“Se togli all’altro il fardello che serve ai suoi muscoli per rinforzarsi, prolungherai il suo stato cagionevole.

Amare, non significa farsi trascinare dal gioco delle emozioni momentanee; significa leggere l’Anima dell’altro, fra le righe, e non cercare di riscriverla a modo nostro”.

(I primi insegnamenti del Cristo)

Il DISCERNIMENTO è una delle principali qualità da sviluppare, e va considerato come un’espressione della saggezza.

Se la saggezza sottintende la compassione, quest’ultima deve imparare a muoversi nella direzione giusta e imparare dove e quando fermarsi.

Il Cristo insegnava che chi sa amare non rifiuta una mano a chi soffre, ma che quest’atto dev’essere costruttivo, ossia non deve sottrarre all’altro l’occasione di apprendere da ciò che sta vivendo.

La vera compassione è una sacra intelligenza del cuore, capace di guardare all’altro da una prospettiva più alta, senza farsi catturare dal turbine delle emozioni.

Il mondo delle emozioni genera spesso, effettivamente, una quantità di distorsioni che modificano l’equilibrio e l’armonia di come dovrebbero essere le cose.

Il discernimento fa dunque parte degli strumenti del Cuore, il quale se ne serve per capire quando un aiuto è inappropriato, mal dosato o inopportuno e diventa in questo modo un freno.

Anche per quanto ci riguarda, quando la vita diventa difficile, invece che aderire subito all’amaro pensiero di quanto gli altri siano indifferenti nei nostri confronti ed egoisti, cominciamo a chiederci: “Che cosa occorre che io viva, cosa devo capire? Su quale aspetto di me sono chiamato a lavorare stavolta?
Così, quando arriverà la risposta, il fardello sarà meno pesante.

Quanto ad alleviare la sofferenza altrui, anche questo richiede un’intelligenza piena di rispetto.

Non atteggiamoci a salvatori pronti a trarne un beneficio egoistico, ma diventiamo un’umile mano, semplice e misurata interprete di una necessità.

Come diventare così?

A forza di osservare con pazienza, talvolta bruciandosi; e a forza di pregare, chiedendo di poter imparare ad amare e a capire come vivere meglio.

Nella coscienza della Luce, è importante essere collegati alla propria anima e agire non per la personalità, ma per la grande Unità.

Per questo la priorità assoluta è quella di essere consapevoli di ciò che ci motiva.

Per esempio, se vogliamo aiutare qualcuno o vogliamo chiedere la guarigione di una persona cara, prima di farlo è indispensabile offrire alla Luce tutti i pensieri che ci hanno legato a lei, consapevoli del fatto che siamo tutti nelle mani della Vita, che ci ama infinitamente.

Allora nella nostra azione si può esprimere un Amore libero da ogni attaccamento e in questa coscienza possiamo visualizzare la persona nella Luce o vedere la Pace attorno a lei.

Ma la priorità va data sempre alla consapevolezza della nostra vera motivazione.

❕È per questo che il nostro impegno evolutivo, il lavoro per aumentare la nostra consapevolezza e la nostra vibrazione, sono l’unico modo per aiutare realmente gli altri e il nostro pianeta.

Solo raggiungendo questo stato di coscienza, al suo livello più alto, potremo far zampillare nel deserto una Sorgente per i cuori assetati.

Marie Elia

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “I primi insegnamenti del Cristo” di Daniel Meurois.
Puoi trovarlo online qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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