La “separazione” dal Creatore e lo scopo dell’Incarnazione spiegato semplicemente
✨ Sin dal principio l’unica forma di vita che poteva affermare “IO ESISTO”, era ciò che chiamiamo il Tutto, l’Assoluto (che non è una persona con i capelli bianchi e la barba lunga), è una grandissima Forma Energetica Vibratoria Risvegliata.
Risvegliata in quanto consapevole di sé stessa.
Non esiste altro al di fuori del Tutto.
…allora noi chi siamo?
Il Tutto, l’Assoluto, è una vibrazione di Amore, di Bellezza, di Abbondanza, di Compassione e noi siamo come tante Fiamme che compongono questo immenso braciere.
Insieme formiamo Lui, separate siamo come tante candele all’interno delle quali, però, c’è la completezza del Tutto.
La piccola Fiamma della candela infatti è identica in qualità e sostanza al fuoco all’interno del braciere.
Quindi l’insieme di tutti noi va a costituire ciò che chiamiamo l’Assoluto.
All’inizio, alle Origini, però, Lui non aveva ancora la consapevolezza di essere composto da tante particelle uniche, non si era ancora “separato”.
In più, l’Assoluto non aveva la consapevolezza di essere Amore, Bellezza, Compassione, Abbondanza, di essere un possibile Creatore, perché non aveva niente al di fuori di Lui che potesse dargli il riflesso di quella Consapevolezza. Non aveva uno specchio esterno nel quale potersi vedere.
In pratica l’Assoluto era perfetto ma gli mancava la conoscenza di sé, e ignorando se stesso, ignorava tutto… ignorava che cos’era l’Amore, ignorava che cos’era la Luce, ignorava che cosa volesse dire essere Assoluto, era una forma in potenza ma non attiva.
Aveva bisogno di conoscere se stesso.
Allora decise di intraprendere un percorso di conoscenza di sé.
La separazione
Avendo in Sé questo amore infinito, l’Assoluto sente che anche tutte le Fiamme che lo compongono non conoscono loro stesse e vuole offrirgli la possibilità di vedersi, la possibilità di conoscersi (in questo modo anche la propria consapevolezza potrebbe espandersi).
Ma come possono le Fiamme che lo compongono conoscere loro stesse se non possono allontanarsi dal braciere, se sono dentro di Lui, come possono conoscersi nella loro individualità?
Non possono.
Pensate ad un padre che è l’Assoluto, senza fine, e noi siamo dentro di Lui, per poter uscire da Lui e conoscere noi stessi, per attivare le nostre forze latenti che sono uguali a quelle del Padre, dovremmo poterci allontanare…
ma come è possibile se Lui è Tutto ciò che E’?
Allora, immaginate che questa grande Forma di Energia, che è il Padre, arrivi a questa conclusione: “Se io sono il Tutto e non esiste nient’altro al di fuori di me, darò loro l’illusione di poter uscire da me, darò loro l’impressione di intraprendere un viaggio, anche se da me non se ne saranno mai andati“.
Questo può essere visto come il più grande gesto d’amore che ci sia stato offerto, siamo parti di Lui, siamo Lui, e ci dà la possibilità di dimenticarlo, ci dà la possibilità di rinnegarlo, ci dà la possibilità di uscire di “Casa” e non credere più nella sua esistenza.
Per fare questo ci offre dei VELI ILLUSORI che andranno via via ad offuscare la nostra percezione della Casa, cioè la nostra percezione di essere ancora nella Fonte… già, perché NOI IN QUESTO ISTANTE SIAMO ANCORA LA’.
Non ce ne siamo mai andati realmente. Noi in questo istante non siamo fuori dalla Fonte, non siamo lontani dal Padre, non è vero che Lui è lassù e noi siamo quaggiù… noi siamo in questo istante nella Fonte, ma abbiamo intorno a noi dei VELI, che vengono chiamati i veli di Maya, che ci danno l’illusione di avere intrapreso un percorso.
Il percorso della conoscenza.
Allora a mano a mano che l’Assoluto ci dà dei veli, la Luce, la nostra Luce inizia ad offuscarsi.
