✨ Da dove viene l’usanza di rappresentare gli Angeli con le ali? Qual è il loro significato?

Questo modo di rappresentarli deriva da una scienza antichissima che riguarda l’essere umano e i suoi centri sottili.

I grandi Iniziati del passato sapevano che sulla schiena, a livello delle spalle, l’essere umano possiede due centri molto potenti.

Quei centri, situati nei corpi eterico e astrale, sono in grado di provocare dei vortici, che permettono a chi ha saputo svilupparli, di spostarsi nello spazio.

Nel nostro corpo, questi centri sottili sono in grandissimo numero. Per esempio, quando contemplate il sorgere o il tramonto del sole, assorbite la sua luce attraverso un centro che è situato sopra la milza.

Il sole ci invia la sua energia che giunge a noi sotto forma di minuscole sfere luminose. Questo centro assorbe dunque la luce solare e la scompone nei sette colori, che sono quelli del prisma.

Poi invia i sette raggi nell’organismo distribuendoli nei vari organi.

Il rosso può rinforzare oltre al corpo, anche il sistema nervoso. Una persona che è stanca a livello nervoso, è carente di rosso e può migliorare il suo stato concentrandosi su questo colore.

Da parecchi millenni gli iniziati dell’India insegnano che, al di là del corpo fisico, nei corpi eterico e astrale l’uomo possiede dei centri sottili situati lungo l’asse della colonna vertebrale.

Questi centri vengono chiamati Chakra (che in sanscrito significa “ruota” o anche “loto”).

I Chakra

Dal basso verso l’alto sono:

– alla base della colonna vertebrale: Muladhara, loto dai 4 petali (forza vitale)

– al di sopra degli organi genitali: Svadhisthana, loto dai 6 petali (forza creatrice).

– nella regione dell’ombelico e del plesso solare: Manipura, loto dai 10 petali (coscienza collettiva).

– nella regione del cuore: Anahata, loto dai 12 petali (amore universale).

– sul lato anteriore della gola: Visuddha, loto dai 16 petali (saggezza).

– tra le due sopracciglia: Ajna, composto da due grandi petali, divisi a loro volta in 48 petali ciascuno: in totale 96 petali (chiaroveggenza).

– alla sommità del capo (detto anche chakra della Corona): Sahasrara, il loto dai mille petali (onnipotenza e libertà). In realtà ne ha 960, che racchiudono al centro una corolla di 12 petali, quindi in totale 972.

I 12 petali centrali sono di colore giallo oro, mentre gli altri 960 sono viola. Le due corolle girano in senso inverso l’una rispetto all’altra.

Nel corpo fisico non si può trovare alcuna traccia di questi centri spirituali perché sono situati nel corpo eterico. Tuttavia gli organi del nostro corpo sono sottoposti alla loro influenza.

Ogni Chakra è un sistema molto delicato, dotato di ingranaggi di una finezza estrema. L’energia Kundalini è in grado di regolare quegli ingranaggi e di metterli in funzione.

Nel momento in cui un Chakra inizia a girare con intensità adeguata, si manifestano le facoltà e i poteri che lo caratterizzano.

I Chakra si differenziano l’uno dall’altro in base al colore e al numero di petali, ossia al numero e l’intensità delle loro Vibrazioni.

Due esercizi per sviluppare e armonizzare i Chakra

✨ Per sviluppare il chakra della gola, Visuddha, potete ogni tanto consacrare la vostra meditazione semplicemente ad ascoltare, senza pensare… e cercate di udire la voce della saggezza, la voce degli Spiriti Luminosi.

Ovviamente i primi giorni, le prime settimane, forse non udirete nulla; ma se perseverate nel praticare l’esercizio, finirete per udire la voce interiore, la dolce “voce” di Dio… a volte viene chiamata la voce del silenzio, tanto è fine e sottile, ma il giorno in cui riuscirete a udirla, tutto il vostro essere fremerà… non ci sono parole per esprimere che cos’è quella “voce”.

✨ Per sviluppare il chakra del terzo occhio, Ajna, immaginate di vedere con il vostro occhio interiore la Terra, il Cielo, lo spazio con le innumerevoli creature che lo abitano, e tutti i mondi visibili e invisibili.

Li guardate così, semplicemente, con molto amore, e già state risvegliando la vostra Visione Spirituale.

✨ Un altro esercizio valido per tutti i chakra è il canto. Il canto produce onde che fanno vibrare i centri sottili nell’uomo. Ovviamente non si tratta di cantare qualunque cosa o in qualsiasi modo.

Solo le vibrazioni prodotte da canti profondi e mistici, eseguiti con la consapevolezza della forza spirituale che essi rappresentano, possono cominciare a risvegliare quei centri addormentati.

Questi esercizi sono innocui, potete praticarli senza pericolo. Non vi accadrà mai niente di male se cercate di udire la voce Divina. Fate come se ascoltaste con le vostre due orecchie, ma in realtà sarà un Terzo Orecchio a risvegliarsi.

E la stessa cosa avverrà se cercate di contemplare le meraviglie del mondo invisibile: sarà il Terzo Occhio ad aprirsi.

Così, ogni giorno, poco alla volta, percorrerete un cammino straordinario che, se saprete perseverare, vi condurrà all’illuminazione.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Centri e corpi sottili” dagli insegnamenti di Omraam Mikhaël Aïvanhov.
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