Dal “Metodo del Maestro Gesù”
Purificare il 5° Chakra
✨ Il Chakra della Gola (Vishuddha), la cui funzione primaria è proclamare la purezza del cuore, è un punto indispensabile all’equilibrio della persona sul piano della salute.
I parassiti mentali che chiamiamo forme-pensiero, se non correttamente verbalizzati, creano all’altezza della gola una ritenzione energetica che è come un vero e proprio veleno.
“Chi parla male, per prima cosa respira male“.
Per il Maestro Gesù, “parlare male” voleva dire parlare in preda alla paura: paura di sé, dell’altro, della vita.
Parlar bene o parlar male non aveva niente a che vedere con l’abilità oratoria perché, secondo Lui, ci si poteva esprimere molto bene in pubblico ma parlare male nei confronti di se stessi, ossia tradire il proprio cuore soffocandolo dietro parole vuote o false.
Attraverso il cattivo uso del Chakra della Gola (lasciandolo, in altre parole, in balìa dell’intelletto inferiore assoggettato alle convenzioni sociali), l’essere umano inquina la sua realtà cellulare, ingombrandola.
Ciò si manifesta essenzialmente nell’apparato respiratorio e in quello intestinale. Oggi potremmo aggiungere che indebolisce la tiroide, con tutte le ripercussioni che ciò può comportare dal punto di vista tanto fisico quanto psicologico.
L’irascibilità, ad esempio, è il sintomo di una mancata o incompleta espressione della propria sofferenza fondamentale.
Ecco perché purificare il 5° Chakra è di estrema importanza.
Purificare il Chakra della Gola
🔹Purificare il Chakra della Gola e le Nadi che vi sono direttamente collegate equivale a darsi gli strumenti per incarnare con forza la percezione di ciò che è giusto, e manifestare di conseguenza un amore misericordioso.
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a) Seduti comodamente, mettiamo la mano sinistra sul ginocchio sinistro con il palmo rivolto verso l’alto e contemporaneamente la mano destra sul Chakra della Gola. Osserviamo poi un momento di silenzio, con gli occhi chiusi, lasciando che la respirazione segua il proprio ritmo.
Attraverso questa postura generiamo una specie di circuito energetico che permette un rapporto privilegiato tra la Terra, dispensatrice di forza (attraverso il ginocchio), e la laringe, che esprime la potenza iniziatrice della Vita, ossia il Suono.
In questa fase iniziale è importante non perdere di vista la necessità di rimanere strettamente ancorati alla Terra, mentre cominciamo a salire verso le cosiddette “sfere superiori” del nostro essere.
Il Chakra della Gola è simile alla “Porta dei Cieli”; qui, gli elementi di cui siamo fatti si esprimono in modo più etereo.
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b) Incentriamo ora l’attenzione sulla respirazione. Cominciamo a inspirare lentamente e consapevolmente un filo d’aria, che tingeremo interiormente di azzurro chiaro. Mentre inspiriamo, cerchiamo di raschiare con l’aria la parte posteriore della cavità nasale.
Il Cristo associava sempre la luce azzurra alla Presenza del Verbo nella Creazione. Più volte dichiarò che l’azzurro era il colore che compariva nel Cielo della sua Anima quando era spinto a compiere dei miracoli.
Insegnò che l’intenzione del Divino era che prendessimo coscienza del potenziale che ogni essere umano manifesta attraverso il respiro e la laringe.
Gli iniziati e i terapeuti Esseni infatti erano conosciuti per la famosa Voce Lattea (si tratta di una tecnica particolare per utilizzare la voce e per il canto dei suoni A,M,N, sacri per eccellenza, che richiedeva anni di studio).
Ritornando all’esercizio: in questa seconda parte faremo raschiare il filo d’aria azzurro sulla parte posteriore della cavità nasale, così da rinforzare il lavoro delle Nadi.
