La ferita da INGIUSTIZIA genera la maschera del RIGIDO.

✨ Questa ferita si risveglia nella fase di sviluppo dell’individualità del bambino, ovvero fra i 3 e i 5 anni di età all’incirca, nel momento in cui prende coscienza di essere un essere umano, un’entità a sé.

Una persona che soffre di ingiustizia è qualcuno che non si sente apprezzato nel suo giusto valore, che non si sente rispettato o non crede di ricevere quanto merita. Si può soffrire di ingiustizia anche quando si riceve più di quanto si crede di meritare.

Questa ferita viene vissuta soprattutto con il genitore dello stesso sesso.

Il bambino può soffrire per la sua freddezza, per la sua incapacità di sentire, di comunicare. Non dico che tutti i genitori di chi soffre di ingiustizia siano freddi, ma è così che vengono percepiti dal bambino. Egli può soffrire anche per l’autoritarismo del genitore, le sue critiche frequenti, la sua severità e la sua intolleranza.

Nella maggior parte dei casi, il genitore in questione soffre anch’egli della stessa ferita: non sarà vissuta nello stesso modo o nelle stesse circostanze, ma è presente e il bambino la percepisce.

L’anima che sceglie di tornare sulla terra per risolvere la ferita da ingiustizia, si sceglie i genitori che l’aiuteranno a riprendere contatto con questa ferita.

La maschera che il bambino si crea, in questo caso, è quella della RIGIDITÀ.

Fra le 5 tipologie caratteriologiche, i RIGIDI sono i più inclini a stare con le braccia incrociate: così facendo bloccano la zona del plesso solare per non sentire.

Il RIGIDO ricerca la giustizia e l’esattezza ad ogni costo, e sarà diventando perfezionista che tenterà di essere sempre giusto.

Come si presenta il corpo di chi ha questa ferita:

La maschera del RIGIDO si riconosce dal corpo diritto, rigido appunto, il più possibile perfetto. È un corpo ben proporzionato, con spalle dritte, larghe quanto le anche. Il Rigido ha paura di ingrassare: farà di tutto perché non accada. Sono persone vivaci, dinamiche, Ma i loro movimenti sono rigidi, e mostrano una chiusura, come quando hanno difficoltà ad allontanare le braccia dal corpo. Hanno lo sguardo luminoso, vivo. La mascella è piuttosto serrata, il collo rigido, dritto, fiero, anche gli arti sono spesso tesi e contratti. Sono duri ed esigenti nei confronti del loro corpo.

È sempre la profondità della ferita a determinare quali e quante caratteristiche fisiche saranno presenti.

Fin da bambino, il RIGIDO si rende conto di essere apprezzato più per ciò che fa che per ciò che è.

Ecco perché diventa estremamente efficace, e incomincia a far da sé molto precocemente.

Fa il possibile per non avere problemi, e anche quando ne ha preferisce dire di non averne pur di evitare di percepire la sofferenza che a tali problemi è collegata.

Già che è sempre alla ricerca della giustizia, vuole accertarsi di meritare quanto riceve.

Per il rigido il merito è importante, per lui, meritare significa ottenere una ricompensa in seguito a una buona prestazione. Se riceve molto senza aver lavorato granché, non crede di meritarselo, e fa il possibile per perdere ciò che ha ricevuto.

Le persone particolarmente rigide fanno in modo addirittura di non ricevere nulla, in quanto a loro avviso, dovrebbero essere straordinarie per meritare una ricompensa.

Chi soffre di questa ferita usa spesso le parole “sempre”, “mai” e “molto”. Non si accorge di essere ingiusto quando generalizza.

Il bene, il male, il giusto e l’ingiusto per lui sono molto importanti.

La paura di sbagliare è fortissima nel rigido. Vuole diventare perfetto nel più breve tempo possibile. Ancora una volta non si rende conto di essere ingiusto nei propri confronti, pretendendo troppo da sé stesso. Non si concede il tempo di permettersi di essere umano, e di avere ancora qualcosa da risolvere.

Le persone rigide sono molto esigenti nei propri confronti, in quasi tutti i campi della vita.

Hanno una grande capacità di autocontrollo nell’imporsi dei compiti. Danno il meglio di loro stessi, e sono così esigenti che anche gli altri gli chiedono molto. Spesso non si permettono mai di fermarsi, di divertirsi, di riposarsi. Credono di essere obbligati ad entrare in azione.

Il RIGIDO si giustifica quando riposa o quando si diverte, dicendo, per esempio che se lo merita. Inoltre si sente particolarmente colpevole quando non fa nulla mentre qualcun’altro lavora. Lo trova ingiusto. Spesso si ferma soltanto quando va a pezzi.

