✨ Siccome gli esseri umani si sono identificati sempre di più con la mente, la maggior parte delle relazioni non è radicata nell’Essere e dunque si trasforma rapidamente in una fonte di dolore ed è dominata da problemi e conflitti.
Se le relazioni alimentano gli schemi mentali egoici, ingigantendoli e attivando il corpo di dolore, come accade in questo periodo, perché non accettare questo passo invece di eluderlo?
Perché non collaborare invece di evitare le relazioni o continuare a inseguire il fantasma di un partner ideale come risposta ai problemi o come mezzo per raggiungere l’appagamento?
Il riconoscimento e l’accettazione dei fatti comporta anche un certo grado di libertà. Per esempio, quando sai che c’è disarmonia e accogli questo “sapere”, introduci un nuovo fattore e quindi la disarmonia non può restare invariata.
Quando sai di non essere in pace, il tuo sapere crea uno spazio di quiete che avvolge l’assenza di pace in un abbraccio tenero e amorevole e poi la trasforma in pace.
Per quanto riguarda la trasformazione interiore, non c’è nulla che tu possa fare. Non puoi trasformare te stesso, e sicuramente non puoi trasformare il partner o chiunque altro. L’unica cosa che puoi fare è creare uno spazio affinché la trasformazione abbia luogo, affinché la Grazia e l’Amore facciano il loro ingresso.
Perciò, ogni volta che la relazione non funziona, ogni volta che tira fuori la follia da te e dal partner, rallegrati. Quel che era inconsapevole viene portato alla luce. È un’opportunità di salvezza.
In ogni istante accogli il sapere di quel momento, in particolare riguardo al tuo stato interiore. Se c’è rabbia, sappi che c’è rabbia. Se c’è gelosia, atteggiamento difensivo, ricerca del conflitto, bisogno di avere ragione, un bambino interiore che pretende amore e attenzione, o un dolore emotivo di qualsiasi genere, di qualunque cosa si tratti, sappi qual è la realtà di quel momento e accogli quel sapere.
La relazione con l’altro diventa allora la tua pratica spirituale. Se osservi un comportamento inconsapevole nel partner, custodiscilo nell’abbraccio amorevole del sapere, in modo da non reagire.
Inconsapevolezza e sapere non possono coesistere a lungo, anche se il sapere è solo in te e non nell’altro, che agisce sulla spinta dell’inconsapevolezza.
La forma energetica che si nasconde dietro l’ostilità e l’attacco trova assolutamente intollerabile la presenza dell’amore.
Se reagisci all’inconsapevolezza del partner, diventi inconsapevole a tua volta. Ma se poi ricordi di sapere cos’è la tua reazione, nulla è perduto. Mai prima d’ora le relazioni sono state così problematiche e conflittuali.
Come forse avrai notato, non servono a renderti felice o appagato. Se ti ostini a perseguire l’obiettivo della salvezza attraverso una relazione, andrai incontro a continue delusioni. Se invece accetti che la relazione serve a renderti consapevole anziché felice, allora sì, troverai la salvezza e ti alleerai con la Consapevolezza Superiore che vuole espandersi in questo mondo.
Chi invece rimane aggrappato ai vecchi schemi conoscerà soltanto un nuovo dolore, violenza, confusione e follia.
Quante persone servono per trasformare la vita in una pratica spirituale?
Non importa se il partner non collabora. La salute mentale, la consapevolezza, può entrare in questo mondo solo attraverso di te.
Non occorre aspettare che il mondo rinsavisca, o che qualcun altro diventi consapevole, per raggiungere l’Illuminazione. Potresti aspettare per sempre.
Non accusatevi a vicenda di essere inconsapevoli. Non appena iniziate a litigare, vi identificate con una posizione mentale e difendete non solo quella posizione, ma anche il vostro senso del sé. L’ego assume il comando. Siete diventati inconsapevoli.
Talvolta può essere opportuno sottolineare alcuni aspetti dei comportamenti del partner. Se sei molto attento, molto presente, puoi farlo senza coinvolgere l’ego, senza incolpare, accusare o dar torto all’altro.
Quando il partner si comporta inconsapevolmente, sforzati di rinunciare a ogni giudizio. Il giudizio consiste nel confondere il comportamento inconsapevole di una persona con la sua identità, o nel proiettare la tua inconsapevolezza su un’altra persona e scambiarla per la sua identità.
Rinunciare al giudizio non significa non riconoscere la disfunzionalità e l’inconsapevolezza quando le vedi. Significa “essere il sapere” anziché “essere la reazione” e il giudice.
Allora sarai talmente libero dalla reazione, o magari potrai reagire ma continuando a essere il Sapere, collocandoti così in quello spazio in cui osservi la relazione e lasci che esista.. invece di combattere l’oscurità, porti la luce. Invece di reagire all’illusione, vedi l’illusione e allo stesso tempo guardi oltre.
Essere il Sapere crea uno spazio trasparente di amorevole presenza che permette a tutte le cose e le persone di essere come sono. Non esiste catalizzatore più efficace per la trasformazione.