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c) Quando i polmoni sono pieni e dopo una brevissima apnea, espiriamo allo stesso modo. Questa volta però il filo d’aria sarà blu scuro, essendo infatti carico di scorie eteriche. Occorrerà ripetere questo movimento di inspirazione-espirazione 7 volte di seguito per effettuare correttamente questa fase di pulizia.
L’apnea a polmoni pieni serve essenzialmente a permettere alla coscienza di fissarsi un istante su ciò che viene compiuto. Permette di indirizzare meglio il movimento di espirazione che seguirà, evitando che diventi un gesto meccanico e conferendogli invece il senso di un gesto ponderato, che consiste nell’espulsione delle scorie prodotte perlopiù dal corpo mentale e immagazzinate nella regione della laringe per una serie di motivi diversi per ogni persona.
Il blu scuro con cui coloreremo interiormente il filo d’aria espulso rappresenta le tensioni mentali filtrate dalle Nadi della parte posteriore della cavità nasale.
Il numero 7 che indica quante volte si consiglia di ripetere il ciclo di inspirazione-espirazione esprime simbolicamente, ma non solo, la funzione pulente di questo esercizio.
Tutto ciò che è sottoposto alla forza vibratoria del 7 ha necessariamente a che fare con una “purificazione” mirata ad una nuova ripartenza.
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d) Emettiamo un ronzio con la cavità retrofaringea; interiormente potremmo udirvi il suono AUM. Quando comincia a mancare il fiato, chiudiamo la bocca ed espiriamo vigorosamente (con un colpo secco e attraverso il naso) l’aria che rimane.
Ripeteremo 5 volte di seguito la fase d), poi resteremo abbastanza a lungo in profondo silenzio, ascoltando il sibilo del Prana al centro della testa e il suo formicolio in fondo alla gola.
La semplice vibrazione della cavità retrofaringea non sollecita le stesse forze della’AUM emesso in modo completo, favorisce però una dilatazione, un’apertura cellulare di tutta la zona della gola.
Tale dilatazione favorisce la liberazione delle memorie dolorose che si cristallizzano in questa parte del corpo.
Non è quindi la colonna d’aria che circola nella cavità retrofaringea che è importante in questa fase dell’esercizio, ma la natura pulente del suono emesso.
Quando la bocca si chiude e l’aria viene finalmente espulsa con un colpo secco attraverso il naso, il Prana modificato che la pervade libera delle microparticelle eteriche, così, ciò che viene espulso dal naso alla fine dell’esercizio non è una materia energeticamente contaminata, ma totalmente neutra.
Era la volontà del Cristo infatti che non espellessimo mai da noi stessi la minima particella di vita la cui natura potesse essere etericamente pesante o inquinante per il nostro mondo.
La pulizia del quinto Chakra venne dunque insegnata dal Maestro come un gesto fondamentale, analogo alla nostra abitudine moderna di lavarci regolarmente i denti, in quanto gli inquinamenti psico-energetici hanno un grosso impatto sull’equilibrio della persona fino a livello cellulare.
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Anche per questo Chakra la pratica va ripetuta per 7 giorni consecutivi prima di poter passare al Chakra successivo (la cui descrizione, se è la volontà di Dio, verrà pubblicata nei prossimi mesi).
❕ Per rispetto nei confronti dell’autore del libro e visto il costo contenuto del testo (abbordabile da tutti coloro che stanno facendo un percorso di crescita personale), il 7° e l’8° Chakra non verranno trattati qui sul blog.
Per questo suggerisco, vista la validità del metodo, se lo sentite adatto a voi, di acquistare il libro per averlo sempre a disposizione, leggere ulteriori chiarimenti e poter eseguire la purificazione di tutti i Chakra nei tempi consigliati.
❕ Trovi i link agli altri Chakra e alcuni approfondimenti sulla pratica, nell’articolo: Il Metodo del Maestro Gesù – 8 esercizi per crescere spiritualmente.
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal meraviglioso libro “Il metodo del Maestro Gesù” di Daniel Meurois.
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