✨ Gli animali vivono nella consapevolezza dei cicli della vita, perché sono un’unica cosa con la Vita stessa; non si identificano con il loro corpo fisico o con il nome passeggero che gli attribuiamo. Il loro pensiero è unito a Tutto ciò che esiste, in quanto essi sono Madre Natura; accettano quindi di nascere, così come di morire, con la stessa serenità, perché tutto è Vita.

Lo Spirito Animale sa che non muore e che continuerà a vivere anche oltre la dimensione fisica, in altri Regni dell’esistenza.
Perché gli animali dovrebbero temere la morte?
La accolgono infatti come un Soffio innovatore che li trasforma in qualcosa di nuovo.

Siamo noi che di fronte al cambiamento sperimentiamo un profondo dolore e senso di ingiustizia, in loro nascita e morte sono passaggi naturali, come l’alba e il tramonto; non gli capita di porsi domande al riguardo o di provare emozioni contrastanti, accettano la vita così come si presenta, totalmente fiduciosi della sua perfezione.

Ciò che sentiamo a seguito della perdita di un amico animale, oltre ad avere tutte le sfumature del lutto, maschera una pena che coinvolge in particolare la nostra anima.

Se tentassimo di tradurre quel dolore, potremmo dire che un pezzo del Divino, che prima era in Terra, è tornato al Cielo, esattamente come quando, in un tempo antico, gli esseri delle Stelle che vivevano tra noi dovettero lasciarci o quando gli esseri della Natura si ritirarono nella dimensione eterea del nostro pianeta, lasciandoci soli a proseguire il cammino.

La sofferenza provata è esattamente quella di un vero e proprio abbandono del Divino dal nostro piano terrestre, sofferenza che ormai abbiamo dimenticato, avendo da tempo perso il senso del Sacro.

I nostri fratelli animali sono qui proprio per permetterci di ricordare.

Tutto quello che proviamo legato alla scomparsa di un nostro animale non è da sottovalutare, né da sminuire, poiché coinvolge uno strappo profondo tra noi e un essere che aveva un ruolo-ponte con la Dimora Celeste.

Gli animali sono talmente connessi alla Fonte di ogni cosa che ci permettono di sentirne la presenza attraverso di loro.

Possiamo a volte piangere di più la perdita di un piccolo amico peloso che quella di un essere umano, perché tutti noi, con più o meno chiarezza, conserviamo dentro il ricordo delle Dimensioni diverse da quella terrena da cui proveniamo e quando un essere che incarnava quella dimensione ci lascia, va ad amplificare la nostalgia e il dolore della lontananza da Casa.

Gli animali rappresentano in Terra una vibrazione più elevata, amorevole e pura di quella umana, anche se da un punto di vista evolutivo l’uomo riveste il ruolo di “fratello maggiore”.

Sappiamo quanto è importante per il processo evolutivo allontanarsi dalla Fonte, per riuscire a riconoscersi e per potersi veramente mettere in gioco nel Grande Disegno dell’esistenza.

Dalla Fonte d’Amore nella quale eravamo immersi, abbiamo intrapreso un viaggio di dimenticanza del Divino che eravamo. Attraverso diverse fasi evolutive siamo stati “obbligati” a restringere la nostra coscienza, perdendo parti di noi, connessioni e consapevolezza e non soltanto sulla vita, ma soprattutto su noi stessi: una scomparsa progressiva della Divinità fino al quasi totale spegnimento della sua Fiamma.

Venuta meno la nostra Divinità, abbiamo perso la luce, la forza, l’armonia, la bellezza e la capacità di amare proprie dei mondi dell’anima, portando così le nostre vite a essere il risultato, non della grandezza dello Spirito, ma della sua assenza.

Non potendo più attingere ai vantaggi dell’energia “ereditata” al momento della nostra creazione, siamo stati costretti a misurarci – privi di pensieri, stati d’essere e conoscenze propri del Regno della Fonte – con le nostre capacità spirituali e a impegnarci per attivarle con una prova di volontà.

