✨ Molte sono le idee che non provengono da noi ma dai nostri genitori, dagli antenati, dalle usanze, dall’epoca in cui viviamo, dall’educazione che abbiamo ricevuto.

Questi preconcetti sono numerosi e perniciosi, a volte castranti, a volte colpevolizzanti.

Per fare un esempio: un tempo, i bambini nati al di fuori del matrimonio o di cui non si conosceva il padre erano una categoria davvero sfavorita qui in occidente, la futura madre veniva tenuta nascosta alla vista del mondo, a volte rinchiusa in convento dove le veniva detto tutto il male possibile a proposito del “crimine” che aveva commesso.

Oggi alle nostre latitudini non è più veramente un problema, ed è un fenomeno anche abbastanza frequente. In altre civiltà tuttavia lo è ancora, ed è drammatico.

Questo ci fa capire come lo stesso evento viene tradotto in modi diversissimi a seconda della famiglia, della società, dell’epoca, delle usanze, delle tradizioni e della cultura.

Un altro esempio può essere quello del “tale” che uccide una persona e viene messo in prigione per tutta la vita, mentre a un generale, che causa la morte di centinaia o migliaia di persone, si dedica il nome di una strada o una statua sulla pubblica piazza.

Non è forse ora di rivedere i nostri condizionamenti, le nostre credenze, e decidere anche qui, in questa confusione, cosa tenere e cosa gettare?

Tutti apparentemente vogliamo la pace e l’armonia, tutti vogliamo vivere felici ma da millenni non ci riusciamo, perché ingombri di concetti e credenze che, oltretutto, difendiamo accanitamente anche a costo della vita, nostra e altrui.

Molte persone partecipano a guerre ideologiche, senza rendersi conto di essere manipolate da qualcun altro, che fa leva sulla loro conformazione psicologica per avere a disposizione un esercito di entusiastici ingenui, convinti di difendere i propri ideali.

Tra le nostre credenze più pericolose, c’è quella che i nostri governanti vogliano il nostro bene, e che ci si possa fidare di loro.

Dobbiamo sapere che le grandi lobby finanziarie sono al di là di ogni legge, comprese le leggi che esse stesse hanno fatto promulgare ai Governi, così da trasgredirle meglio.
È anche evidente quanto poco interesse provino per il benessere comune.

È ora di smettere di credere alle informazioni che vengono servite dai telegiornali: se un’informazione viene ripetuta ininterrottamente, potete star certi che non è per informarvi, ma per darvi da bere un messaggio che molto spesso è lontanissimo dalla realtà, una propaganda che spinge nella direzione che desiderano venga seguita.

È sempre interessante vedere quanto ci agitiamo quando pensiamo a predizioni drammatiche, e forse è per questo che i giornali da sempre puntano più sulle notizie drammatiche che non sulle buone notizie.

Fortunatamente il mondo sta cambiando, e ogni giorno vi sono iniziative che scuotono e contrastano le vecchie strutture.

È il canto del cigno per tutti coloro che, sin qui, hanno creduto di dominare il mondo.

È in atto un’inarrestabile rivoluzione interiore!

Ma per assecondare questi cambiamenti in positivo lasciamo dunque da parte le credenze sulle catastrofi, facendo appello al nostro senso pratico: cerchiamo di diventare il più possibile autonomi.

Credere in sé stessi:

Dubitare di noi e della nostra intuizione, delle nostre capacità, ci ha resi manipolabili da quelle forze che puntano al controllo e al potere. Certo è più facile credere in quello che viene proclamato ufficialmente invece che in quello che sentiamo vero dentro di noi.

Non credendo in noi stessi finiamo per credere negli altri, i quali, a loro volta, spesso non credono in sé stessi, è un serpente che si morde la coda e che non riesce ad uscire dai solchi pretracciati.

Siamo caduti così tanto nella trappola del mondo esterno, da aver riposto la nostra fiducia in esso soltanto.

Non siamo affatto impotenti, e se riusciremo o meno a contribuire alla trasformazione del mondo non è una questione di numeri.
Bastano poche persone consapevoli per avviare qualsiasi rivoluzione, ed è sempre una minoranza a trascinare la maggioranza.

Nessuno ha voglia di lavorare in un mondo meccanico e senza amore, nessuno vuole abitare in catapecchie, mangiare cibo velenoso o fare un lavoro che non gli interessa. Questi sono esempi per farvi capire che la popolazione mondiale è pronta a seguire chi ha il tempo per pensare, agire e tracciare una rotta.

In questa nostra società, tutto mira a far sì che, presi dalla stanchezza e dal bisogno di sopravvivere, nessuno si faccia domande o abbia il tempo per pensare se sta vivendo la vita che vorrebbe.

Ma nonostante questo molti stanno iniziando a cambiare rotta.

La vera rivoluzione è dietro l’angolo, e fermenta dentro di noi.

Per fare un esempio, possiamo notare che, in genere, certi alimenti che un tempo consumavamo senza difficoltà ora sono mal tollerati; è segno che anche i nostri corpi fisici sono in piena trasformazione, e dunque vanno ascoltati fornendo loro ciò che serve affinché funzionino bene.

Non bisogna perdere di vista il luminoso obiettivo di contribuire al radicamento di una Nuova Terra, e occorre sapere che ciò può avvenire solo attraverso una drastica trasformazione interiore.

Non aspettiamo qualcuno che ci salvi, cominciamo da noi e altri seguiranno!

Testo rielaborato da Este (laportadellaluce.it) dal libro “Piccolo manuale per un grande passaggio” di Anne Givaudan.
Puoi trovarlo online qui, una libreria online etica ed italiana. (Evita di comprare su Amazon)

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