Un velo la attenua solo un pochino e ancora potremmo vedere di essere a Casa.
Immaginate allora Dio che ci chiede dopo aver posto un velo: “Mi vedi o non mi vedi?“, “Certo che ti vedo, sei lì fuori”… Dio mette un secondo velo: “Allora, adesso mi vedi o non mi vedi?“, “Certo, ti vedo, sei ancora lì”… e così via.
Abbiamo preso diversi veli che sono i famosi corpi energetici fino a che, alla domanda: “Mi vedi o non mi vedi?” non c’è stata più risposta.
Sono i nostri corpi, la multi-dimensionalità umana che ci ha permesso di intraprendere questo percorso di conoscenza nella materia… e noi cosa facciamo? Tutte le mattine ce la prendiamo con il nostro ego, quando è stata una fatica incredibile poterlo avere per fare l’esperienza dell’assenza di un Padre così presente.
Perché noi come Dio eravamo inconsapevoli di noi stessi, eravamo una Scintilla, eravamo Luce, eravamo Amore ma non lo sapevamo!
E’ come un neonato che per noi è bellissimo, ma lui non sa chi è, all’inizio non sa neanche come si chiama, non sa esprimersi, non ha idea di che cosa sarà, di quale sarà il suo divenire. Così noi eravamo in principio… esseri perfetti ma inconsapevoli e che quindi non potevano essere attori della Vita.
Il significato della Vita
La Vita è un dono, tirare avanti non è vivere, noi siamo figli di Re, non siamo venuti qui per tirare avanti, siamo venuti qui per creare, per portare una vibrazione specifica nella materia, siamo principi… allora non dovremmo mai smettere di creare, di divertirci a creare.
In questo modo, creando, diventiamo attori della Vita e creare non vuol forse dire essere a Sua immagine e somiglianza?
Dio è creatore e noi siamo identici a Lui.
L’Assoluto non smette mai di creare. Ad ogni suo espiro Lui crea, inspira il nuovo e quando espira crea in ogni istante.
Allora lo scopo dell’incarnazione, lo scopo di tutte queste vite non è massacrarci di lavoro su di sé… è superare l’illusione di essere separati dal Tutto, togliere un velo dopo l’altro per poter attivare quelle virtù latenti che fanno di Dio, Dio. Perché noi siamo in qualità, identici a Lui.
Lontani da Casa
Questo oblio di Lui è il segnale che siamo in quella fase della storia dell’Anima in cui siamo completamente, illusoriamente, fuori dalla Casa del Padre.
Ci siamo identificati con tutti i veli che ci sono stati offerti, fino all’ultimo che è la materia, dove dall’altra parte c’è Dio che ci dice: “Ma mi vedi o non mi vedi?” e noi non lo sentiamo neanche più.
E da questo momento di apparente allontanamento totale, così come un adolescente che è uscito di casa e ora può iniziare a conoscere il suo stato adulto, anche noi in quanto Scintille Divine possiamo così iniziare a vivere, perché abbiamo l’occasione di mettere in moto le nostre virtù.
È facile amare in una vibrazione di solo Amore, non saremmo neanche consapevoli di quell’amore, va tutto bene, nessuno ci insulta… è facile perdonare se nessuno ci fa del male, lassù a Casa, tutto è bello, tutto è perfetto, non c’è dolore, come potremmo sapere cos’è l’Amore e il Perdono?
A Casa non c’è nulla di opposto alla vibrazione assoluta, non esiste l’opposto alla Luce, non ci sono ombre, come potremmo imparare ad amare, come potremmo imparare a perdonare?
Se rimaniamo nella Casa del Padre non possiamo! Se l’Assoluto ci avesse tenuti con Sé, lassù, saremmo rimasti dei neonati, bellissimi indubbiamente, ma non saremmo mai diventati i suoi eredi.
E questo un Padre non lo augura mai ai suoi figli, un Padre desidera che i suoi figli possano diventare ancora meglio di lui… è questo ciò che ci è stato offerto.
L’incarnazione non è una punizione, E’ UN PRIVILEGIO!
Noi che siamo oggi in questa lontananza da Casa siamo coloro che hanno scelto di uscire di Casa, che hanno scelto di lasciare la realtà dell’Assoluto, ed è segno di grande coraggio.