Una volta superata questa Iniziazione, saremo in grado di padroneggiare consapevolmente la Fiamma Divina che siamo.

Più ci si allontana dalla Dimora Originale più si mancherà della nobiltà interiore.

L’essere umano, proprio perché così lontano dalla pace e dall’amore, è quindi un passo avanti rispetto alle creature del regno animale che, dimorando in uno stato di coscienza ancora unito al Tutto, non concepiscono violenza, potere o divisione: pur essendo più vicini a Dio di quanto lo siamo noi, rimangono dietro all’uomo sulla scala evolutiva di separazione dalla Fonte.

Gli animali, nell’indossare i vari veli che ci separano dal Tutto, non hanno ancora integrato ciò che definiamo il pensiero individuale e, al contrario di noi, non considerandosi come un Io, non nutrono desideri personali ed egoici; vivono secondo il fluire di Madre Natura e di tutti i loro fratelli, non si pongono domande su cosa sia giusto fare e non hanno dubbi su come esistere. Risiedono nel presente, nella completa appartenenza a ciò che quel presente offre.

Individualismo

L’individualismo è una tappa fondamentale nell’evoluzione della coscienza. E’ la fase in cui il pesce viene estratto dall’acqua e solo nell’esatto momento in cui ne soffre la mancanza conosce sé stesso, dando valore a ciò in cui prima era immerso.

Gli animali che scelgono di vivere a stretto contatto con l’uomo, sviluppano una più precisa conoscenza di sé e dell’anima, divenendo più evoluti rispetto ai fratelli che vivono in gruppo.

Allontanarsi dal branco, sia fisicamente che nello Spirito, porta all’inizio di un percorso autonomo in cui esprimere bisogni e pensieri propri. L’anima animale, è connessa a ogni essere in Natura; è un’unica cosa con i membri del suo branco e della sua razza, percepisce addirittura l’essenza dei vegetali e dei minerali e con loro crea, ad esempio, lo Spirito della foresta.

Gli animali sono quindi un tutt’uno con la Creazione nelle sue varie manifestazioni e, per proseguire nella crescita evolutiva, devono conoscere la parte di Dio che li abita e i limiti e i pregi del loro essere individuale.

L’uomo è finalmente giunto all’individualità, diventandone la personificazione. L’egoismo le aberrazioni, l’assenza di sensibilità e di rispetto per la Natura sono la prova che la specie umana si sia separata dall’anima stessa della Vita, proclamandosi superiore. In questa fase l’umanità ha la possibilità di mettersi alla prova, riconoscendo di essere abitata dalla Natura, parte integrante di ogni sua fibra.

Un giorno, che per molti è già Adesso, inizierà la lunga fase di risalita verso il ricongiungimento con il Tutto, per tornare ad essere una parte consapevole e creatrice dell’universo, in collaborazione con la Natura e i suoi popoli.

Noi abbiamo per questo un ruolo importantissimo nei confronti degli amici animali, essendo i loro Maestri. Lo Spirito Animale connesso ai regni della Natura e alla sua quintessenza, compenetrando la nostra aura, può raggiungere quello strappo maggiore dalla Fonte che manca nel suo percorso evolutivo.

Proprio come è accaduto all’essere umano, gli animali stanno affrontando un passaggio di distacco dal Regno di Dio, al fine di conoscere l’individualità e l’egoismo. Evolvendo, prenderanno quindi il posto dell’uomo che, in quella stessa ondata evolutiva, salirà di un altro gradino e, una volta abbandonato l’egoismo, inizierà l’apprendimento della dimensione Angelica, per diventare Grazia Divina.

Ogni essere vivente dimora avvolto dalla radianza di esseri più evoluti di lui. L’umanità è immersa nell’energia delle Forze Angeliche e degli Esseri di Luce, mentre gli animali respirano la saggezza delle guide spirituali del loro popolo, – i Deva – e sono accompagnati dall’emanazione energetica dell’essere umano.

