✨ Aver fede e pregare è utile solo se si comincia a fare un lavoro interiore, mettendo – come fa il giardiniere – almeno un seme nella terra.
A chi si rivolge a Dio dicendo: “Signore, ti prego, dammi l’amore, la saggezza, la forza, la pace, la gioia…”, Dio risponde: “D’accordo, affinché io possa esaudirti dovresti aver seminato almeno un seme di ciò che mi chiedi“.
Altrimenti sei come un giardiniere che chiede al sole e alla pioggia di far crescere ortaggi e fiori, mentre lui non ha seminato e non ha piantato niente.
Le leggi del mondo psichico e spirituale sono identiche a quelle del mondo fisico, e non possiamo modificarle.
Se vogliamo che il Cielo ci esaudisca, dobbiamo cominciare col mettere almeno un seme di ciò che chiediamo, nella nostra terra interiore.
È impossibile ricevere senza dare in cambio qualcosa del proprio cuore, della propria attenzione consapevole, del proprio tempo e dei propri sforzi quotidiani.
Non possiamo aspettarci che il Cielo esaudisca le nostre preghiere se non cambiamo niente nel nostro comportamento e nel nostro modo di pensare.
È come se, dopo essere scesi in una grotta o in una cantina, ci stupissimo di non trovare il sole, il suo calore e la sua luce.
Cosa rappresentano la grotta o la cantina?
Tutte le manifestazioni inferiori della mente e del cuore, tutte le abitudini dannose.
Finché non vi rinunciamo, rimarremo nell’oscurità e nel freddo. Sta a noi spostarci e andare verso la luce abbandonando il nostro vecchio modo di vivere.
Pregare non consiste nel far scendere Dio fino a noi, siamo noi che, attraverso un lavoro assiduo, riusciamo a salire verso di Lui, e in quell’Ascensione sentiremo di essere esauditi.
Chi nutre realmente un ideale di giustizia, di bontà, di generosità e non risparmia i propri sforzi per avvicinarsi a quell’ideale, riceve sempre interiormente qualche consiglio sulla via da seguire.
Anche se non trovasse immediatamente la direzione esatta, una voce in lui lo farà fermare in tempo e tornare indietro per prendere la strada migliore.
Inoltre, anziché esigere sempre, prendiamo coscienza che Dio ci ha dato tutti i mezzi materiali e spirituali per provvedere ai nostri bisogni, e spesso anche a quelli degli altri; la preghiera deve servirci solamente a riscoprire quei mezzi.
❕Dio ci ha già donato tutto, e fin dall’Eternità, ora sta a ciascuno di noi fare lo sforzo di trovare queste risorse per portarci fino a Lui.
Certo, ogni preghiera è una manifestazione della fede, ma la fede deve essere compresa come quella forza che spinge l’uomo a fare sempre meglio, a superarsi.
Il solo mezzo per affrontare certe prove è quello di elevare il nostro livello di coscienza.
È in primo luogo nella nostra coscienza che la preghiera ha il potere di produrre dei cambiamenti.
Forse noi non potremo nulla sulle circostanze esterne, ma di fronte a quelle circostanze abbiamo la possibilità di cambiare il nostro atteggiamento interiore, il nostro modo di vedere, di percepire, al fine di superare le prove.
Chi prega fa appello alle potenze dello Spirito, e là dove gli altri si lasciano affliggere, egli non solo riceve l’aiuto della Luce, ma può anche illuminare e incoraggiare coloro che lo circondano.
✨
Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Dalla Terra al Cielo, il senso della preghiera” dagli insegnamenti di Omraam Mikhaël Aïvanhov.
Puoi trovarlo online qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)
✅ Articoli correlati:
✨ Dalla Terra al Cielo e dal Cielo alla Terra
✨ Preghiera alle potenze del bene
✨ Il nostro legame con Dio – il senso della preghiera
✨ Meditazione per unirsi alle potenze del bene
✨ Meditazione per il rilassamento e il riposo (audio)
✨ Diventare uno strumento di Dio – la preghiera di San Francesco



È bellissimo questo messaggio Este🤍
Grazie grazie grazie di Cuore. Illuminante💛
Dio ci ha già donato tutto da sempre, non ci manca nulla, siamo parte di Lui. Un tutt’Uno con Lui. Quindi seminiamo il buon seme, elevando la coscienza, poi accogliamo le Benedizioni. Un abbraccio grande