✨ Gli zoo, luoghi di reclusione, sono spesso causa di grandi diatribe. Al di là del pensiero di ognuno di noi, questi posti esistono da decenni e ancora per qualche tempo li troveremo in diversi luoghi del pianeta.

Ma perché esistono?

Lo sguardo della Vita è ben diverso da quello che noi poniamo sugli eventi. Il nostro punto di vista è limitato a osservare e giudicare una sola dimensione di ciò che accade, senza poterne quindi comprendere l’insieme. Spesso pensiamo che la Vita sia nostra e che Essa debba essere al servizio del nostro bene, ma sarebbe corretto chiedersi: “Al servizio di chi e di quale parte di noi?

È limitante pensare che tutto ciò che ci circonda debba essere bello e giusto secondo il nostro giudizio. I disegni della Vita sono ben più grandi e vasti: essi mirano alla nostra espansione e alla rivelazione di ciò che vi è di più elevato e sacro in ognuno di noi.

Spesso per far sì che questo accrescimento accada è necessario il dolore, quel motore di risveglio che sollecita la nostra Fiamma addormentata ad ardere come in principio. Lo stesso succede anche per i nostri amati animali.

Nella savana o nella foresta sarebbero ancora in una sorta di limbo paradisiaco dove l’evoluzione faticherebbe a raggiungerli. È solamente passando dalla rottura della crisalide che l’avventura di crescita inizia.

Il dolore dell’ingiustizia genera situazioni che ci obbligano a fare un ulteriore salto di coscienza, anche se ciò non significa che dobbiamo sollecitare azioni negative. Ognuno deve agire in base al proprio livello evolutivo: ci sono esseri che sono venuti a portare Amore e Pace sul pianeta, altri che sono invece qui per sperimentare il male e la violenza. Ogni creatura attira a sé ciò che è più idoneo a stimolare la propria evoluzione.

Non possiamo eliminare il male dalla Terra, possiamo però accettare che debbano compiersi tutte le esperienze, così come è accaduto e accade per noi nelle varie incarnazioni.

Se oggi siamo sensibili alla Vita e ripudiamo la violenza è perché abbiamo già superato la fase in cui la esercitavamo.

Molte anime si sono incarnate ancora per sperimentarla, entrando in risonanza con coloro che invece hanno scelto, per svariati motivi, di subirla.

Dobbiamo quindi, nell’osservazione del Tutto, accettare che vi siano diverse età evolutive della società umana.

Cambiare il mondo necessita della comprensione profonda che il nostro cuore può avere nel realizzare che, anche se esteriormente siamo tutti simili, interiormente abbiamo età animiche differenti e molteplici esperienze di vita alle spalle.

In genere chi è artefice di aberrazioni e di ingiustizie funge da grande strumento evolutivo per chi invece deve raggiungere un grado di maturità e saggezza più avanzati. Così come per noi un atto estremo subito può aiutare a sviluppare il perdono, per gli animali una perturbazione della libertà e della pace può portare al risveglio di una maggiore coscienza individuale.

Un esempio:

Visitando uno zoo, fui colpita nel vedere che in una gabbia di tigri una era stata isolata. Ho provato subito pena per l’esemplare solitario e ho sentito il bisogno di avvicinarmi al vetro che ci separava per portargli tutta la mia compassione… cercando di non incuriosire troppo i visitatori, chiusi gli occhi per accedere a uno spazio di silenzio dove poter percepire il Tutto.

Da quella pienezza e immensità, da quella assenza di limiti e forme, diressi la mia coscienza a raggiungere quella della tigre. Subito sono stata sommersa da un’energia “scura”: i colori che la circondavano erano grigio-marroni con striature rosso scarlatto, mentre le sue simili si mostravano verdi e dorate.

Ho subito pensato fosse a causa della prigionia e del dolore che portava e così, per entrare più profondamente in connessione con essa, ho iniziato a penetrarne la storia. Con mia grande sorpresa di fronte a me apparvero immagini inaspettate.

Mi ritrovai ai bordi di una foresta tropicale, in uno spazio che era stato creato evidentemente dagli uomini; gli alberi erano stati tagliati e la terra era brulla… sentivo una forte umidità nell’aria e il calore del sole era opprimente.