Le auree degli esseri più evoluti, estendendosi anche centinaia di metri, compenetrano le auree più giovani, sintonizzandone le frequenze.

Questo stimola l’evoluzione e la trasformazione verso manifestazioni dell’essere sempre più alte e luminose.

Se non fosse per questa spinta, potremmo perdurare nella stessa forma e allo stesso livello spirituale per molto tempo.
Rimanendo invece “a bagno” nella radianza di anime più grandi di noi, veniamo informati, proprio come accade per l’acqua, con le caratteristiche e le virtù che li contraddistinguono.

Camminare immersi in sintonie vibratorie superiori permette alla sinfonia del nostro essere di iniziare a suonare a ottave più alte della scala musicale.

Anche gli animali a contatto con noi vengono irradiati dalla nostra aura umana e sono di conseguenza stimolati a sviluppare potenzialità in loro ancora latenti, come ad esempio il pensiero indipendente.

Ogni creatura, dunque, ingloba in sé esseri più giovani ed è a sua volta immersa in energie più evolute. La vicinanza stretta tra l’uomo e gli animali si rivela fondamentale: gli animali possono, attraverso noi, sviluppare la dimensione egoica e noi, attraverso loro, a ricordare uno stato d’essere di Amore Incondizionato. Si tratta quindi di un servizio reciproco in cui entrambe le parti si accompagnano e sostengono nel processo evolutivo.

Gli animali, esattamente come accade per gli esseri umani, hanno un’età evolutiva che non viene determinata dall’aspetto fisico, bensì dalla saggezza e dalla presenza interiore del Risveglio della Divinità.

Molti vivono ancora in branco, abitati da un pensiero unitario, soggetti all’istinto di sopravvivenza, in totale allineamento con le leggi della propria razza, senza tracce di pensiero individuale che farebbe precipitare uno stormo o un branco nel caos.

Le esperienze li porteranno, in questa vita o in altre, a individualizzarsi, a percepirsi come un essere unico in grado di disertare le leggi del gruppo. A volte si perderanno, allontanandosi dai loro compagni, altre volte, inseguiti da predatori o cacciatori, si troveranno isolati; gli zoo stessi contribuiscono, anche se attraverso il dolore, a questa separazione e all’evoluzione dell’anima individuale.

La vicinanza dell’uomo è una fonte importante di individualizzazione: più lo Spirito Animale vive a contatto con noi e più perde il suo istinto e la connessione con il pensiero del branco. Questo processo permette all’animale di incontrare il suo Essere ed iniziare a percepire emozioni e desideri individuali, riconoscendo la propria anima e stabilendo un contatto con essa.

L’addestramento e la sottomissione lo portano a reprimere l’istinto e a sviluppare nel tempo una rottura con la coscienza del gruppo o con quella della razza di appartenenza: ecco allora la nascita di una personalità propria.

Gli animali che sono spesso a contatto fisico con noi, vivendo nella nostra aura, iniziano a ricevere dai nostri corpi sottili le informazioni per il proseguimento del loro percorso evolutivo, generando caratteristiche più simili all’essere umano.

A mano a mano che l’anima individuale sarà più forte e presente, l’amico animale diventerà estremamente comunicativo e somigliante all’uomo. Quando pensiamo che a un animale manchi solo la parola, probabilmente è prossimo a un’incarnazione umana o a una forma di vita nell’universo, con un’esperienza animica simile alla nostra.

Più un essere animale è evoluto e più prenderà posto nella vita dei suoi simili come una guida, un esempio o un Maestro, proprio come accade per la specie umana. I Deva tenderanno a reincarnarsi per missioni di risveglio al loro popolo o per mettersi al servizio di altri Maestri umani sulla Terra.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Lo Spirito Animale” di Chantal Dejean. Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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