Ha inoltre difficoltà a chiedere aiuto. Preferisce fare tutto da solo perché sia perfetto. È per questa ragione che il rigido è più incline a soffrire di esaurimento nervoso.

È importante sapere che nessuno può tenersi tutta la vita sotto controllo. Tutti abbiamo i nostri limiti sul piano fisico, emozionale e mentale.

L’emozione più frequente nel rigido è la collera, soprattutto nei confronti di se stesso. La sua prima reazione quando è in collera potrebbe essere quella di aggredire qualcun altro, anche se invece ce l’ha con se stesso. In realtà infatti è in collera con se stesso per non aver visto giusto, o per non aver scelto l’azione giusta.

Sul piano dell’alimentazione, il rigido preferisce i cibi salati a quelli dolci. Gli piace tutto ciò che è croccante.

Ricordiamo che da bambino, il RIGIDO si è sentito respinto per una ragione o per un’altra, per evitare di venire ancora respinto diventa il più perfetto possibile. Dopo qualche anno, non si sente più amato malgrado i suoi sforzi verso la perfezione, e ritiene che questo non sia giusto. Decide allora di tenersi ancora più sotto controllo, e di diventare così perfetto che non gli accadrà mai più di essere respinto. Ecco come si crea la sua maschera. Taglia i ponti con il suo sentire, cosa che lo aiuta a non sentire il rifiuto.

La più grande paura del rigido è la freddezza. Ha difficoltà a riconoscerla perché si considera una persona calorosa, che fa davvero del suo meglio perché tutto sia giusto e armonioso intorno a sé.

Le persone che lo circondano, però, vedono spesso in lui la freddezza, soprattutto quando si sente accusato ingiustamente.

Quando si attiva la ferita da ingiustizia:
Diventi una persona fredda, brusca e secca tanto nel tono quanto nei movimenti. Proprio come il tuo atteggiamento, anche il corpo si irrigidisce. Questa maschera ti fa diventare anche un gran perfezionista, e ti fa provare collera, impazienza, critica, intolleranza nei confronti di te stesso. Sei molto esigente, e non rispetti i tuoi limiti.

Alimenti la ferita quando:
Diventi troppo esigente nei tuoi confronti, non rispetti i tuoi limiti, e ti imponi molto stress. Ti critichi, hai difficoltà a vedere le tue qualità positive e le buone cose che fai. Tendi a vedere solo ciò che non è stato fatto, oppure soltanto l’errore commesso. Ti concedi raramente ciò che ti fa piacere.

la ferita da INGIUSTIZIA è in via di guarigione quando:
Ti permetti di essere meno perfezionista, di fare errori senza entrare in collera o avere un senso di critica. Ti permetti di mostrare la tua sensibilità, di piangere davanti agli altri, senza perdere il controllo e senza paura del giudizio altrui. Sviluppi una grande compassione per te stesso, e questo ti aiuta a conseguire una maggiore pace interiore, vivendo meno collera, vergogna e rancore.

La prima tappa per guarire una ferita consiste nel riconoscerla e nell’ accettarla, accettare significa guardarla, osservarla, sapendo che il fatto di avere ancora qualcosa da risolvere fa parte dell’esperienza dell’essere umano.

Le ferite non potranno guarire se non in presenza di un vero perdono nei confronti di noi stessi e dei nostri genitori.

È importante, soprattutto, che tu ti conceda il tempo necessario per la guarigione; quando riuscirai a dirti ogni volta: “Ecco, ho indossato questa maschera, ed è per questa ragione che ho reagito in questo modo“, la guarigione sarà a buon punto.

L’amore ha un grande potere terapeutico e rienergizzante, preparati ad osservare molte trasformazioni nella tua vita, tanto sul piano delle tue relazioni con gli altri che sul piano fisico, per esempio guarigioni o cambiamenti nel tuo corpo. Amarti significa anche accettarti anche se fai agli altri precisamente ciò che rimproveri loro.

Affrontando queste ferite e guarendole, tutta l’energia che serviva per reprimere e nascondere il dolore finalmente si libera e può essere impiegata per scopi molto più produttivi, ossia per creare la vita così come vogliamo che sia, essendo nel frattempo noi stessi.

✅ Se vuoi leggere i precedenti articoli sul blog, riguardanti le ferite da RIFIUTO, da ABBANDONO, da UMILIAZIONE e da TRADIMENTO li trovi ai seguenti link:

Ferita-da-Rifiuto
Ferita-da-Abbandono
Ferita-da-Umiliazione
Ferita-da-Tradimento

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal bellissimo libro “Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

Articoli correlati:

Guarire le ferite dell’infanzia

Il corpo di dolore

Imparare a rispettarsi

Se ti è piaciuto, condividi! Grazie