erano state veicolate da Mosè e dai suoi trovarono protezione fra le sue mura possenti, e furono insegnate a giovani Esseni scelti con cura.

Gesù, Jeshua ancora bambino, per esempio, studiò al Krmel, e quel soggiorno fu una prima preparazione al ruolo taumaturgico che avrebbe svolto in seguito, una volta compenetrato dalla coscienza del Cristo.

Le tradizioni terapeutiche Egizie ed Essene sono così un’unica grande tradizione, un unico corpus di conoscenze che semplicemente si è spostato da una cultura all’altra, passando attraverso degli Iniziati che parlavano la stessa lingua fondamentale: quella dello Spirito.

Questi Iniziati, infatti, Esseni o Egizi che fossero, erano prima di tutto investiti di una missione attribuita loro dalla cosiddetta “Fratellanza Bianca di Shamballa”, dove per “bianca” si intende la Luce Cristica che sintetizza in sé tutti i colori dell’arcobaleno.

Che potessero esserci alcune differenze di sensibilità fra i sacerdoti Egizi e i monaci Esseni è abbastanza normale: erano separati da più di un millennio di storia. Resta il fatto che entrambe le culture furono permeate dal medesimo concetto di Vita, una Vita che anima il corpo umano nella sua relazione con il Divino, con la dimensione sottile, e con la conoscenza di ciò che unisce materia, anima e Spirito.

In che cosa il loro approccio si diversificava?
Nel modo in cui affrontavano il corpo fisico. Più concretamente, gli Egizi non temevano il contatto con il corpo; la vita del corpo, il fatto di toccarlo, erano per loro qualcosa di naturale, elementi semplici e importanti dell’atto terapeutico.

Gli Esseni, invece, trovandosi nel contesto della religione ebraica, si mostravano un po’ più distanti rispetto al corpo, tanto da coprirlo con un lenzuolo di lino anche mentre lo curavano.

Un punto in comune è invece l’uso degli oli (per lo più consacrati) che faceva parte degli stessi protocolli di cura: tanto gli Esseni quanto gli Egizi attribuivano agli oli la duplice funzione di facilitare naturalmente lo spostamento delle mani sul corpo in certe tecniche terapeutiche, ma soprattutto di amplificare o polarizzare l’azione dell’onda energetica di guarigione offerta al malato.

Anche la metodologia di preparazione degli oli era la stessa in Egitto e in terra di Palestina: il principio dell’unzione era comune ai due popoli. Possiamo dunque dire che esisteva un unico linguaggio terapeutico comune ai sacerdoti-terapeuti di Alessandria e ai monaci del Carmelo, più di 2.000 anni fa; erano imbevuti della stessa visione

Questa percezione, questa conoscenza del Sacro, all’origine di tutte le espressioni della Vita, non possono infatti essere collegate ad altro che non sia Universale e Atemporale: non vi è dunque da stupirsi se oggi esse riemergano con tanta forza, trovando un ruolo nella nostra società.

Oggi buona parte del mondo, strangolata dagli eccessi del materialismo, aspira sempre più consapevolmente a riscoprire le leggi profonde che uniscono l’essere umano alla sua natura sottile, per non dire Divina.

Non si tratta ovviamente di un ritorno al passato, ma, al contrario, della necessità di allargare i campi della coscienza e procedere in avanti.

L’affascinante riscoperta delle conoscenze terapeutiche degli Esseni e degli antichi Egizi, ha fatto di loro, ad alcuni millenni di distanza, i portavoce privilegiati di quel qualcosa che, in noi, conosce da sempre l’esistenza di una anatomia sacra dell’essere, e desidera che avvenga la Riconciliazione.

“Riconciliazione” è un termine che prenderanno a cuore tutti coloro che sono sensibili all’Essenza e al contenuto pratico, filosofico e spirituale di queste tecniche. La riconciliazione sottointende la creazione di ponti, spazi di comunicazione, di scambio.

Sono e saranno sempre più numerosi negli anni a venire i medici aperti ad un approccio alla salute che includa il contenuto di queste pratiche, anche se non sempre potrà essere detto apertamente.

Ci stiamo dirigendo verso un tipo di guarigione che contempla una visione globale e olistica dell’individuo, i tempi sono maturi per ritrovare lo spirito che animava gli antichi guaritori.

“Ci sono forse centomila sentieri che conducono all’Eterno, ma, un giorno o l’altro, tutti si incrociano in un solo punto: quello del Cuore”.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Nuovo Atlantide delle Terapie Essene ed Egizie” di Daniel Meurois e M.Croteau.
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