La ferita da RIFIUTO genera la maschera del FUGGITIVO.
✨ Il Rifiuto è una ferita profondissima, perché la persona che ne soffre si sente respinta in tutto il suo essere, e soprattutto nel suo diritto ad esistere. Può essere presente in ognuno di noi a diversi gradi di intensità, per alcuni sarà molto evidente per altri appena percettibile.
Inoltre è possibile che, anche inconsapevolmente, ci siamo già accorti di determinati meccanismi interiori e abbiamo già iniziato il processo di guarigione della Ferita.
Fra le 5 ferite principali è la prima che si manifesta, ed è presente nella vita di una persona molto precocemente.
Nella primissima infanzia, oltre ai casi evidenti in cui il rifiuto di un genitore verso il figlio è evidente e palesemente mostrato, accade molto spesso che l’intenzione del genitore non è quella di respingere il bambino, ma che malgrado tutto il piccolo non perda occasione per sentirsi rifiutato, vuoi a causa di osservazioni sgradevoli, vuoi quando un genitore si spazientisce o si incollerisce.
Se l’anima di questo bambino non ha risolto il senso di rifiuto, ovvero se non riesce a sentirsi a proprio agio, a rimanere sé stesso malgrado il rifiuto, necessariamente alimenterà questa ferita.
L’anima che torna sulla Terra con lo scopo di risolvere questa ferita vive il rifiuto fin dalla nascita, e a volte addirittura prima.
Fintanto che una ferita non è guarita è molto facile che si riattivi.
La persona che si sente rifiutata, anche in età adulta, interpreta gli eventi attraverso il filtro della sua ferita e si sente respinta anche quando non lo è.
Appena il piccolo comincia a sentirsi respinto, inizia a costruirsi la maschera del FUGGITIVO. Questa maschera è la nuova personalità, il carattere che viene sviluppato per evitare di soffrire.
La ferita da rifiuto
Come si presenta il corpo di una persona con questa ferita:
Tale maschera si riconosce fisicamente dal corpo, che è esso stesso “fuggitivo”, ovvero pare voler scomparire del tutto o in parte.
Il corpo si mostrerà striminzito, contratto, cosa che ne rende più facile la scomparsa, diventando quasi invisibile, tanto da non essere notato all’interno di un gruppo. Saranno presenti caviglie e gambe sottili pronte a fuggire. Il corpo verrà mantenuto leggero per facilitare la ‘fuga’ in caso di bisogno.
Si ha inoltre l’impressione che la persona sia come chiusa su se stessa. Le spalle si incurvano in avanti, le braccia sono spesso incollate al corpo. C’è anche un’impressione di blocco nella crescita fisica, o in una parte del corpo. È come se una parte di esso non avesse la stessa età del resto, oppure, quando è tutto il corpo ad essere contratto, si ha l’impressione di vedere un adulto in un corpo da bambino.
Si tratta di un corpo che non vuole occupare troppo spazio, esattamente come la persona che abbiamo definito “fuggitivo”, che per tutta la vita cercherà di occuparne il meno possibile.
Quando si ha l’impressione che non ci sia quasi carne attaccata alle ossa, come se la pelle fosse letteralmente incollata allo scheletro, possiamo dedurne che la ferita del rifiuto è ancora più profonda.
Il fuggitivo è una persona che dubita del proprio diritto di esistere, e che non sembra essersi incarnata appieno.
Le ferite possono manifestarsi con varie intensità, quando una persona possiede tutte le caratteristiche descritte sopra, la sua ferita da rifiuto è molto profonda.
Se solo una parte del corpo corrisponde alle caratteristiche del fuggitivo, la ferita da rifiuto è meno profonda.
La prima reazione di una persona che si sente rifiutata è la fuga: il bambino che si sta creando questa maschera vivrà molto spesso in un suo mondo immaginario, si divertirà da solo nel suo universo immaginario e tuttavia, questo bambino vorrebbe davvero che qualcuno si accorgesse che esiste, anche se non crede troppo di averne il diritto.
Più tardi, con l’età reagirà rifiutando e sfuggendo alle persone che lo amano, in quanto continuerà a temere di essere rifiutato a sua volta.
Il fuggitivo preferisce non attaccarsi alle cose materiali, perché queste gli impedirebbero in qualche modo la fuga. È come se guardasse dall’alto tutto ciò che è materiale chiedendosi che cosa ci stia a fare sul pianeta e gli è difficile credere che qui potrebbe essere felice.