Urla umane creavano confusione. Il mio sguardo si soffermò su una scena che mi chiamava: un uomo stava colpendo una tigre affinché gli obbedisse. Con un bastone esercitava tutta la sua violenza, pretendendone la sottomissione. Osservando quella persona, riconobbi subito la stessa energia della tigre con la quale ero in connessione.

Come poteva essere? La tigre era, in realtà, un uomo in una gabbia di vetro, arrabbiato e borioso. I colori intorno a lui non erano causati dalla situazione di prigionia, ma erano propri della sua personalità ancora buia e presuntuosa. Ormai potevo vederlo sovrapporsi alla tigre: i due erano la stessa cosa, lui era lei e lei lui.

Quell’animale era un ammaestratore che stava patendo ciò che aveva a sua volta inflitto.

Non sempre chi è in gabbia sta vivendo gli insegnamenti di un proprio karma. A volte la scelta di subire un male perpetrato dal genere umano è propedeutica all’evoluzione dell’uomo stesso, nel rispetto di ogni creatura.

Ciò permette alle anime più giovani di fare l’esperienza evolutiva di commettere il male e a quelle più adulte di integrare l’insegnamento del perdono.

Durante una visita a un acquario, un delfino mi disse: non siate tristi per questa situazione di prigionia, la nostra coscienza è vasta e nostra Madre pensa a tutti noi.

La nostra presenza in questo luogo non è un errore, ma una scelta consapevole nata da dimensioni dell’Essere molto elevate… con il mio popolo ho programmato di rimanere qui in veglia per una breve durata della mia lunga esistenza, per comunicare con più anime possibili della vostra razza.

Entrando a contatto con il nostro Essere, una parte ancestrale di voi che vi connette al suono primordiale del nostro universo, si attiva.

Non pensate a me come una vittima o a un essere impotente, guardatemi piuttosto come fossi una saggezza antica che opera sempre al servizio dell’evoluzione.

Noi siamo dove abbiamo scelto di essere e come voi ci auguriamo che un giorno tutto questo non sarà più necessario.

Lo Spirito dei delfini mi raccontò di quanto importante fosse per loro la vicinanza agli uomini, avendo la missione di risvegliare nelle persone la bellezza della Vita e l’importanza di essere anima.

Anche se rinchiusi potevano assolvere al loro compito di avvicinarsi alla razza umana e toccare più persone possibili con la loro vibrazione.

Ogni creatura che vive ingiustizie e prigionia ha scelto quel percorso consapevolmente. Spesso l’anima, anche nel caso degli animali, decide di affrontare un determinato cammino al fine di accelerare la propria evoluzione.

Nella maggior parte dei casi l’isolamento è un mezzo per permettere all’animale di percepirsi come un essere individuale. Gli animali selvaggi vivono per lo più in branchi o stormi. In queste situazioni non si possiede un pensiero solitario, ma si esiste seguendo l’istinto di tutto il gruppo.

Pur avendo ognuno il proprio corpo fisico, si è connessi in un’unica mente, in armonia e coordinazione, in un perfetto ecosistema, dove ogni creatura collabora in sincrono per il funzionamento del gruppo.

Il pensiero individuale si manifesta quando ognuno sviluppa una personale opinione, una propria volontà e un peculiare modo di vedere le cose. Questo porta sovente al caos, come accade nella nostra società.

Immaginiamo uno stormo dove ogni uccello procede secondo un proprio pensiero: non si potrebbero certo ammirare le loro caratteristiche danze armoniche.

La separazione e la conseguente acquisizione di un pensiero personale sono passaggi fondamentali nel ciclo della Vita, che porteranno necessariamente ad accadimenti di rottura della connessione e dell’unione.

Gli zoo sono uno dei tanti disegni che contribuiscono a questo processo, così come molte sono le crudeltà che l’uomo subisce ogni giorno per accelerare la sua evoluzione.

Se si guarda da un altro punto di vista, scegliere di rendere visita a questi luoghi in cui esseri animali vivono in reclusione e in solitudine può essere un modo di portare loro amore, cura, conforto e il giusto sostegno.

Gioiscono quando qualcuno entra nel loro spazio animico, facendoli sentire un po’ a casa.

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Lo Spirito Animale” di Chantal Dejean. Puoi trovarlo su Macrolibrarsi, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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