“Ogni giorno della vostra vita, anche se non ne siete consapevoli, vi nutrite del Padre mio che vuole essere vostro…
siccome prendete la sua Vita in voi, siate una coppa sacra, imparando a trasformare l’amore per la materia in Amore per l’Eterno.
In tal modo conoscerete il Divino che brilla in ogni cosa“.
Jeshua (Gesù)
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Perché le persone sono così poco consapevoli di potersi nutrire dello Spirito?
Eppure, senza saperlo, siamo costantemente immersi nel Suo Soffio e nella Sua Luce. Forse è per questo, per essere immersi nello Spirito completamente, che non ci accorgiamo della Sua presenza?
In verità Lo assorbiamo e Lo respiriamo in cento modi diversi, anche quando continuiamo a negare che esiste.
Siamo come coppe che non sanno di cosa sono colme. Eppure, persino nei nostri aspetti più pesanti siamo impregnati di Essenza Divina!
L’Essenza Divina non ha bisogno, per essere, che si creda in Lei, perché è il nostro Seme fondamentale.
Resta semplicemente in attesa che, dopo averla mille volte soffocata, la si riconosca finalmente, gli si dia un po’ di spazio… e infine, TUTTO LO SPAZIO.
Sì, tutto lo spazio, fino ad avere il presentimento, e poi sperimentare direttamente, che non vi sono frontiere fra noi e gli altri, tra noi e quella che crediamo essere la nostra “minuscola realtà”.
Si cancella allora ogni linea di demarcazione tra Spirito e materia, tutto si rivela pervaso dallo stesso Respiro.
Questa percezione, questa certezza a volte si manifesta nei momenti di grazia: perché non fare in modo che tali momenti si moltiplichino?
Occorre formulare questa richiesta e poi farla risalire dentro di noi… ma perché vi sia un’intenzione occorre prima coltivare l’attenzione.
E noi, facciamo abbastanza attenzione al miracolo permanente della Vita?
Ci hanno educati a cercare la presenza del Divino praticamente ovunque fuorché in noi stessi; siamo, come templi che non sanno di esserlo.
Ma per tutti arriva il momento in cui, nella nostra storia personale, dobbiamo infine renderci conto che la pace e la felicità a cui tanto aspiriamo non possono essere il frutto di uno sforzo a metà.
Invitare in sé il Divino e consentirgli di esprimersi attraverso di noi è un compito a tempo pieno, il progetto più bello, più entusiasmante della nostra vita intera, per cui va intrapreso non come se fosse una laboriosa fatica, ma con GIOIA, e con costante meraviglia.
Cos’altro stiamo aspettando per decidere? Certo possiamo tirare fuori mille scuse e rimandare il progetto all’infinito…
Ma chi stiamo ingannando?
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Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “L’altro volto di Gesù” di Anne Givaudan e Daniel Meurois.
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Grazie Este, è proprio così… “ma chi stiamo ingannando” solo noi stessi…
Grazie per il risveglio!
Un abbraccio Lucente!✨🙏✨💖✨