La ferita da rifiuto viene vissuta con il genitore dello stesso sesso.
Se ti riconosci nella descrizione di una persona che si sente rifiutata, vuol dire che hai vissuto un rifiuto con il genitore del tuo stesso sesso, il primo che ha contribuito a risvegliare questa tua ferita preesistente.
Il genitore dello stesso sesso ha il ruolo di insegnarci ad amare, ad amarci e a dare amore. Il genitore del sesso opposto ci insegna a lasciarci amare e a ricevere amore.
Il fuggitivo si crede uno zero assoluto, senza alcun valore. Per questo cercherà in tutti i modi di essere perfetto per valorizzarsi ai propri occhi e agli occhi altrui. Le parole ‘nullità’ e ‘niente’ sono molto presenti nel suo vocabolario.
Il fuggitivo cerca la solitudine, perché se ricevesse troppa attenzione avrebbe paura di non sapere che fare. È come se la sua stessa esistenza fosse di troppo.
Più si isola, più gli sembra di diventare invisibile, entra allora in un circolo vizioso: quando si sente rifiutato indossa la maschera del fuggitivo per non soffrire e diventa talmente evanescente che gli altri non lo vedono più. E allora si trova ad essere sempre più solo, il che gli conferma l’impressione di essere rifiutato.
La ferita del Rifiuto è così profonda che il fuggitivo, fra i 5 caratteri che descriveremo nei prossimi articoli, è il più incline all’odio. Può facilmente passare da una fase di grande amore a una di grande odio, il che indica quanto sia vasta la sua sofferenza interiore.
Se riconosci di avere la ferita da rifiuto, è importantissimo accettare che anche se il tuo genitore ti rifiuta realmente, questo avviene perché la tua ferita non è ancora guarita, e tu per risonanza attiri quel genere di genitore o situazione.
Più la ferita da rifiuto è forte, più la persona attira a sé circostanze tali da venire rifiutata o da rifiutare qualcun altro.
Non è raro che un fuggitivo dica o pensi che ciò che egli dice o fa non ha valore. Quando è al centro dell’attenzione resta imbambolato e impacciato, ha paura di occupare troppo posto. Se prende troppo posto pensa di disturbare. Il pensiero di disturbare, significa per lui che verrà rifiutato dalle persone che egli disturba, o che crede di disturbare.
Se qualcuno lo interrompe mentre parla, la sua prima reazione è pensare che questo avviene perché lui non è importante, e di solito smette di parlare.
Se ha una domanda da fare a qualcuno e la persona è occupata, lascerà perdere e non dirà nulla. Sa quello che vuole, ma non osa chiederlo credendo che non sia una cosa sufficientemente importante per disturbare l’altro.
Un’altra caratteristica del fuggitivo è la ricerca della perfezione in tutto ciò che fa, giàcche crede che se compierà un errore verrà giudicato, e per lui essere giudicato equivale ad essere respinto.
Siccome non crede alla perfezione del suo essere, si rivale cercando di raggiungere la perfezione in ciò che fa.
Purtroppo confonde l’essere con il fare.
La maschera del fuggitivo può essere indossata a volte per pochi minuti al giorno, o può essere quasi permanente. I comportamenti propri del fuggitivo sono dettati dalla paura di rivivere la ferita del rifiuto.
Una persona che è in fase reattiva non è centrata, non è nel proprio cuore e non può quindi né stare bene né essere felice.
Ecco perché è così utile prendere coscienza dei momenti in cui si è sé stessi oppure in fase reattiva. Diventa allora possibile tornare al timone della propria vita, invece di lasciare che siano le paure a dirigerla.
Abbiamo già detto che è possibile anche avere soltanto una leggera ferita da rifiuto, in tal caso si avranno soltanto alcune delle caratteristiche descritte. Il primo punto su cui basarsi resta comunque la descrizione fisica, perché il corpo fisico non mente mai, diversamente da noi che possiamo facilmente mentire a noi stessi.
Se riconosci la ferita del rifiuto in persone che ti stanno intorno, non cercare di cambiarle: usa piuttosto quanto puoi imparare da questo testo per sviluppare maggiore compassione nei loro confronti, e per meglio comprendere i loro comportamenti reattivi.
Come guarire una ferita:
La prima tappa per guarire una ferita consiste nel riconoscerla e nell’accettarla, accettare significa guardarla, osservarla, sapendo che il fatto di avere ancora qualcosa da risolvere fa parte dell’esperienza dell’essere umano.