Se adotti questa pratica, il tuo partner non potrà rimanere inconsapevole stando con te. Se entrambi concordate che la relazione sarà la vostra pratica spirituale, tanto di guadagnato. In questo caso potrete esprimere reciprocamente i vostri pensieri e sentimenti appena si presentano o appena si manifesta una reazione, in modo da non creare un intervallo temporale in cui un’emozione inespressa o un rancore non riconosciuto possano esacerbarsi e amplificarsi.
Impara a esprimere ciò che provi senza accusare
✨ Impara ad ascoltare il partner in modo aperto, senza metterti sulla difensiva. Lasciagli spazio per esprimersi. Sii presente.
Accusare, difendersi, attaccare: tutti gli schemi progettati per rafforzare o proteggere l’ego o per soddisfarne i bisogni, diventeranno superflui.
Dare spazio agli altri, e a te stesso, è fondamentale. Altrimenti l’amore non può prosperare.
Quando avrai eliminato i fattori distruttivi delle relazioni, quando il “corpo di dolore” si sarà trasformato e smetterai di identificarti con la mente e con le posizioni mentali, e se il partner farà la stessa cosa, sperimenterai la beatitudine che la fioritura della relazione ti regala.
Anziché riflettere a vicenda il dolore e l’inconsapevolezza, anziché soddisfare i reciproci bisogni egoici di dipendenza, rispecchierete reciprocamente l’amore che sentite nel profondo, quello che deriva dalla realizzazione dell’Unità con tutto ciò che è.
Questo è l’amore che non ha opposti.
Se il partner si identifica ancora con la mente e con il corpo di dolore mentre tu sei già libero, sorgerà un enorme difficoltà… non per te ma per lui o lei.
Non è facile vivere con una persona illuminata, o meglio, è così facile che l’ego lo trova estremamente minaccioso.
Ricordati che l’ego ha bisogno di problemi, conflitti e “nemici” per rafforzare il senso di separatezza da cui dipende la sua identità; la mente del partner non illuminato sarà profondamente frustrata perché le sue posizioni rigide non incontrano resistenza, il che significa che diventeranno deboli e traballanti, e c’è persino il “rischio” che crollino del tutto, determinando la perdita del sé.
Il corpo di dolore pretende un riscontro e non lo riceve. Il bisogno di litigi, drammi e conflitti non viene soddisfatto.
Supera anche la relazione con te stesso
✨ Illuminato oppure no, sei un uomo o una donna, perciò non sei completo a livello dell’identità di forma. Sei una metà del tutto. Questa incompletezza è percepita come attrazione maschio-femmina, come attrazione verso la polarità energetica opposta, indipendentemente dal grado di consapevolezza. Ma in questo stato di connessione interiore, percepisci questa attrazione sulla superficie o alla periferia della tua vita.
Questo non significa che non ti relazioni profondamente con altre persone o con il partner, anzi, puoi riuscirci solo se sei consapevole dell’Essere.
Provenendo dall’Essere, sei in grado di puntare l’attenzione oltre il velo della forma. Nell’Essere, maschio e femmina sono una cosa sola. La tua forma potrebbe continuare ad avere certi bisogni, ma l’Essere no. E’ già completo e integro. Se questi bisogni vengono soddisfatti è magnifico, ma quell’eventuale soddisfazione non fa la minima differenza per il tuo stato interiore profondo.
Quindi, se il bisogno della polarità maschile o femminile non viene soddisfatto, può darsi che una persona illuminata provi un senso di mancanza o di incompletezza sul piano esteriore del suo essere, ma allo stesso tempo sia totalmente completa, appagata e in pace dentro di sé.
Se non ti senti a tuo agio quando sei da solo, cercherai una relazione per nascondere il disagio. Puoi stare certo che il disagio si ripresenterà in qualche altra forma all’interno della relazione, e probabilmente darai la colpa al partner.
In realtà, ti basta accettare pienamente questo momento. A quel punto sarai a tuo agio nel qui e ora e a tuo agio con te stesso.
Ma è proprio necessario che tu abbia un rapporto con te stesso?
Perché non puoi semplicemente ESSERE te stesso?
Quando hai una relazione con te stesso, ti spacchi in due: “io” e “me”, soggetto e oggetto. Questa dualità creata dalla mente è la causa principale di tutte le complessità inutili, di tutti i problemi e i conflitti della tua vita.
Nello stato di illuminazione, tu sei te stesso: il “tu” e il “te stesso” si fondono. Non ti giudichi, non ti piangi addosso, non sei orgoglioso di te, non ti ami, non ti odi e così via.
La frattura provocata dalla consapevolezza auto-riflessa guarisce, la sua maledizione scompare subito, non c’è più un “sé” da proteggere, difendere o alimentare.
Quando sei illuminato, c’è una relazione che non hai più: quella con te stesso. Una volta che l’hai superata, tutti gli altri rapporti saranno relazioni d’Amore.
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Come mettere in pratica il potere di Adesso” di Eckhart Tolle.
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Gratitudine cara Anima di Luce 💜✨💎
Ma grazie 🙏🏻🫂 che dire … puntuale come la sveglia di mattina ❤️ questo insegnamento mi serve proprio tanto. Grazie Este