✨ Per gli sciamani dell’antico Messico l’INTENTO trascende il mondo che tutti noi conosciamo, è qualcosa di simile a un’onda energetica, un raggio di energia che si attacca a ognuno di noi.
Gli sciamani descrivevano l’atto di apprendere direttamente l’energia come vedere; per loro percepire l’energia così come fluisce nell’universo significa che l’energia stessa adotta configurazione specifiche e che tali configurazioni possono essere percepite negli stessi termini da tutti coloro che vedono.
L’essere umano viene così visto come un conglomerato di campi di energia che fornisce l’impressione generale di una sfera di luminosità ben definita.
L’intero universo è un insieme di configurazione energetiche che all’occhio che vede appaiono come filamenti o fibre luminose che si irraggiano in ogni direzione senza mai intrecciarsi. Questo concetto è incomprensibile per la mente lineare.
L’Intento veniva descritto come una forza perenne che permea l’intero universo, una forza consapevole di sé al punto da reagire al riconoscimento o al comando degli sciamani. Grazie all’Intento essi erano capaci di liberare non solo le capacità umane legate alla percezione, ma anche tutte le possibilità legate alla percezione.
Nell’uomo comune sfortunatamente la percezione è incompleta e dà origine a false interpretazioni.
L’intero mondo degli esseri umani è costituito da un repertorio infinito di interpretazioni nell’ambito delle quali i sensi umani ricoprono un ruolo secondario. In altre parole, solo il senso della vista è coinvolto dal flusso di energia che arriva dall’universo, e lo fa in maniera del tutto superficiale. L’uomo comune necessita di una dose minima di percezione per avviare il suo sistema interpretativo che è limitato e soggettivo.
L’uomo comune non può vedere veramente.
Per gestire l’Intento occorre energia, molta energia, in quanto viene emessa in continuazione dai centri vitali situati intorno al fegato, al pancreas e ai reni e si deposita facilmente alla base della sfera luminosa (aura) di cui è composto ognuno di noi.
Inoltre deve essere tenuta in costante movimento e bisogna imprimerle di continuo una direzione. Per gli sciamani era importantissimo muovere in maniera sistematica l’energia con le gambe e i piedi. Per loro le lunghe camminate, una componente inevitabile dello stile di vita che conducevano, erano complete solo se accompagnate da specifici passi magici che svolgevano proprio mentre camminavano.
Inoltre l’energia veniva poi utilizzata e portata ai tre centri vitali che circondano il fegato, il pancreas e i reni, in un stato di totale silenzio interiore con respirazioni lente e profonde.
Ogni centro energetico nel corpo mostra una concentrazione o vortice di energia, simile a un imbuto che ruota. La forza di un centro particolare dipende dalla forza del movimento; se si muove a malapena, il centro è esausto, svuotato di ogni energia.
Quando gli stregoni dei tempi antichi esaminavano il corpo con il loro occhio in grado di vedere notarono la presenza di quei vortici e ne tracciarono una mappa. Nel corpo umano ce ne sono migliaia e un essere umano non è altro che un conglomerato di migliaia di vortici turbinanti, alcuni minuscoli come capocchie di spilli, che rivestono però una notevole importanza.
La maggior parte di tali vortici sono costituiti da energia che scorre liberamente al loro interno o è invece bloccata. Alcune di loro sono così enormi che meritano un trattamento speciale: sono centri di vita e vitalità, nei quali l’energia non è mai bloccata, ma a volte è così scarsa che il centro ruota a malapena.
Gli sciamani notarono ad esempio che nel centro energetico posto nell’incavo alla base del collo la rotazione di energia è solitamente molto più debole rispetto agli altri centri. Questo veniva chiamato “centro per le decisioni” e attribuivano a questa debolezza la difficoltà per l’uomo nel prendere decisioni.
Videro anche che dopo aver eseguito determinati passi magici quel centro diventava più attivo ed essi riuscivano a prendere decisioni che li soddisfavano, mentre prima non erano in grado di compiere alcun passo.
L’impressione di perdere energia che prima o poi ognuno di noi prova deriva dall’allontanamento dell’energia stessa, dispersa dai cinque enormi centri naturali di vita e vitalità.
La sensazione invece di guadagnare energia è dovuta alla ridistribuzione dell’energia precedentemente dispersa da questi centri che ritorna a disposizione.
Continua…
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Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) da “Il lato attivo dell’Infinito“, di Carlos Castaneda.
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Meraviglioso! Grazie carissima Este, ma grazie proprio tanto 💛💫✨
Prego Nic ✨💛✨ un grande abbraccio ✨