Non è perché c’è ancora qualcosa che ti fa male che sei una cattiva persona. Essere stato capace di crearti una maschera per non soffrire è stato un atto eroico, un atto d’amore nei tuoi stessi confronti. Questa maschera ti ha aiutato a sopravvivere e ad adattarti all’ambiente familiare che ti sei scelto prima di incarnarti.
Ricorda inoltre che ogni ferita deriva da un accumulo di esperienze che si sono scaglionate in diverse vite passate e che è dunque del tutto normale che sia difficile farvi fronte di nuovo in questa vita.
La volontà di guarire è il primo passo verso la compassione, la pazienza e la tolleranza nei tuoi riguardi.
Più aspettiamo a risolvere le ferite, più queste si aggravano.
Tutte le volte che viviamo una situazione che risveglia o riattiva una ferita, la approfondiamo un po’ di più. È come una piaga che si allarga, più si aggrava, più avremo paura di toccarla e diventerà un circolo vizioso.
Ad esempio, una persona particolarmente fuggitiva si sentirà respinta da tutti, si autoconvincerà che nessuno la ami più.
La persona che soffre per il rifiuto alimenta la propria ferita ogni volta che si dà dell’incompetente, del buono a nulla, che pensa di essere inutile nella vita altrui, ed ogni volta che fugge via da una situazione.
Il vantaggio nel riconoscere le proprie o la propria ferita, sta nel fatto che, finalmente guardiamo nel posto giusto.
Le ferite non potranno guarire se non in presenza di un vero perdono nei confronti di noi stessi e dei nostri genitori.
Nel momento in cui ti rendi conto di aver indossato questa maschera, sii felice di essertene accorto e ringrazia l’incidente o la persona che ha messo il dito sulla piaga, in quanto ti permette di vedere come essa non sia ancora guarita.
È importante, soprattutto, che tu ti conceda il tempo necessario per la guarigione; quando riuscirai a dirti ogni volta: “Ecco, ho indossato questa maschera, ed è per questa ragione che ho reagito in questo modo”, la guarigione sarà a buon punto.
Le ferite profonde hanno bisogno di essere riconosciute, amate e accettate. Amare e accettare una ferita significa sapere che sei tornato sulla Terra per risolvere questo genere di ferita, e per accettare che il tuo ego voglia proteggerti.
Non sei più un bambino piccolo, incapace di gestire il proprio dolore. Ora sei un adulto, con più esperienza, più maturità, con una visione diversa della vita e che d’ora in poi ha intenzione di amarsi di più.
L’amore ha un grande potere terapeutico e rienergizzante, preparati ad osservare molte trasformazioni nella tua vita, tanto sul piano delle tue relazioni con gli altri che sul piano fisico, per esempio guarigioni o cambiamenti nel tuo corpo.
Amarti significa anche accettarti anche se fai agli altri precisamente ciò che rimproveri loro.
La ferita da rifiuto è in via di risoluzione quando prendi sempre di più il posto che ti compete, quando osi affermare te stesso. Inoltre, se qualcuno pare dimenticare che esisti, riesci ad essere comunque a tuo agio. Ti accadono molte meno situazioni in cui temi di essere rifiutato.
Non è facile far fronte a ciò che ci fa male. L’essere umano ha inventato tanti e tali mezzi per reprimere i propri ricordi dolorosi, che è una grande tentazione ricorrere ad uno qualsiasi di essi.
Più reprimiamo i ricordi dolorosi, tuttavia, più questi si incuneano profondamente nell’inconscio.
Affrontando queste ferite e guarendole, tutta l’energia che serviva per reprimere e nascondere il dolore finalmente si libera, e può essere impiegata per scopi molto più produttivi, ossia per creare la vita così come vogliamo che sia, essendo nel frattempo noi stessi.
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✅ Se vuoi leggere gli articoli relativi alle altre 4 ferite, qui sul blog, li trovi ai seguenti link:
ABBANDONO
UMILIAZIONE
TRADIMENTO
INGIUSTIZIA
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal bellissimo libro “Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau.
Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)
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Ciao Este, ci sono dentro tanto in questa ferita, mi è venuto anche dolorino allo stomaco mentre leggevo… e mi scendevano lacrime solo nel leggere il nome della ferita “Rifiuto”…
Un bacio!!!✨💛🙏✨ grazie infinite!!!
Si Valentina, sono dolorose le ferite… È un bene che il corpo ti dia segnale, così già può iniziare la guarigione 🙏✨🤍