Noi siamo quei figli che hanno lasciato il mondo dello Spirito per fare esperienza nella materia.
Certo, all’inizio non è stato semplice, ma quanta ricchezza c’è in questo Percorso?
Ora è il tempo di viverlo, e quest’ultimo velo, il corpo fisico, il più denso, ci sta permettendo di conoscere appunto l’assenza del Padre.
Una volta che abbiamo conosciuto cosa vuol dire l’assenza, in genere quando soffriamo molto iniziamo a rimboccarci le maniche, iniziamo a dire a noi stessi… “Io mi ricordo di un mondo dove si stava bene, io mi ricordo che questa non è la vera Vita“.
Iniziamo ad avvertire dentro di noi un vuoto, una mancanza, cerchiamo magari di colmare questo vuoto con il lavoro perfetto, il compagno perfetto, la carriera, una macchina nuova, con il cibo, con il conto in banca, cerchiamo in tutti i modi di riempire con l’esterno quel vuoto, ma non è quello che ci manca, ci manca Casa.
Quando la mancanza inizia a farsi sentire vuol dire che l’Anima inizia a risvegliarsi, a rialzare le antenne, inizia a ricordarsi da dove viene.
Il dolore è sinonimo della scintilla che si sta accendendo. Il dolore nasce dall’attrito tra un’immagine interiore che abbiamo della Vita e la Vita che abbiamo, e quando queste due immagini non combaciano allora lì, sentiamo dolore.
Quel dolore, quell’attrito, è l’Anima che ci sta spingendo a ricordarci di Casa.
Lo scopo dell’incarnazione
Quindi, qual’è lo scopo dell’incarnazione?
E’ quello di accendere le Virtù Divine latenti, togliendo velo dopo velo.
Come facciamo a riaccendere le virtù?
Diventando le qualità del Divino, qui, nella materia.
Andando a ri-animare una materia che ha dimenticato se stessa.
La materia non è qualcosa da allontanare o rinnegare, la materia è da INNALZARE.
La materia siamo noi, il nostro corpo… l’abilità sta nell’innalzare le dimensioni di noi, compresa la materia, di nuovo al Tutto.
Non è mai stato necessario eliminare l’ego, l’ego va semplicemente innalzato allo Spirito, in questo modo noi diventiamo ciò che siamo, Creatori, come il Padre.
Questo è il nostro unico compito, diventare creatori consapevoli, come Lui.
In questo processo di spiritualizzazione della materia noi portiamo i Codici dell’Assoluto in una materia che li aveva dimenticati.
E lo possiamo fare, ad esempio, quando in questo piano di realtà succede qualcosa che ci porta a non amare e NOI AMIAMO.
Quando invece di rimanere nella collera noi PERDONIAMO, così facendo portiamo un pezzo di Casa qui, e quando tutti si lamentano e noi RINGRAZIAMO, portiamo un altro pezzo di Casa qui… e così via, in questo modo i veli iniziano a dissolversi, perché non ne abbiamo più bisogno.
La Luce che partirà da noi andrà a sciogliere quei veli e ci renderemo finalmente conto che da Casa non ce ne siamo mai andati.
✨
Altri approfondimenti e profonde comprensioni nel video da cui il testo è stato tratto: “Iniziazione- il cammino verso l’illuminazione” di Chantal Dejean.
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Meraviglioso Este! Illuminante💛
Ti ringrazio tantissimo!!!!
Sono immensamente Grata a te e a Chantal Dejean
ONORATA🙏🏻✨
Un grandissimo Abbraccio nella Luce ad Entrambe 🤗💛
Grazie Valentina 🙏☀️✨ il video da cui il testo è stato tratto è davvero prezioso e chiaro ✨un grandissimo abbraccio a te 💛✨
Meraviglioso, quando tutti i veli saranno tolti sarà come ritornare al Padre Celeste grazie grazie grazie con grande gratitudine e affetto un abbraccio fraterno grande di Luce e affetto Agujevete 🙏💚
Pace e Bene Luce 🙏💛
Om Shanti 🤍